#AdultsOnly_part2

Se l'hashtag della prima domenica di avvento "per soli adulti" è stato #misurare, quello della seconda deve per forza essere #cercare.

C'è un saggio di bravura nel capitolo 3 di Luca, somiglia a quello che oggi gli analisti chiamano "drill-down": si parte da un quadro generale e si scende sempre più nel dettaglio.
Così Luca, per circoscrivere un momento della storia, parte dal più potente dei viventi, l'imperatore e poi passa in rassegna le autorità politiche e religiose della Giudea e delle terre vicine.
E mentre descrive queste cose, con urticante normalità, Luca butta lì:

la Parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Uno zoom come una cannonata su uno che non c'entra nulla, l'esatto opposto di un potente, un essere solitario e brusco di carattere, un frequentatore di deserti, uno vestito di pelli che si ciba di locuste e miele selvatico.
Neanche se lo compra al mercato il miele, lo preferisce selvatico.

"Il figlio di Zaccaria".
Luca parte da Tiberio, figlio adottivo di Augusto, poi passa per  Caifa, sommo sacerdote succeduto al suocero Anna e finisce per scorgere la Parola che scende sul figlio di Zaccaria, uno dei tanti sacerdoti.
Ecco, su questo personaggio improbabile, si compie il miracolo.

E allora #cercare, costantemente, senza sosta, per non rischiare che la Parola scenda senza trovare chi la ascolti.
#Cercare utilizzando tutti i sensi perché - come si sa - l'essenziale è "invisibile agli occhi".