#FattoDiCarne

Tra le cose che non tornano nel racconto della Tua Nascita, una delle più rilevanti è la fuga in Egitto riportata da Matteo con degli anacronismi piuttosto evidenti.

In più Giuseppe esce da una lettura sommaria come poco più che una marionetta:

Prendi

gli intima in sogno l'angelo in tre occasioni distinte.
E lui prende: Maria già gravida in sposa, la famiglia da Betlemme per fuggire in Egitto, e poi la riprende per trasferirla definitivamente a Nazareth.
Giuseppe prende a comando, senza dire una parola in nessuno dei 4 vangeli.

Sommessamente ipotizzo che le cose siano andate diversamente.
Immagino che se, alla vista di pastori, angeli e re esotici in adorazione

Maria conservava tutte queste cose nel suo cuore

intanto Giuseppe si scervellava pensando a come proteggere quell'embrione di nuova Famiglia, costituitosi in condizioni sfavorevolissime, praticamente all'addiaccio, in una terra straniera il cui re era minacciosamente interessato a Te neonato, secondo il racconto che avranno senz'altro fatto i magi al loro arrivo.

Ed arbitrariamente ipotizzo che la decisione di lasciare Betlemme per fuggire in Egitto l'abbia maturata più che a seguito della visita in sogno dell'angelo, come scritto, magari per la visita di qualche demone dell'ansia che lo ha assalito nelle ore antelucane mentre era alle prese con i Tuoi vagiti, come spesso accade ai padri di questo mondo.

Ecco cosa mi preme sottolineare: Giuseppe non é Tuo padre nella carne, ma é Il Tuo padre #fattodicarne, del quale hai parimenti bisogno rispetto al Padre Tuo nello Spirito.


#Gestazione

Tutti - ma proprio T U T T I - i futuri genitori che ho conosciuto parlano con il bebè in arrivo mentre è ancora nel pancione.
E gli raccontano quanto sia bello il mondo fuori, come sia accogliente la casa e con quanta trepidazione loro e tutti i loro cari attendano quella nascita.

Ma il feto come potrebbe mai credergli?

Per nove mesi, giorno dopo giorno, fa esperienza di quel solo ambiente caldo e buio: nessun volto, nessuna immagine, soltanto qualche voce che arriva deformata dal liquido amniotico.
Il bebè non può figurarsi il mondo che lo aspetta perché non ha nessun contatto con esso.
Nessuno, eccetto la voce dei genitori che glielo racconta.
Eppure il mondo esterno esiste e la #gestazione è solo una fase preparatoria ad esso, benché il feto non possa saperlo.

Allo stesso modo, come potrei mai io credere alla Vita Eterna?
Come potrei, se nessuna delle mie esperienze dirette La riguarda o La rivela?
Oppure, come quel feto, dovrei credere ciecamente a una Voce - o meglio una Parola - che mi arriva all'orecchio, tramandata da millenni?
Ecco, questo atto di Fede è un punto di partenza - ed anche di arrivo, per gli ebrei - fondamentale.

Eppure chi si dice cristiano ha addirittura un motivo in più.

Celebrando la Tua Incarnazione, professo il fatto che Tu abbia scelto di venirci a trovare nel nostro liquido amniotico ed abbia deciso non solo di parlarci attraverso i profeti ed patriarchi, ma proprio di venire di persona a sussurrare al nostro orecchio, a spiegarci "de visu", a lasciare - se non un'evidenza - almeno una traccia autentica della Vita Eterna che ci aspetta.

Questi, dunque, i miei auguri di Natale:
di stupirsi ancora della presenza di Dio in mezzo a noi, al nostro fianco;
di mettere da parte l'esperienza tangibile e credere alla Buona Novella che sei venuto a consegnarci.

D'altronde si sa che "l'essenziale è invisibile agli occhi".

Auguri di buona #gestazione.

#PieniDiSperanza

...che poi avranno pure sognato la loro vita insieme, gli sposi di Nazareth.

