#TuttoPerNoi

Questa è una Parola viscida, sdrucciolevole:

Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo

C'è un illustre commentatore che pone l'accento sulla natura comparativa del termine greco misei / odia, sottolineando che qui rivendichi il Tuo primato sulle cose terrene.

Ed un altro che rimarca la necessità di una conversione profonda, di una cesura forte con il proprio passato.

Un altro ancora spiega come sia indispensabile uscire dalla propria 'comfort zone' per mettersi davvero alla Tua sequela.

Sommessamente accosto la mia lettura di fianco alle precedenti.


Sarebbe bello, forse auspicabile, frequentare una Chiesa fatta solo di esistenze risolte, di fulgidi esempi di santità.

Sarebbe bello se il regno dei cieli fosse già tra di noi.

Sarebbe bello, ma non è.

E, seppure fosse, azzardo che allora il Vangelo sarebbe inutile: a chi si rivolgerebbe, in quel caso?


Il Vangelo parla a chi come me vive contrasti e dissapori;  a chi, come me, ha rapporti altalenanti con i propri cari e, talvolta, perfino con se stessi.

Ecco: noi così combinati, noi non santi, prendiamo questo carico di frustrazioni, di amarezze, di rimpianti, di sensi di colpa e mettiamoci alla tua sequela:

Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo


Tutto per noi, lisi e sgualciti, carichi di un bagaglio di ansie e fallimenti, alle prese con il nostro affanno quotidiano: tutto per noi é stato scritto il Vangelo.