Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli;
e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!»
I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.
(Gv 1,35-37)
Così, in un colpo solo, Giovanni perde i suoi discepoli e si lascia sfuggire l'occasione di mettersi alla sequela di Gesù.
Perché?
Perché scegliere di restare solo anzicché seguire quello che aveva riconosciuto come il Cristo?
Ed Eli disse a Samuele:
«Va' a coricarti; e, se sarai chiamato ancora, dirai:
"Parla, Signore, poiché il tuo servo ascolta"»
(1Sam 3,9)
Il rapporto con Dio è personale, uno contro uno.
Un Maestro sa questo e porta i discepoli fino alla soglia del Mistero.
Dopodicché deve eclissarsi: è il suo compito, è necessario, benché doloroso.
Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta.
(Lc 22,39)
In quel calice stasera non vedo paura della sofferenza fisica o della morte, ma molto di più la pena del Maestro che sta per esaurire il suo compito.