Avranno, come tutti, progettato le nozze; si saranno costruiti una storia, la loro storia, quella che volevano realizzare attraverso la loro unione, attraverso la loro famiglia e i loro figli.
Ma mai avrebbero potuto pensare che da loro sarebbe passata la Storia.

E quell'altra storia, quella con la "s" minuscola ma ugualmente attesa, sognata e desiderata, dove è andata a finire?
Non gli è mai venuta voglia di chiederla indietro?

La nascita di un figlio scuote dalle fondamenta qualunque unione.
Figurarsi la Tua nascita.
Che libro si legge nell'attesa di diventare genitori dell'Unigenito?
Che corso preparto si frequenta, con quale coppia di genitori in attesa ci si confronta?
Da chi si può mai cercare comprensione?

Guardo a quella coppia, alle mani grandi e callose del falegname, alle nausee ed alla pancia che cresce della sua promessa sposa, e mi pare di vedere Noè che costruisce l'Arca in attesa del Diluvio.

Tutti loro sanno che dovranno passare attraverso intemperie inimmaginabili, e che - se tutto andrà bene - se tutto andrà bene, dico - gli toccherà essere un avamposto di umanità nuova.

Ma sanno che oltre quel Travaglio Enorme aspetta una nuova Creazione.

Allora Maria si fa avanti:
Eccomi!
Avvenga di me ciò che tu hai detto

e Giuseppe, con tutta la tenerezza del mondo, con tutta la mia più profonda ammirazione, la segue, un passo indietro, in silenzio.

 Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo.

#PienaDiAnsia

Da piccoli, più di tutto, ci piaceva fare il bagno nel mare in tempesta.

Le prime volte, per un buon lasso di tempo, venivamo risputati a terra, frullati come da una centrifuga, privi del senso dell'orientamento e pieni di acqua nei polmoni.
Poi, piano piano, capimmo come e quando conveniva tuffarsi, a che distanza porsi dal bagnasciuga, qual era il momento buono per tornare a terra.
Imparammo a nuotare tra i flutti e alla fine qualcuno riusciva anche a tornare a terra surfando sulle onde.

A distanza di anni, rivivo quelle identiche sensazioni da novello genitore.

All'udire queste parole, ella rimase molto turbata.

L'Annunciazione non è per Tua Madre la pillola della felicità.
Rappresenta invece una sfida dalle dimensioni difficili da realizzare in secoli di teologia, figurarsi così su due piedi.

Come è possibile?

oppone All'Angelo, quasi a sincerarsi che si tratti di un errore, che non stia capitando davvero a lei.
Ave Maria, #PienaDiAnsia.

Eppure, con un guizzo Provvidenziale, Maria intuisce una meravigliosa possibilità di galleggiamento tra quei flutti sovrumani, meritandosi il titolo di Madre di tutti noi genitori in affanno.

Eccomi,
 avvenga di me quello che hai detto.


#PienaQuanto?

Su pochi termini si sono scontrate nei secoli fazioni opposte di studiosi e filologi come su "kecharitōmenē", tradotto in latino in "gratia plena" ed ereditato in questa forma nell'Ave Maria.

Da una parte c'è chi lo enfatizza, talvolta suggerendo perfino di tradurlo più correttamente in "prediletta": Tua Madre è per loro la prescelta da Dio fin dalla notte dei tempi, frutto del disegno divino di salvezza partorito alla Creazione.
Ne consegue il dogma dell'Immacolata Concezione, ovvero l'assunzione che - per singolare privilegio - Dio l'abbia risparmiata dalla macchia del peccato originale, in vista del fatto che fisicamente Tu saresti stato concepito dal suo grembo.
"Deiparae Virgo", vergine divina, suggeriscono.

Dall'altra una schiera di minimizzatori: kecharitōmenē sarebbe stata una parola di uso comune troppo enfatizzata: la frase doveva suonare poco più di un "ciao, bella!" arriva a sentenziare qualcuno.
E allora il dogma crolla, minato dalle fondamenta.

