Pare che sia indispensabile ricercarla e se qualcuno si distrae un attimo, subito la melassa pubblicitaria che pervade le nostre vite lo richiama all'ordine.
Inoltre è opinione diffusa che la ricerca della Felicità personale sia sufficiente a giustificare comportamenti meschini, puerili o irresponsabili.
Ma io contesto proprio il principio: cercare la Felicità come le fragole in un bosco mi pare insensato.
Piuttosto la Felicità accade, come uno starnuto o come il singhiozzo, mentre si è impegnati a fare altro... o a non far nulla, talvolta: accade al parco mentre faccio le bolle di sapone per mia figlia oppure davanti al tramonto, cullati dallo sciabordio della risacca.
Accade a premio di un impegno profuso ma anche gratuitamente a fronte di nulla; anzi alle volte accade pure quando, a dispetto dello scarso impegno, non si incappa nei risultati scadenti che pure si meriterebbero.
Fatto sta che accade e non ha senso cercarla per vie artificiose o sintetiche: nessuno si sognerebbe di cercare di starnutire o di farsi venire un singulto.
Sollievo ai poveri - attenzione, ricchi!
Sollievo agli affamati - attenzione, sazi!
Sollievo ai perseguitati - attenzione, popolari!
Questo mi pare essere anche il pensiero di fondo delle Beatitudini: la Felicità accade; chi la sperimenta adesso ricordi che non dura in eterno, mentre chi non è felice sappia che verrà pure il suo turno.
Davvero beato chi è capace di surfare sugli alti e bassi della Felicità senza farsi schiavizzare dalla sua ricerca.