Parlo di quell'uomo già ricco, la cui campagna, probabilmente per merito ed a seguito di impegno di tempo e risorse, produsse un raccolto abbondante.
Anziché provare a vendere l'eccedenza e riprendere l'anno successivo da capo, quell'uomo ha un progetto lungimirante: distruggere i suoi depositi per costruirne di più grandi, dove accumulare quei beni e goderne nella vecchiaia.
Stolto, questa notte stessa ti sarà chiesta la tua vita,
e quello che hai accumulato di chi sarà?
Che proponevi allora?
La remissività più completa?
L'inedia?
L'elogio della resilienza?
Su un termine si incardina questa pagina di Vangelo: "eis" che vuol dire "verso" ma anche "sopra".
Quindi la chiosa alla parabola può essere tanto
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce davanti (eis) a Dio
quanto
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce sopra(eis) a Dio
Non mi è chiarissimo cosa possa voler dire "arricchirsi davanti", mentre ho un'idea precisa di cosa significhi "arricchirsi sopra Dio":
vuol dire mettere Dio alla base di ogni ricchezza, riconoscere che tutto si ottiene per Grazia
MA
che è necessario l'intervento, l'ingegno e lo sforzo dell'individuo.
E questo - oltre ad offrire una chiave di lettura completamente diversa della parabola - mi pare combaci anche con quello che ci chiedi nella parabola dei talenti...