E Tu, come ti rivolgi a Lei?
Senza troppa Grazia, oserei dire.
Quando a 12 anni Ti ritrova in sinagoga, dopo averTi perso tra la folla:

Sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così?
Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 
Ed egli rispose: «Perché mi cercavate?
 Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

A Canaa, quando Ti chiede di intervenire in soccorso degli sposi rimasti senza vino:

"Che ho da fare con te, donna?"

E perfino ai piedi della Croce, nel momento più straziante, non hai un pensiero di commiato o un cedimento affettivo, ma, rivolto verso Giovanni, dispensi un algido:
"Donna, ecco tuo figlio"

Eppure tutto questo non mi sconvolge.

Perché faccio sinceramente grande difficoltà a mandare giù l'idea di un Dio impegnato come il dottor Frankenstein a fabbricare esseri perfetti per compiere i Suoi piani.
Perché mi pare estremamente riduttivo rispetto ai meriti di Maria stessa.

Perché in fin dei conti credo in un Dio che si china sull'Umanità umile, sdrucita, claudicante e la eleva a partire dallo stato in cui si trova, senza richiederne propedeuticamente la perfezione.

A partire da Maria, riempita di Grazia.

#IlTronoDiSputi

Appeso così, a braccia spalancate, Ti prendi tutto quello che arriva: insulti, derisione, scherno.

Salva te stesso!

...gridano per sfottò e forse qualcuno perfino in buona fede, sperando di non vedere crollare con la Tua morte le sue certezze.

Più di tutto, fanno male gli sputi, con i quali l'Umanità adolescente marca una presunta superiorità sul suo Creatore.

La Croce è #ilTronoDiSputi.

Ma se c'è un instante nella Storia che giustifica il titolo di Re dell'Universo è proprio quello.

"Re" è, etimologicamente, "colui che regge".
Sull'Uomo della Croce si regge da un lato il destino dell'Umanità, salvata ostinatamente nonostante 
la sua riluttanza, dall'altro la credibilità di un Dio che sceglie di farsi vero Uomo fino in fondo, fino alla morte.

Sul #TronoDiSputi si reggono e si tengono insieme questo e l'altro mondo.
Di quello dovremmo davvero fare binge-watching.

#PerseverareèCattolico

C'è stato un tempo e c'è ancora in cui in nome di Dio si sono giustificate le peggiori violenze fisiche e morali.

C'è stato un tempo nella vita di ognuno in cui un prete, una suora, un catechista ci hanno deluso, portando giù con sé anche i valori che erano chiamati a rappresentare.

C'è stato un tempo - ed è questo - in cui i vescovi si aizzano contro il Papa, ed i cardinali dialogano con chi intende passare con la ruspa sugli zingari e lasciare alla loro "pacchia" i migranti in mezzo al mare.

C'è stato un tempo prima di Te ed un altro ne verrà dopo in cui Israele ha visto radere al suolo il suo Tempio e ha sperimentato la deportazione.

Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra...

E cosa dovremmo fare davanti a tutta questa disperazione?
Rassegnarci?
Attendere tempi migliori?
Riporre la Fede in un cassetto, come se fosse un abito passato di moda?

Con la perseveranza salverete le vostre anime...

Altro che diabolico... #perseverareèCattolico


#PerLui

Il progresso scientifico negli ultimi anni ha conseguito risultati incredibili dal concepimento al fine vita, al punto da porre grandi interrogativi etici, filosofici e perfino politici su cosa si debba considerare "essere vivente".

Allora procedo al contrario e, messa da parte la scienza, chiedo supporto alla poesia per capirci di più.

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
 chi non parla a chi non conosce.

 Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
 e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente, chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. 

Lentamente muore, chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare."

Questo per dire una volta in più, con forza, quello che dovremmo scrivere sulle porte delle nostre case, all'ingresso delle nostre chiese, su ogni lapide dei nostri cimiteri:

 Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi,
perchè tutti vivono per Lui

#CherryPicking

#CherryPicking è il termine che - ho imparato - si usa per indicare la selezione accurata delle sole specie migliori.

Lo fa la signora mentre sceglie la frutta, lo fa il bambino nel negozio di giocattoli che punta dritto su quello più bello (...e costoso...), lo fanno le aziende per trovare i migliori clienti di un mercato o le migliori risorse per il proprio organico: lo fanno proprio tutti.

