#PiuDiCosí

Avrebbero meritato approfondimenti separati la reprimenda che rivolgi agli scribi che divorano le case delle vedove e la misera offerta che una di quelle versa al tesoro del tempio, che però rappresenta per lei tutto quanto aveva per vivere.

Invece mi accorgo che provvidenzialmente l'evangelista passa dall'una all'altra senza soluzione di continuità, come se fossero un gesto solo. 

Come a chiedere agli scribi: non vedete che vi ha già dato tutto?  Cosa altro cercate?
Non sapete che, se chiederete ancora, la poveretta farà ancora più sacrifici, sopporterà ancora più privazioni pur di cercare di accontentarvi?

Come a chiederlo ad un certo clero, oggi. 
Come a chiederlo a ciascuno di noi quando pretendiamo da un fratello, da un genitore, da un figlio uno sforzo che va oltre le loro possibilità.
Come ad interrogarci sulle aspettative che abbiamo su Dio, come ad ammonirci sul nostro continuo alzare la posta.

E, mentre leggo questa pagina, mi pare di sentire quella vedova, quel fratello, quel genitore, quel figlio ed anche Dio cantare con la voce di Mina:

Più di così
Non so più cosa dare
Più di così
Che cosa fa più male
Perderti adesso e non vederti più?
Ricominciare come lo vuoi tu?
Più di così
Mi chiedi e mi pretendi
Più di così
Mi stringi e poi mi stendi
E a denti stretti io ti dico si
perché ti amo