#Pediluvio

C'è un sentimento di sospensione del tempo, come un respiro gigante che attraversa l'Ultima Cena.

Tu sai che tutto - in quel momento preciso - sta per precipitare, che Giuda ha già scelto da che parte stare.

Dovrebbe seguirne un "redde rationem", magari un discorso violento con parole di fuoco: chissà che Giuda non ci avrebbe ripensato, eventualmente convinto - con le buone o con le cattive - dagli altri undici a farlo...


Invece:

Si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio,se lo cinse attorno alla vita.

Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.


Con calma serafica ed accudimento da bàlia ventiquattro volte sciacqui con cura e ventiquattro volte asciughi delicatamente.

Lavi i piedi a tutti, Giuda compreso: e nel lavarli a quello non c'è traccia di disparità rispetto agli altri.

Deve voler dire che questo gesto non è solo l'ultimo commiato ad un gruppo di amici: c'è qualcosa di più.


Ecco in qual modo lo mangerete:

con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano.

E' il rito della prima Pasqua ebraica, quello dettato a Mosè.

Mille e più anni prima di Te a tutto il popolo di Israele prigioniero in Egitto era stato detto di tenersi pronto alla marcia, sandali ai piedi.

E per mille e più anni, in ogni Pasqua, tutto il popolo di Israele si è ripetuto questa cosa, rendendola di volta in volta attuale: bisogna star pronti, sandali ai piedi.


Ma adesso basta.

Questo è il momento di slacciare i sandali e lasciarsi lavare i piedi da Te.

E - sebbene siano ammessi tutti a questa Pasqua, anche chi ha marciato solo per un metro e perfino chi si è rifiutato del tutto - quanto più i nostri piedi sono sporchi e doloranti, tanto maggiore sarà il sollievo di questo pediluvio.


Buon Giovedì Santo.