Entri a Gerico e Ti trovi davanti un muro di folla acclamante.
E chi vai a scegliere, di tutti loro?

Voglio capire quando hai deciso di andare incontro ai lebbrosi, tra lo scandalo generale.
Posso transigere sulla scelta di pescatori per discepoli, quando avresti avuto schiere di scribi e sacerdoti a disposizione.
Posso passare sopra la difesa dell'adultera colta in flagrante dalla lapidazione pubblica.

Ma come Ti viene in mente di andare a pescare, in mezzo a tutta quella gente, il capo degli esattori per conto dell'impero romano?
Mi meraviglio che non vi abbiano lapidati entrambi sul posto.

Ma, d'altronde, non sei certo venuto fin qui per i "followers".
Mentre tutto il mondo fa #CherryPicking, Tu fai l'esatto contrario:

Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare
e a salvare
ciò che era perduto

#Sticazzi

"#Sticazzi...", mi verrebbe da dire.

Succede questo: nel tempio il fariseo, osservatore meticoloso delle Leggi, si loda e si imbroda per la sua rettitudine e biasima il pubblicano, l'esattore delle tasse per conto dell'impero romano - oggi diremmo l'euroburocrate.
Quest'ultimo invece, in disparte, si riconosce miserabile ed invoca misericordia.

E qual è la condanna terribile che Tu proferisci?
Quanto duramente condanni l'uno ed esalti l'altro?

Io vi dico: questi tornò a casa giustificato,
a differenza dell'altro.

"#Sticazzi...", mi verrebbe da dire, appunto.

Se non fosse che #Sticazzi è proprio l'atteggiamento del fariseo, che si eleva dagli altri - per meriti che magari perfino ha - e così facendo scava un solco al di qua del quale sta da solo, o magari con pochi altri eletti.
Del resto del mondo, #sticazzi, appunto.

Se non fosse che il Prossimo è sempre quel famoso accidente che dovrebbe capitarci, che non dovremmo scegliercelo, mentre in questo modo il fariseo lo seleziona accuratamente o lo riduce perfino a se stesso.

Ad Amare il Prossimo scegliendocelo a piacimento siamo buoni tutti.

#Soggettiva

... e se non ne avesse avuto alcun diritto?

La vedova, quella della parabola dico, che chiede insistentemente al giudice la rivalsa sul suo avversario.

...e se quel giudice, pur di esaudirla, pure di liberarsi da quella seccatura, deformasse la legge o decidesse addirittura di andare deliberatamente contro giustizia?

Come la vedova, anche io prego quasi esclusivamente per me.
Quasi mai mi domando se quello che chiedo sia anche giusto, o se sia la cosa più conveniente.
Se sia anche secondo la Tua volontà, poi, è l'ultimo dei pensieri.

Che invece sarebbe quello che comunemente si chiama Fede.

Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la Fede sulla terra?



#DiRitorno

I fatti prima di tutto.
Ai dieci lebbrosi che Ti chiedono misericordia rispondi di presentarsi ai sacerdoti, secondo quanto scritto nella Legge per la verifica della guarigione ed il reintegro nella società.

E' questo forse un miracolo?
Direi di no.
Sembrerebbe più un suggerimento o un invito.

E' Fede quella dei lebbrosi che si mettono in marcia verso i rispettivi luoghi di culto - sono di confessioni diverse, come Tu stesso specifichi - mentre sono ancora coperti di pustole e piaghe?
Direi di si.

Succede che quelli, mentre vanno, sono effettivamente guariti.
E questo certamente è il miracolo, perché non si guarisce dalla lebbra in dieci alla volta di solito.

Quindi c'è la Fede, c'è il miracolo... apposto così, no?

Però succede che uno di quelli torna per ringraziarTi.
E Tu gli rispondi

Va, la tua Fede ti ha salvato.

E allora non ci avevo capito nulla.
I lebbrosi partono non per Fede ma per Disperazione.

