Quelle che sono rimaste appese in gola senza avere il coraggio o la voglia di proferirle.
I dialoghi abortiti, le scuse non porte, le correzioni non apportate.
Le parole dette male.
Quelle che distorcono la realtà a proprio tornaconto.
Quelle dette per offendere, per sminuire, per mortificare il prossimo.
Le parole non ascoltate, per superficialità, per supponenza, per noncuranza.
In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio.
All'inizio dei tempi, come all'inizio di ogni intenzione di dialogo, c'è Dio.
Poi però le mie parole, Verbo in potenza, si perdono per strada, deragliano.
Ed il Verbo si fece carne,
e venne ad abitare in mezzo a noi.
Possano nel 2025 che comincia - e sempre di più negli anni seguenti - le mie parole essere sacramento del mistero dell'Incarnazione.
Buon 2025.