#Preparare

A casa di mia nonna c'era una stanza perennemente chiusa: l'unica persona autorizzata all'accesso in condizioni ordinarie era la signora delle pulizie che aveva il compito di spolverare e assicurarsi che tutto fosse sempre in perfetto ordine. 
Era la stanza degli ospiti, l'unica zona proibita di una casa che - letteralmente - battevo palmo a palmo.

Preparate grida a squarciagola Isaia, e riecheggia il Battista secoli dopo.
Preparare per altri, senza tornaconto, é un esercizio in disuso, etichettato come perdita di tempo o perfino come segnale di mancanza di scaltrezza.

E cosa dovremmo preparare? 
Una strada nel deserto?
Da dove si comincia? 
Come si sceglie un percorso piuttosto che un altro proprio lí dove, per definizione, si é più liberi di muoversi? 
Da dove si comincia a scavare e con che spirito, consapevoli che le dune ed il vento cancelleranno di notte tutto il lavoro del giorno?

Eppure, preparare. 
Eppure, non rinunciare all'attesa, pure quando l'età avanza e le occasioni di aprire la stanza degli ospiti scarseggiano. 
Eppure, non lesinare nemmeno uno sforzo affinché, quando succederà l'incontro (...se succederà, certo ma, preparando, quel momento mi pare già più vicino, già quasi tangibile...), beh, quando succederà allora tutto sarà in ordine, tutto sarà splendente.