Ad ogni battesimo ho sempre percepito nell'omelia un certo imbarazzo da parte del sacerdote, già difficilmente avvezzo a maneggiare un neonato e per di più costretto ad equilibrismi retorici per conciliare l'evidente innocenza del lattante con la dottrina del peccato originale, della veste candida, talvolta con richiami di pessimo gusto in quel momento alla morte, alla tomba, etc.
Credo davvero che si sia saltato un passaggio.
esclama Giovanni dopo averTi battezzato nel Giordano.
É un passaggio di consegne, l'inizio di una nuova era: fino ad allora si battezzava in acqua, cercando di pulire in profondità da ogni peccato; da quel giorno invece si battezza in Spirito, per incendiare le coscienze, per correre incontro al Prossimo, per proclamare il Vangelo a perdifiato.
Sbaglieremo? Probabilmente.
Peccheremo? Può accadere.
Inciamperemo? Lo Spirito ci risolleverà.
Il peccato più grande, il solo che non può essere rimesso, la bestemmia contro lo Spirito é sotterrare il Suo fuoco, magari per timore di sbagliare, come fece quel servitore con il talento che gli era stato assegnato.
Non gioverà a nulla presentarsi con la veste immacolata dopo una vita nella quale ci si é astenuti dal vivere, come a quel servo non giovó restituire il talento che aveva sotterrato.
Chissà che un giorno non mi possa capitare di ascoltare qualcosa di simile ad un battesimo...