#AdultsOnly_part4

Esibire le emozioni è diventato uno sport agonistico: gran parte delle foto che vedo scorrere sui social nasconde la malcelata intenzione di innescare invidia anziché quella genuina di immortalare un istante indimenticabile.

Non è sempre stato così.
C'è stato un tempo - anche se lo abbiamo rimosso - in cui abbiamo goduto delle gioie in maniera intima e riservata.
C'è stato un tempo in cui la gioia era libera da ogni ansia di esibizione, da ogni corsa all'accaparramento di like.
C'è stato un tempo in cui eravamo così concentrati sulla gioia da non guardarci neppure intorno.

Guardo l'Annunziata, strepitosamente dipinta da Antonello da Messina.
Prima di quest'opera l'Annunciazione è un esercizio manieristico: l'Angelo da un lato che reca in mano un giglio, Maria allo scanno dall'altro, intenta nei testi sacri.
Qui invece l'Incarnazione è esercizio per uno: le mani di Maria, una impegnata a fermare il velo, l'altra aperta come a tenere a distanza l'angelo che lo spettatore può solo immaginare - ed in fin dei conti lo spettatore stesso - dicono di uno spazio da non violare, di un momento che Maria vive in maniera intima e privata.
Le mani di Maria in questo quadro raccontano di un Mistero al quale accostarsi con delicatezza, in adorazione, senza la brutale presunzione di comprendere completamente ciò che forse perfino a Lei non fu chiaro fino in fondo.

Qualcosa di analogo lo sperimenta la cugina, Elisabetta, miracolosamente incinta in tarda età, che tiene per se la sensazionale notizia, probabilmente per semplice pudore, tanto da non uscire di casa nemmeno per i sei mesi successivi al parto.
E in maniera solo apparentemente incomprensibile l'angelo che annuncia il prodigio al marito Zaccaria - Avrai gioia ed esultanza  e molti si rallegreranno della sua nascita - accompagna la notizia con la menomazione della parola, che sarà recuperata solo alla nascita del bambino.

C'è stato un tempo in cui gli uomini erano capaci di #custodire la Gioia nel loro cuore, sapendo che a sbandierarla in pubblico la Gioia si sciupa.

E - forse per quello - in quel tempo la Gioia era molto più intensa.