Quello di confondere Fede e Disperazione è un errore comune.
Facciamo così allora, facciamo che la Fede non c'entra niente con grazie e miracoli.
Facciamo che la Fede non da diritto a caparre e non legittima alcun tornaconto.
Tutto questo rientra nella Disperazione.

La Fede NON riguarda la capacità di chiedere meglio o più forte, ma ha piuttosto a che fare con la capacità di riconoscere la Tua mano in quello che si riceve, sia che lo si ritenga miracoloso sia che lo si ritenga ordinario.

La Fede deve essere la capacità di riconoscere la trama che Tu disegni sull'ordito di ciascuna delle nostre vite.

La Fede non si trova sulla strada che porta i lebbrosi dai sacerdoti, né su quella che porta i discepoli al sepolcro.
La vera Fede comincia al primo metro della via del ritorno.

#Interruttore

Quella stessa identica domanda l'ho posta anche io davanti alla perdita di persone care, nei momenti di difficoltà o semplicemente al cospetto di palesi ingiustizie.

Chissà cosa avrà innescato invece i discepoli quella volta.

Aumenta la nostra Fede.

Ma la Fede non si regola tramite una manopola, bensì con un interruttore.

Se aveste Fede quanto un granello di senape...

Picchi durissimo, non lasci un millimetro all'accondiscendenza.

Quando avrete fatto
tutto quello che vi è stato ordinato, dite:
siamo servi inutili,
abbiamo fatto quanto dovevamo.

Impossibile, inconcepibile per orecchie odierne.

Eppure meno di così, meno del fare senza chiedere tornaconto, non può chiamarsi Fede.
Meno di così é mercanteggiare.
Meno di così l'interruttore resta spento.

#Accorgersi

In napoletano non esiste il verbo "amare".
Esiste "ammore", il sostantivo rafforzato dalla doppia "m", oppure ci si arrangia con "vulè bbene", "assaje" eventualmente.
Ma a quell'azione non corrisponde un termine appropriato, probabilmente perché all'ombra del Vesuvio l'amore si dimostra, non si dice.

Eppure questa misura altissima è quella che hai comandato, per di più nei confronti del Prossimo, colui che ci capita di fianco per scelta o per accidente.

Se il compito pare - ed in effetti lo è - arduo ed impegnativo, esiste una palestra, un esercizio utile ad allenare i muscoli, quelli cardiaci principalmente.

C'era un uomo ricco(...)
Un mendicante, di nome Lazzaro,
giaceva alla sua porta(...)  

La condanna del ricco prescinde dal non aver aiutato il povero, materialmente o spiritualmente.
Il problema è che il ricco non se n'era proprio accorto, probabilmente neppure ne conosceva il nome, tanto che Luca è costretto a specificarlo.

Questo può essere un buon esercizio, per prenderci la mano: accorgersene.
Accorgersi del Prossimo, chiedergli come si chiama, magari se si può fare qualcosa per aiutarlo a vivere meglio.
Non è ancora amarlo, ma è un buon punto di partenza.

#LaMiaParte

Chi vi darà la vostra ricchezza?

In che senso, scusa?
Che vuol dire: chi mi darà quello che é già mio?
Se ho qualcosa é perché l'ho sudato, l'ho guadagnato.
O magari mi é capitato per un colpo di fortuna.
Nondimeno é mio, mi spetta.

Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta.

Questa però non è la preghiera che ci hai insegnato: questa é la richiesta perentoria, quasi estorsiva del figliuol prodigo che sta per abbandonare il padre.
La preghiera che ci hai insegnato invece recita:

Rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Ora, tornando alla questione iniziale, c'è un solo modo per cui qualcuno possa darmi la mia ricchezza: che io vanti un credito.
Ecco, credo che Tu voglia dire che con i crediti va come con i debiti: il Padre li rimette in funzione di come noi li rimettiamo al prossimo.

Se non siete stati leali nella ricchezza altrui,
chi vi darà la vostra?

#In-significante

Quanto vale una dracma?
E' una moneta da circa 4 grammi di argento: al cambio attuale si tratta di poco più di un euro.
Se perdo un euro in casa mia, per di più di sera, lo cerco l'indomani... se proprio mi va.

