Da qualche parte nel suo cuore, chi Ti rivolge quell'appellativo coltiva la speranza che sia Tu a riportare la nazione di Israele ai fasti passati.
Di Davide essi colgono principalmente il potere regale.
A me, invece, salta subito agli occhi la sua istintività, una sorta di filo conduttore che attraversa tutta la sua esistenza.
Mentre Golia, il campione dei filistei, il gigante bardato di tutto punto, sta ancora uscendo dall'accampamento, Davide si propone come suo sfidante e mentre lo sta dicendo, pesca con la mano una pietra dalla bisaccia; poi nemmeno fa in tempo a chiedersi se basterà una pietra ad abbattere quel colosso, che intanto l'ha già scagliata e, formidabilmente, é riuscito nel suo intento.
Similmente accadrà purtroppo pure con Betsabea: non farà in tempo a frenarsi che già l'avrà concupita.
Quando vedi i mercanti nel tempio non lasci spazio alla diplomazia, non provi nemmeno con una reprimenda, ma immediatamente ne rovesci i banchi.
É uno spartiacque per la folla che Ti osannava poco prima e che Ti vuole crocifisso poco dopo.
Non fossi stato realmente figlio di Davide, non ne avessi ereditato l'istintività, Ti saresti salvato probabilmente la vita, complicando notevolmente la nostra.