Come si è stabilita la separazione che nell'aldilà divide il ricco signore da Lazzaro, il mendicante che - in vita -aspettava invano alla sua porta un gesto di carità?
Si è generata post mortem in una sorta di contrappasso dantesco?
O non si é piuttosto generata in vita, per effetto del disinteresse del ricco verso il povero?
E davvero le pene che subisce il ricco sono confinate nell'aldilà o anche l'aldiqua è stato - non voglio dire infelice ma almeno - mancante, incompleto?
Ho scritto altrove che probabilmente il ricco non si sarà nemmeno accorto in vita di Lazzaro alla sua porta.
A volte così si produce una frattura: alimentando una piccola crepa con disinteresse ed incuria.
Mi fermo a contemplare i fossati che mi circondano, il prossimo delle cui necessità non mi accorgo o mi disinteresso, e provo pena per entrambi.
Scenda su di me la parola di Isaia:
Appianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in pianura.