#perduto

...(sono) venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Quante volte ricorre il verbo cercare nei Vangeli?
Cerca la donna che ha perso la monetina di poco valore finché non la trova.
Cerca la pecora smarrita il pastore, mettendo a rischio le altre novantanove.
Qui dici espressamente che cercare e salvare ciò che era perduto é il fine ultimo della Tua venuta.

Riassumendo i Vangeli in un messaggio universale di speranza a chi si sente perduto, a chi non si ritiene all'altezza, a chi é incapace di superare i propri errori, non sbaglieremmo poi di molto.

#giustificare

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra se...

Prega tra se, il fariseo di cui racconti; Dio é spettatore del suo monologo.
Non si capisce neanche bene cosa sia andato a fare al tempio: non è certamente lì per incontrare il Prossimo, ma piuttosto per servirsene a suo tornaconto, denigrando tutti indistintamente stando in piedi, guardandoli dall'alto in basso dunque.
Il fariseo é fuori dal mondo perché se ne sente superiore, mentre in realtà si rinchiude con le sue stesse mani in una prigione dorata di solitudine.

Quanti ne conosco di questi farisei!
Quanto sono abili a raccontarsi una versione verosimile della realtà in cui c'è spazio solo per i propri successi e non per le proprie miserie, solitamente derubricate a torti subiti da questo o da quel pubblicano!
E quanto rapidamente quella versione prende il posto della realtà nella testa del fariseo, fino a sostituirla del tutto!

A ben vedere la spocchia con cui il fariseo tratta il Prossimo fa quasi tenerezza, perché muove dal tentativo maldestro e disperato di #giustificare le proprie miserie, sminuendole o ascrivendone le cause ad altri.

Questo mi pare essere il punto cruciale della vicenda: a chi chiedo di giustificare le mie miserie ed i miei fallimenti?
A me stesso, magari inventando storie fantastiche e denigrando gli altri?
E allora non sono migliore del fariseo.

Oppure ho la forza di guardare in faccia la mia vita, tutta - successi e fallimenti, ricchezze e miserie - ed affidarla a Dio, come il pubblicano?

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: 
O Dio, abbi pietà di me peccatore.

E allora ci penserà Lui a giustificare me...

Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato

#leRagioniDellaVedova

Toccherebbe conoscere #leRagioniDellaVedova che insistentemente chiede al giudice di farle giustizia nei confronti del suo avversario.
Bisognerebbe sapere se é animata effettivamente dalla disperazione del misero, come sembrerebbe, o piuttosto da un desiderio di vendetta per qualche torto che ritiene di aver subito; o anche, verosimilmente, da una miscela dei due stati d'animo, variabile in funzione dei giorni e dello stato di necessità.

Capita similmente anche a me di formulare preghiere storte, di farmi scappare dal cuore cose che avrei dovuto trattenere, di invocare talvolta la revoca di alcune richieste, di chiedermi a posteriori se le mie invocazioni - esaudite o meno - fossero non dico buone ma giuste.

poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia

decide il giudice della parabola.
Il che non vuol dire che accoglierà tutte le richieste della donna tal quali, ma che affronterà il caso e deciderà secondo coscienza.

Questo mi solleva: affido anche le mie preghiere storte, ondivaghe e discordi all'analisi del Giudice che, ascoltandole tutte, deciderá secondo giustizia.

#ortodossia

La tua fede ti ha salvato

Dei dieci lebbrosi che sono venuti a cercarTi, solo al Samaritano che torna indietro a ringraziarTi aggiungi questa glossa.
Per gli altri lasci intendere che hai dovuto sopperire con la Tua Misericordia, perché alla fine tutti sono guariti.
Né é la gratitudine ad aver salvato quel poveraccio, ma espressamente la sua fede.

Di che fede parli, dunque?
I Samaritani professano una confessione mal digerita dai Giudei: ci vuole una piaga potente come la lebbra per trovare traccia di un gruppo in cui gli uni si mescolano agli altri.
Quella di quel poveraccio é una fede storta, arrugginita, per niente ortodossa.

Eppure nel suo tornare a ringraziare Te, maestro di scuola Giudaica, si scorge un ecumenismo ed un'apertura al Prossimo sconosciuta agli altri.

Benedici ugualmente la mia fede claudicante ed incostante e - insieme - aiutami a scavalcare di continuo gli argini di ortodossia oltre i quali talvolta confino il mio Prossimo.

#inutile

A quelli che, avendo un granello di fede, sono capaci di
dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare

venendo esauditi, dici a chiare lettere
siete servi inutili!

Ed io, che nemmeno mi azzardo a chiedere ad una foglia ingiallita di cadere a terra, che servo sono?
A che servo?

Oppure, finalmente, dovró imparare a gioire del servizio (minimo) che presto, senza usare l'utilità come una metrica.

Spendo molto - troppo - tempo chiedendomi in che misura sia necessario il mio aiuto al Prossimo e come fare per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo
Invece dovrei servire incessantemente, a testa bassa.
E, quando finito, ricominciare a servire daccapo, col solo scopo di farlo con tutto me stesso.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?