#PiùChePosso

Giovanni é sempre molto aulico:

Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 
Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. 
Questo comando ho ricevuto dal Padre mio.

Rimonto al contrario: il comando del Padre é la libertà totale di vivere come Ti pare.
Tu - liberamente - scegli di offrire la Tua vita: per questo il Padre Ti ama e Ti concede di risorgere dai morti.

La buona notizia é che a nessuno - nemmeno a Te - é imposto il martirio.
Nessun cristiano é obbligato a nulla.

Lo ripeto lentamente.

Nessun
Cristiano
é
obbligato
a
nulla.

A tutti però é richiesto di amare più forte possibile.

#Insisti

Alle prese con Te procedo precisamente come descrive Luca.
Ora spalanco le braccia saltando sulla sedia, travolto dalle rivelazione come il discepolo di Emmaus dipinto da Caravaggio.
Ma prima che la giornata si concluda ti guarderó impaurito e diffidente, credendo
di avere visto un fantasma.

E quando ancora, per l'ennesima volta, Ti rivelerai, farò fatica ad accettare un altro fallimento.

Perché siete turbati e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Tu insisti, te ne prego.

#ProvarePerCredere

Di due esperienze ha bisogno Tommaso per riconoscerTi Risorto:

se non vedo... e non metto il dito...

Per superare l'incredulità dichiara agli altri apostoli che non gli basterá vedere, ma occorrerà qualcosa di tangibile, in senso stretto.

C'è un particolare però nella pagina di Giovanni: quando vi trovate faccia a faccia e gli porgi il costato, l'evangelista non annota alcun tocco, ma conclude:

Rispose Tommaso:"Mio Signore e mio Dio"

Probabilmente a Tommaso è bastato vedere per credere.

Allora mi è venuto in mente proprio Giovanni che, entrando nel sepolcro vuoto, dice di se:

...e vide e credette.

Cosa vide, se il sepolcro era vuoto?
Nulla di evidente, ovviamente.
Nulla di tangibile, come avrebbe chiesto Tommaso.

Ne concludo che credere non sia questione visiva né tattile, ma emotiva.
Per arrivare a credere c'è bisogno di un'emozione forte.

Bisogna provare per credere.

Beati coloro che pur non avendo visto crederanno...

#Primo

Dico Pietro e penso al gallo che canta, a
non conosco quell'uomo
al pianto a dirotto che ne seguì, come lacrime di coccodrillo.

Solo dopo penso all'enorme basilica edificata sulla sua tomba, che risponde plasticamente al mandato:
Tu sei Pietro, e su questa pietra fonderó la mia chiesa

Devo invece macinare le Scritture per accorgermi di un'altra cosa: Pietro é l'ultimo ad abbandonarTi.
Secondo tradizione é lui a brandire la spada staccando l'orecchio al servo del sommo sacerdote che era tra coloro che vengono a prenderTi al seguito di Giuda.
E, correndo rischi enormi, continua a seguirTi anche quando, prigioniero, Ti portano proprio a casa del sommo sacerdote.
Chiedergli di "costituirsi" e condannarsi a morte certa mi pare sovrumano.

(A dire il vero Giovanni mette se stesso ai piedi della Croce, ma il contesto é sicuramente differente, dal momento che per Te non c'è più scampo e lui non rischia praticamente nulla ad essere lì).

C'è pure un altro fatto curioso: Pietro é il primo ad entrare nel sepolcro vuoto.
Prima di lui arrivano sul posto la Maddalena e poi Giovanni: nessuno di loro due entra.

A noi incostanti, irruenti, alle prese con i rimorsi sia ancora concesso il privilegio di entrare per primi, vedere e credere.

Auguri.

#Pediluvio

C'è un sentimento di sospensione del tempo, come un respiro gigante che attraversa l'Ultima Cena.

Tu sai che tutto - in quel momento preciso - sta per precipitare, che Giuda ha già scelto da che parte stare.

Dovrebbe seguirne un "redde rationem", magari un discorso violento con parole di fuoco: chissà che Giuda non ci avrebbe ripensato, eventualmente convinto - con le buone o con le cattive - dagli altri undici a farlo...


Invece:

Si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio,se lo cinse attorno alla vita.

Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.


Con calma serafica ed accudimento da bàlia ventiquattro volte sciacqui con cura e ventiquattro volte asciughi delicatamente.

Lavi i piedi a tutti, Giuda compreso: e nel lavarli a quello non c'è traccia di disparità rispetto agli altri.

Deve voler dire che questo gesto non è solo l'ultimo commiato ad un gruppo di amici: c'è qualcosa di più.


Ecco in qual modo lo mangerete:

con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano.

E' il rito della prima Pasqua ebraica, quello dettato a Mosè.

Mille e più anni prima di Te a tutto il popolo di Israele prigioniero in Egitto era stato detto di tenersi pronto alla marcia, sandali ai piedi.

E per mille e più anni, in ogni Pasqua, tutto il popolo di Israele si è ripetuto questa cosa, rendendola di volta in volta attuale: bisogna star pronti, sandali ai piedi.


Ma adesso basta.

Questo è il momento di slacciare i sandali e lasciarsi lavare i piedi da Te.

E - sebbene siano ammessi tutti a questa Pasqua, anche chi ha marciato solo per un metro e perfino chi si è rifiutato del tutto - quanto più i nostri piedi sono sporchi e doloranti, tanto maggiore sarà il sollievo di questo pediluvio.


Buon Giovedì Santo.