#paternità

Nel mio cerchio di conoscenze mi pare che il percorso verso la paternità assuma sempre le traiettorie più improbabili: chi lo cerca come un nuovo stimolo in un momento quiescente, chi intende rilanciare un rapporto malmesso, chi accetta un figlio come una sorta di ragionevole compromesso e perfino chi, come il Tuo padre terreno, se lo vede piombare tra capo e collo all'improvviso.

Diversamente da quanto avviene all'altro sesso, rarissimamente ho visto manifestarsi una richiesta chiara e conclamata di paternità.
Noi maschi tendiamo più che altro a scivolare nella paternità, salvo poi scoprire che é l'esperienza più esaltante del mondo, oltre che di gran lunga la più complessa.

E siccome Tu conosci a fondo la natura umana, sono certo che non ce l'avrai con Giuseppe per aver pensato per un istante di mollare tutto e tutti.
Anzi, più forte gli vorrai bene per avere ascoltato l'angelo:

Giuseppe (...) non temere di prendere con te 

Non temiamo di prendere con noi.
Lo dico a me stesso, a tutti i padri e a tutti coloro che - per le strade più impervie - si accingono ad esserlo.
Non temiamo di farci casa, di caricarci qualcuno sulle spalle per un pezzo di strada.
Non temiamo di fare spazio nella nostra vita, anche a costo di dover mettere da parte o buttare cose a cui teniamo.
Non aggrappiamoci testardamente ad un'adolescenza che già non c'è più e che non tornerà.

Perderemo libertà personale, lo anticipo.
Perderemo tempo per noi stessi, lo ammetto.
Perderemo la leggerezza che può dare la mancanza di responsabilità.

Tutte queste cose lasciamole pure a Peter Pan.
C'è l'esperienza più bella del mondo da guadagnare.



(In risposta a podcast su bimbi paragonati ad animali da compagnia)