Quale donna, se ha dieci dracme e ne perde una,
non accende la lucerna e spazza la casa
e cerca attentamente
finché non la trova?

Per un euro.
Accendi, spazza, cerca: tutto sto casino per un euro.
Oppure:

Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una,
non lascia le altre 99 nel deserto
e va dietro a quella perduta
finché non la trova?

Ed io dovrei lasciare 99 pecore da sole nel deserto, avventurandomi sotto il sole cocente per trovare quella sola che mi è scappata, con il dubbio che intanto sia morta di sete o sbranata da qualche belva...

Se c'è una parola che non compare nel Tuo vocabolario, quella è #insignificante.
Chiunque merita tutta l'attenzione e la profusione di ogni sforzo.

Fino a quando?
Finché il disperso si dimostra meritevole delle attenzioni che gli sono dedicate?
Finché il cercatore non avverte i primi segni di stanchezza?

E' scritto qui sopra:
Finché non la trova

FINCHE' - NON -LA - TROVA.

#DiSpalle

Da ragazzo ogni volta che rimontavo il carburatore della mia vespa mi avanzava qualche pezzo.
Eppure la vespa generalmente "capiva" e metteva in moto lo stesso.

Anche a questo passo, come a quel motore, avanza un pezzo:

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù;
egli si voltò e disse loro...

Subito dopo richiederai ai discepoli di essere pronti alla rinuncia ad ogni bene, materiale ed affettivo.

Il pezzo in più è che Ti volti.

Sulle prime pare ininfluente: Luca avrà annotato che Ti voltasti verso la folla, per predicare meglio.
Ma in questo caso la glossa è inutile, non aggiunge informazione: sarebbe bastato dire

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù;
egli disse loro...

Siccome credo che nulla della Parola arrivi per caso, inciampo in questo particolare apparentemente minimo e mi chiedo se invece Tu non ti sia voltato spalle alla folla.

Ci chiami a essere pronti a separarci da tutto e tutti, non per scarso affetto o per misantropia ma in vista di un traguardo - in senso etimologico - più alto.
E lo fai, volgendo Te stesso  per primo in avanti.

Il Tuo esempio è di conforto nell'affrontare separazioni così difficili.

#BottomUp

Qualche mese fa il Ministro della Famiglia Fontana ha proposto una lettura molto particolare del precetto:

Ama il prossimo tuo

sostenendo che si riferisca alle sole persone in prossimità, per l'appunto, e quindi che da queste siano escluse i migranti, ad esempio.

Fuori dalla evidente strumentalizzazione politica, colgo un sedimento di verità in questa affermazione: il precetto propone proprio di iniziare ad amare chi abbiamo più vicino, a portata di mano, quello che ci capita intorno, che non ci scegliamo.
Il prossimo è un accidente, come già ho scritto altrove.

(...per chiarezza, sottolineo che la Parola di certo NON VIETA - anzi ripetutamente incoraggia - a soccorrere i bisognosi, di qualunque origine e latitudine...)

Scopro oggi un ulteriore livello di profondità, come una blindatura che hai voluto apporre contro le interpretazioni più forzate: anche se scegliessimo di circoscrivere il concetto di Prossimo alle sole persone che abbiamo intorno, sempre - SEMPRE - dovremmo partire dagli ultimi, anche a dispetto degli affetti più cari:

Quando offri un pranzo o una cena
non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, 
né i ricchi prossimi
(...)
invita poveri, zoppi, storpi, ciechi...

Su questo punto mi pare non ci sia margine d'interpretazione, con buona pace dell' Onorevole Ministro.

#DarePrecedenza

Prima gli italiani!
America First!!
Per noi viene prima l'Ungheria!!!

Assisto all'involuzione di una certa propaganda politica come alla corsa ad accaparrarsi le primizie ad un buffet.
Si è perfettamente disposti a spingere, a sgomitare ed a sgambettarsi pur di trovarsi alla fine davanti agli altri, PRIMI, per l'appunto.
Quando ascolto questi slogan mi chiedo sempre: se c'è un prima, dovrà pur esserci un dopo... 
Ecco, il dopo... quando scatta?

