#ConvertireORinnovare

Mi ha sempre infastidito quella raccomandazione che rivolgi ai Dodici mantre li invii alla loro prima missione di evangelizzazione:

Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.

Che cos'è questo?
Non è razzismo, forse?
Non fa forse a pugni con gli altri basilari insegnamenti presenti nei vangeli?

Leggo ed ascolto i resoconti odierni che arrivano da Gaza e dal Libano e mi chiedo se il popolo di Israele non abbia manifestato la stessa indole belligerante ed elitaria nel corso di tutta la sua lunga ed accidentata storia.
Ed ancora: se non abbia trasformato il suo status di popolo eletto in una prigione di cristallo, evitando i rapporti con i popoli più prossimi.
Se avessi ragione, allora concorderei sul fatto che l'evangelizzazione avrebbe dovuto partire proprio da Israele piuttosto che da pagani o samaritani, utilizzando come controprova il fatto che Tu stesso sia stato accolto con minor ritrosia e maggior seguito da popoli diversi dal Tuo.

Non ho titolo per alcuna analisi storica o geopolitica, però mi interessa cogliere il nocciolo di questa breve riflessione: è infinitamente più semplice #convertire che #rinnovare.
Perchè la #conversione presuppone un terreno vergine su cui seminare, come nella parabola: la produttività sarà più o meno vantaggiosa, ma non è richiesto altro sforzo aggiuntivo.

A quale seminatore verrebbe invece in mente di seminare in un terreno già infestato dalla zizzania?
Quel tale dovrebbe distruggere la zizzania prima di cominciare, oppure farsi carico di separarla dal grano alla mietitura; inoltre probabilmente dovrebbe sopportare lo scherno dei passanti o perfino vincere la resistenza al cambiamento di chi, abituato alla zizzania, osteggia semine diverse nello stesso campo.

Dunque conviene certo destinare le prime energie al rinnovamento che risulta più ostico.
Inoltre chi è autenticamente rinnovato resta più saldamente ancorato alla nuova dottrina, proprio per lo sforzo di trasformazione al quale si è sottoposto.
In questo il rinnovamento, benchè immediatamente più dispendioso, può rivelare un effetto moltiplicatore inaspettato.

Concludo con due annotazioni.
La prima a noi, evangelizzatori: perchè non scegliamo la via più comoda ma quella più efficace, seguendo il Tuo esempio.
La seconda a noi, evangelizzati: perchè possiamo ascoltare a fondo la notizia sempre nuova del Vangelo, anche quando fa vacillare le nostre fondamenta.

#NessunPastoÈGratis

Un vecchio adagio in voga tra gli economisti recita: "nessun pasto è gratis".
Devono aver pensato il contrario quelli che Ti seguirono (anzi , Ti inseguirono) da una sponda all'altra del lago di Tiberiade dopo averTi visto moltiplicare i pani.

Allora metti in chiaro le cose: Tu non sei venuto a riempire pance, ma coscienze.
Il pane spirituale che offri è quello del servizio al Prossimo: un servizio totale, fino al sacrificio ultimo, carne e sangue.

In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.

Ma nessun pasto é gratis.
Ci chiami ad andare oltre la contemplazione del Tuo sacrificio: partecipa pienamente all'Eucaristia chi é pronto allo stesso servizio verso il Prossimo, idealmente fino a quello stesso sacrificio.
Infatti: 

Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.

Quanto è duro questo pane!
Quanto è difficile da digerire!
Mi dovrebbero tremare i denti ogni volta che faccio la Comunione e con tutta la forza che ho dovrei masticare...
Ma cosa ci sarà da guadagnare a fronte di un impegno così totale? 

Chi mangia questo pane vivrà in eterno

Non vivrà "per sempre", si badi bene: vivrà in eterno, ovvero la sua vita - e la mia, spero - sarà pienamente realizzata.
Buon appetito...