#Approccio

Che è mai questo?
Una dottrina nuova insegnata con autorità.
(Mc 1,27)

Pietà di noi ascoltatori distratti, perfettamente permeabili alla Parola al punto da esserne attraversati senza impronta.
Pietà di noi lettori svogliati, che per pigrizia o timore galleggiamo sulla superficie del Vangelo senza mai azzardare l'immersione.
Pietà di noi che ritagliamo qua e là a piacimento, secondo il gusto personale, ignorando che il Vangelo non si presta al bricolage.
Pietà di noi cercatori di una dottrina comoda, che non desti le coscienze dal torpore.
Pietà di noi, viscerale e profonda, tutte le volte che proclamiamo le Scritture senza che le labbra ne siano arse.

Pietà di preti svogliati e di omelie sciatte, repellente ideale del Vangelo.
Pietà di catechesi per sentito dire, come se la Fede si trasmettesse imparando a memoria, a cantilena.
Pietà di luoghi comuni, di buone maniere e di tutto ciò che professiamo, anche in buona fede, ma che non è strettamente legato alla Parola: essere brave persone non c'entra nulla con l'essere cristiani.

Pietà di noi quando pensiamo che le Scritture siano superate, e invece - da millenni - sono "una dottrina nuova", perché mostrano un strada diversa, un punto di vista differente.
Beati noi, a cui quella dottrina è stata "insegnata con autorità", ovvero direttamente dall'Autore.

#PescatoriDiUomini

Vi farò pescatori di uomini.
(Mt 4,19)

Che locuzione particolare, "pescatori di uomini".
Non compare altrove nelle Bibbia, per cui deve essere uscita così, di getto.

(Esiste però un caso in cui Ti sei fatto fisicamente pescatore di uomini, quella volta in cui estraesti Giona, il profeta che voleva scappare dalla missione che gli era stata affidata, dal ventre del grande pesce che l'aveva inghiottito).

Conosco pescatori di nassa, di rete e di lenza: fattor comune tra di loro è la sterminata dote di pazienza e di resilienza, come se fossero strumenti del mestiere.
Se occorre pazienza con i pesci, quanta di più ne occorre con gli uomini!

Predica la Parola di Dio,
insisti in ogni occasione opportuna e inopportuna.

Correggi e sgrida, quando ce nʼè bisogno,
e incoraggia tutti con grande pazienza a fare il bene, 
senza smettere mai dʼinsegnare la parola di Dio.
(2Tim 4,2)

Questo è richiesto ai nuovi pescatori: parole d'ordine "pazienza" ed "insistere".

Rivolgo questo pensiero a me, che nell'avere a che fare con gli uomini desisto alle prime difficoltà.
Lo rivolgo agli operatori pastorali di ogni ordine e grado, invitandoli ad essere al contempo operatori "ittici".
Infine lo rivolgo come preghiera, perché Tu non abbia mai a stancarti dell'umanità incostante ed ondivaga, ma possa conservare verso di essa la pazienza e la resilienza del pescatore.
Proprio come facesti con Giona.

#Maestri

Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli;
e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!»
I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.
(Gv 1,35-37)

Così, in un colpo solo, Giovanni perde i suoi discepoli e si lascia sfuggire l'occasione di mettersi alla sequela di Gesù.
Perché?
Perché scegliere  di restare solo anzicché seguire quello che aveva riconosciuto come il Cristo?

Ed Eli disse a Samuele:
«Va' a coricarti; e, se sarai chiamato ancora, dirai:
"Parla, Signore, poiché il tuo servo ascolta"»
(1Sam 3,9)

Il rapporto con Dio è personale, uno contro uno.
Un Maestro sa questo e porta i discepoli fino alla soglia del Mistero.
Dopodicché deve eclissarsi: è il suo compito, è necessario, benché doloroso.

Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta.
(Lc 22,39)

In quel calice stasera non vedo paura della sofferenza fisica o della morte, ma molto di più la pena del Maestro che sta per esaurire il suo compito.

#ReDeiGiudei

Breve storia del Re dei Giudei, titolo al quale non credo che Tu tenessi molto.

Dov'è il re dei Giudei che è nato?
Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo.
(Mt 2,2)

Da subito Te l'hanno affibbiato, fin dalla mangiatoia.
Sono venuti da terre lontane, carichi di doni pregiati, adducendo a motivo il sorgere di una stella.
Vedi, così è fatto il cuore dell'uomo: appena individua - con i criteri più inverosimili - qualcuno a cui poter chiedere conto della propria mediocrità si precipita, incurante delle distanze; appena qualche calcolo astruso indica qualcuno a cui addossare le proprie speranze di riscatto, subito si corre ad adorarlo, carichi di ogni bene.

Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, 
si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo
(Gv 6,15)

Occasioni di rivoluzione ne hai avute.
Dopo aver sfamato cinquemila persone con 5 pani e 2 pesci; oppure durante l'ultimo ingresso in Gerusalemme, osannato dalla folla: si vede che non ti interessava.
Eppure fino alla fine abbiamo continuato a rivolgerci a Te con lo stesso titolo, per sfida più che per scherno.

Poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano:
«Salve, re dei Giudei!».
(Mt 27,29)

Ed, in quattro lingue, Te l'abbiamo scritto pure sul patibolo, in alto, dove tutti potessero leggere.

E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva:
Il re dei Giudei.
(Mc 15,26)

In fin dei conti, che tu fossi Re dei giudei interessava più a noi che a Te.

Pilato lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». 
Ed Egli rispose: «Tu lo dici».
(Lc 23,3)

#Benedizione

"L'Eterno ti benedica e ti custodisca!
L'Eterno faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!
L'Eterno rivolga il suo volto su di te e ti dia la pace!". 
(Nm 6, 24-26)

Ecco la più potente delle benedizioni della Bibbia.

Che, a ben vedere, non è augurio di sdraiarsi con la trifacciale a godersi la tintarella - o almeno non solo quello.
E' soprattutto invito a mettere in moto tutti i muscoli facciali, ad allenarli per fare trapelare da essi la luce divina.
Far risplendere su ciascuno di noi il Tuo volto, appunto.

A noi, novelli Marcel Marceau, auguri di buon 2018.