Guardate le mie mani e i miei piedi,
perché sono proprio Io!
(Lc 24,39)
Da chi è capace di risorgere, mi sarei aspettato - non dico un lifting - ma almeno manicure e pedicure.
Invece Tu ti presenti con addosso tutti i segni del Calvario.
Anzi, li usi come carta d'identità.
C'è una certa ortodossia ben radicata che ritiene che dobbiamo soffrire in questo mondo per splendere nell'altro.
E più soffriamo e più in fin dei conti dovremmo gioirne, perché sarà maggiore la gloria che ci aspetta.
E più soffriamo e più in fin dei conti dovremmo gioirne, perché sarà maggiore la gloria che ci aspetta.
Io invece credo che la Resurrezione indichi la strada diametralmente opposta: guardare alle proprie piaghe, alle proprie ferite, alle proprie sconfitte, riconoscerle come identitarie e riuscire a pacificarsi con esse.
D'altronde deve esserci un motivo per cui, dopo la tua Pasqua, non smetti di augurare la Pace, quella del cuore, a tutti quelli che incontri.
Chi sceglie di credere nelle Resurrezione, deve provare a vivere da Risorto qui ed ora.
E mentre penso queste cose, in testa canticchio quella canzone di Dalla e Morandi, che qui annoto.
Vita in te ci credo,
le nebbie si diradano
e ormai ti vedo
non è stato facile
uscire da un passato che mi ha lavato l’anima
fino quasi a renderla un po’ sdrucita.
Vita io ti vedo
tu così purissima
da non sapere il modo
l’arte di difendermi
e così ho vissuto quasi rotolandomi
per non dover ammettere d’aver perduto
Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite
e così cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci
sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore
che raggiunge chi lo vuole respirare
Vita io ti credo,
dopo aver guardato a lungo
adesso io mi siedo, non ci sono rivincite
né dubbi né incertezze
ora il fondo è limpido
ora ascolto immobile le tue carezze
Anche gli angeli capita a volte sai
si sporcano ma la sofferenza tocca il limite
e così cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci
sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore
che raggiunge chi lo vuole respirare