Per l'Incarnazione hai scelto uno dei luoghi più riottosi e guerrafondai della storia, certamente non a caso.
Dopo i fatti del 7 ottobre, ho sentito un israeliano chiedere al suo esercito di ammazzarli tutti nella striscia di Gaza, anche i bambini: ché tanto i bambini di oggi saranno i kamikaze che uccideranno i suoi figli domani.
Ed ho sentito i bambini della Cisgiordania, intervistati dentro palazzi sventrati, strappati a cortei funebri durante i quali i loro fratelli scaricavano in aria il kalashnikov, giurare di non aspettare altro che l'età giusta per il martirio.
Intanto le stragi degli innocenti si ripetono nei secoli, diverse nei modi, identiche nella sciagura.
Come se ne esce?
Con una tregua, un armistizio, uno scambio prigionieri?
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio
Non credo che sia risolutiva qualunque pace calata dall'alto: penso piuttosto che una pace duratura possa solo fiorire dal basso.
Occorre seminarla nei cuori, la pace, estirpando l'odio.
Occorrono operatori dediti incessantemente a questo lavoro, con pari tenacia di quanti, più comodamente, soffiano sul livore e sulla voglia di vendetta.
Pace in terra agli uomini di buona volontà, come cantano gli angeli in questa notte
santa, non significa un premio corrisposto a fronte di una disposizione d'animo favorevole, ma piuttosto che il lavoro di estirpazione e di semina porterà certamente il frutto sperato.
A chi si impegna quotidianamente, a partire dal proprio giardino, ad estirpare l'odio ed a seminare la pace i miei auguri di buon Natale!