Allora Giuda Iscariota, uno dei dodici, si recò dai sacerdoti con lo scopo di consegnarglieLo.
(Mc 14,10)
Qui comincia la Passione: questo è il momento esatto in cui Giuda decide di venderTi.
Si è appena consumata l'apologia dello Spreco.
Viene una donna e Ti cosparge di olio profumato e preziosissimo: un trattamento riservato a defunti di un certo rango, fuori luogo per Te, vivo e di modesta estrazione.
Non contenta di ciò, come a sancire l'unicità del gesto, rompe pure il vasetto di alabastro che lo contiene.
Alcuni presenti, proprio Giuda secondo il racconto di Giovanni, si indignano, chiedendone conto.
"Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?"
Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro
(Gv 12,6)
Giuda è quello dei dodici che tiene la borsa.
Giovanni ė durissimo nei suoi confronti, ma, per certi versi, la tredicesima parte (Te compreso) di quello che amministra gli spetta.
A volergli riconoscere un'indennità per il servizio di cui si fa carico si può arrivare alla decima parte, é quello il limite con il furto.
La decima parte è tutto sommato equa, è il massimo ammissibile.
Un denaro viene corrisposto quotidianamente a chi lavora nei campi: trecento sono lo stipendio di un anno.
Giuda rivendica per se non l'intera somma derivante dalla vendita del vasetto, ma la decima parte, quella che gli spetta: trenta denari, appunto.
Giuda non è Satana, o forse sì.
Non lo è nel senso che non è la Cattiveria fatta persona.
Lo è nel senso che è la quintessenza della Tentazione, la prova esatta di come una serie di comportamenti al limite del lecito e di richieste al limite dell'ammissibile portino a conseguenze catastrofiche.
Lui richiede ciò che in fondo gli spetta, e in fin dei conti non cattura nessuno, ma semplicemente indica un luogo ed un'ora in cui bacerà il Maestro.
Ed egli, buttati i denari nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi.
(Mt 27,5)
Guardo adesso quelle monete ballare sul pavimento del tempio: una sola di essa cade e nemmeno si sente, addirittura si rischia di perderla.
Ma ne bastano trenta per fare un rumore assordante, capace di attraversare i secoli...