#PasquaPartigiana

Maria di Magdala è una clandestina.
Maria di Magdala non rispetta la Pasqua ebraica e profana quel Sabato Sacro preparando olii e misture per sistemare - l'indomani - la Tua sepoltura frettolosa.

Maria di Magdala è folle: crede di recarsi al sepolcro di buon mattino, col suo corredo di teli ed unguenti, e di chiedere al plotone romano che sta di guardia di spostare per lei il pesante masso che nega l'ingresso.
Ma, per quanto folle, sa che otterrà da quei soldati soltanto beffe spocchiose e insulti sguaiati.
Eppure Maria di Magdala è pronta a sfidare sia la Legge sia l'ordine costituito, e lo fa perché qualcosa le brucia dentro.

Per questo motivo, Maria di Magdala è la prima testimone, pur inconsapevole, della Pasqua: perché ha preso una parte, la Tua, e per quella parte è disposta ad andare fino in fondo.
Maria di Magdala è una partigiana che ha scelto la parte giusta della storia.

A chi non rispetta le liturgie;
A chi non soccombe alla burocrazia;
A chi non ha paura di combattere per difendere la propria parte;

Auguri di Buona Pasqua

#GuariscimiIPiedi

Stasera siedo con Giacomo e Giovanni, che avrebbero voluto opporre maggior resistenza al sonno se solo avessero capito cosa stava per succedere.

Siedo con Pietro che, a quella colpa aggiunge pure le occasioni avute e perse per fare professione di fede.

Siedo con Giuda, che si credeva giocatore e invece si scopre pedina in una partita più grande di lui.

Siedo con il resto dei Dodici, spazzati via dalla prima vera avversità.


Siedo pure io a questa stessa tavola: porto il mio carico - non inferiore - di delusioni e di rimpianti.

Siedo con i piedi gonfi e doloranti, segnati da continue botte ed ammaccature e stufi di camminare.


Lascia perdere la testa stasera, Maestro; 

per piacere oggi non partire dal cuore.


Stasera #GuariscimiIPiedi.


Buon Giovedì Santo.

#SonoForseIo

Sono forse io?

Questa la preoccupazione principale dei discepoli dopo l'avviso del tradimento imminente.
Non una parola di solidarietà, non uno slancio di altruismo.

Sono forse io?

Dimmi di no, fammi sentire apposto con la coscienza.
Perché da solo non ne sono sicuro, di non correre il rischio di essere io a tradirTi.
L'unico che ha quel coraggio è Pietro, e guarda la fine che fa.

Sono forse io?

E se non lo sono, permettimi ancora - nonostante tutto, nonostante la mia pochezza ed incostanza - di attingere alla mensa eucaristica.
Non stancarTi di apparecchiare anche per me, pure se io non so dirTi nemmeno se stasera parteciperò o se Ti tradiró.

Buona Settimana Santa.

#eresia

Ci si accapiglia per definire con precisione il grado cattolicamente ammissibile di inclinazione all'omosessualità, l'istante esatto in cui un feto può essere considerato vita, la misura giusta delle cure da prestare ad un paziente terminale.
Quanto sforzo inutile.

Io mi dichiaro pubblicamente eretico.

Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna

Non sono d'accordo su questo, Nazzareno.
Io amo la mia vita, imperfetta e caotica com'è, e lotteró fino all'ultima stilla di forza per conservarla.
Dici che così facendo la perderò, e che dovrei odiarla piuttosto.
Per cosa poi? Per guadagnare la vita eterna?

Io quella non la conosco, non so nemmeno se c'è; questa, invece, è tutto quello che ho, ed intendo difenderla.
Su questo io e Te non andiamo d'accordo...

#antidoto

Come Mosè innalzò il serpente nel deserto,

così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo


Come lo innalzò, dunque?

Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un'asta:

chiunque sarà morso (da serpenti nel deserto), se lo guarderà, resterà in vita


La Croce, dunque, non è la finalità.

Non mi fido di chi elogia la sofferenza e benedice il martirio.

La Croce - ogni Croce - reca in filigrana la Resurrezione: alzando gli occhi alla Croce e guardando attraverso di essa fino alla Resurrezione, pure le mie minuscole croci quotidiane mi sembrano meno velenose.

La Croce è l' #antidoto.

#OnniscienzaArtificiale

Quanto ci affascinano e quanto ci spaventano le intelligenze artificiali, queste macchine incredibili capaci di ingerire moli impressionanti di nozioni e perfino di rielaborarle, offrendo nuovi spunti e prospettive!

Quanti interrogativi etici e sociali pone la loro ascesa: fino a che punto arriveranno a sostituire l'uomo? Quale impatto avranno sul mondo del lavoro? Quali regolamenti bisogna adottare per evitarne un uso illecito e distruttivo?

Ed infine quella che per me é la domanda delle domande: queste macchine possono davvero ambire al sapere assoluto?
In altre parole: abbiamo costruito delle macchine capaci dell'Onniscienza?

Perché se fino ad oggi sapevamo della marea di informazioni sparse nei meandri di internet, pensarle tutte concentrate in un unico automa fa tutt'altro effetto!
Non era l'Onniscienza una categoria identificativa di Dio?
Finiremo forse - prima o poi - per adorare questo automi?

Nel mio piccolo, credo di no.
Perché l'Onniscienza é più della collezione completa di tutte le nozioni: l'Onniscienza ha a che fare con la conoscenza profonda dell'essere umano, delle sue emozioni della sua storia.

Non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo.

Credo in un Dio che ci conosce nel profondo, uno ad uno, e spero sinceramente che non permetteremo a nessuna AI di arrivare a tanto...