#Supernova

Giovanni è uno scienziato, un inventore come Galileo, un avvistatore di supernove.
Non credo che sia un caso che con lui si aprono due vangeli che quasi lo sostituiscono alla figura dei Magi.

Giovanni ha una missione da compiere in un lasso di tempo brevissimo: pur essendoTi coetaneo, deve farTi trovare la strada spianata all'inizio della Tua predicazione.

Io sono voce di uno che grida nel deserto:
preparate la via del Signore.

Il sistema che trova è geniale.

La remissione dei peccati per gli israeliti era diventato un affare formale, meccanico: in un determinato giorno dell'anno, lo Yom Kippur, il popolo riunito con i sacerdoti recitava collettivamente una preghiera di perdono; poi un agnello era immolato in sacrificio ed un altro - il "capro espiatorio" - era caricato dei problemi della collettività e liberato fuori città: chiunque ne fosse venuto in contatto sarebbe diventato impuro.

Giovanni scuote i farisei, richiamandoli ad un'assunzione di responsabilità personale anziché collettiva e li invita ad un battesimo di conversione, attirandosi le antipatie dei sacerdoti.
Questa è la rivoluzione che propone Giovanni: passare dal lamento sulle colpe del popolo d'Israele all'esame delle proprie colpe personali.
Ancora una volta si richiama ad un rapporto con Te vis-a-vis.

Ma se ciascuno riconosce le proprie colpe, del capro espiatorio cosa rimane?

Giovanni, vedendo venire Gesù verso di Lui, esclamò:
Ecco l'agnello di Dio!
Ecco colui che porta i peccati del mondo!

Eccola, la supernova.
Giovanni ha esaurito il suo compito: ora può farsi da parte.