#Sentieri

Ho letto da qualche parte - ma non ricordo dove e sarò grato a chi vorrà segnalarmelo - che alcuni esegeti suggeriscono che il termine tradotto con beati nel discorso della montagna in lingua originale sia stato più vicino a sollievo, pace.
Sollievo ai poveri, sollievo gli afflitti, sollievo ai perseguitati avresTi invocato.

Parimenti il termine guai, presente solo nella versione di Luca, sarebbe stato piuttosto un avvertimento: attenti ricchi, attenti ilari, attenti voi che godete del consenso del pubblico.

Nella versione di Luca c'è anche un'altra particolarità: questo discorso è in discesa.

Matteo riferisce di un discorso tenuto in cima,  completata la salita, e rivolto alle folle; secondo Luca invece il discorso si tiene dopo la discesa dalla montagna ed è rivolto ai soli discepoli.
Ed in effetti mi pare molto ragionevole che i discorsi in salita spronino la folla indistinta promettendole sollievo, mentre i discorsi in discesa, "a pancia piena", rivolti a una cerchia ristretta, includano anche le avvertenze.

In un suo libro il Cardinale Martini si chiede se il discorso della montagna non fissi l'asticella troppo in alto per noi uomini, concludendo - incredibilmente - che, sí, quell'obiettivo é realisticamente irraggiungibile.
Nondimeno é compito del cristiano cimentarsi nell'avvicinarlo.

In questo senso benedico l'esistenza, insieme alla altre, della versione di Luca, che permette di leggere quel Tuo discorso in una chiave più terrena, tutta improntata alla ricerca dell'equilibrio in ricchezza e povertà, nella gioia e nel dolore, nel consenso e nella denigrazione.

Il che non detona l'esplosività dei contenuti del discorso e non affranca dall'inseguire la misura alta che esso fissa; semplicemente offre un #sentiero diverso per salire e scendere dalla medesima montagna.