Quando saranno soddisfatte le necessità vitali dei primi? E se si, da chi sono stabilite?
E chi assicura che, soddisfatte quelle, i primi si facciano da parte e cedano il posto ai secondi, ai terzi, fino agli ultimi? Ed anche questo ordine, chi lo stabilisce?
Non succederà invece che i primi, riempito il proprio piatto, si insedieranno in pianta stabile davanti al buffet impedendo l'accesso agli altri?

Ogni volta che sento "Prima questi" lo traduco ormai automaticamente in "Solo questi", che molto spesso è un velato eufemismo che sottintende "SOLO IO".

E però:
Sforzatevi di passare dalla porta stretta.


che deve essere una porta speciale, perché non premia chi arriva per primo e resta chiusa agli

operatori di disparità

Ovvero più ci affanniamo a stabilire per noi precedenze illegittime e ad ostacolare il prossimo nella corsa verso la porta stretta, più è certo che ci precludiamo quel varco.
Dalla porta stretta non passa chi è arrivato primo, ma chi si tiene per mano.

Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi
e alcuni tra i primi che saranno ultimi.

#Rebus

Come fanno a stare insieme queste due cose:

la prima che dici da Risorto, una sorta di motto universale:
Pace a voi!
(...)
Vi lascio la Pace,
vi do la mia Pace!
e la pagina in cui inciampo oggi:
Pensate che io sia venuto a portare
la pace sulla terra?
No, vi dico, ma la divisione.

Che messaggio dovrei cogliere?
Di mansuetudine o di risoluta difesa dei propri valori?
Di resilienza o di autodeterminazione?
E' un invito a mantenere la propria posizione fino alle estreme conseguenze o a lasciar correre?

Sorprendentemente trovo una traccia di risposta dove meno me la aspetto, addirittura in uno scritto di Gramsci:

"Odio gli indifferenti anche perciò, che mi da noia il loro piagnisteo di eterni innocenti.
Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.
E sento di poter essere inesorabile, di non dover spartire con loro le mie lacrime (...).
Vivo, sono partigiano.
Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."

#CardioFitness

Io non so più dove ho messo il cuore /
forse non l'ho mai avuto /
forse l'ho scordato in una ventiquattrore /
ma non mi ricordo dove...

A dispetto dei luoghi comuni sulla nuova leva di rapper, gli autori di Calypso pongono una domanda profonda e interessante: dove ho messo il cuore?
Ce l'ho ancora o l'ho perso per strada?
E se l'elettrocardiogramma non è ancora piatto, se non sono in catalessi esistenziale lasciandomi scorrere la vita addosso - cosa che sarebbe auspicabile - per cosa sto spendendo i miei battiti, su cosa sto impegnando le mie energie?

Forse atrii e ventricoli sono stati invasi dalle preoccupazioni lavorative.
Forse l'ambizione ed il carrierismo hanno preso il controllo completo.
Forse gli affanni quotidiani, la routine, le necessità di ogni giorno disciolte nel circolo l'hanno avvelenato, ne hanno ridotto la portata più del colesterolo.

Stavolta vieni in soccorso in veste di personal trainer:

Fatevi borse che non invecchiano,
 un tesoro inesauribile nei cieli,
dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.

Perché dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

#ControLaResilienza

E allora tanto vale starsene seduti con le braccia conserte, ad aspettare quello che viene dal cielo...

Parlo di quell'uomo già ricco, la cui campagna, probabilmente per merito ed a seguito di impegno di tempo e risorse, produsse un raccolto abbondante.
Anziché provare a vendere l'eccedenza e riprendere l'anno successivo da capo, quell'uomo ha un progetto lungimirante: distruggere i suoi depositi per costruirne di più grandi, dove accumulare quei beni e goderne nella vecchiaia.

Stolto, questa notte stessa ti sarà chiesta la tua vita,
e quello che hai accumulato di chi sarà?

Che proponevi allora?
La remissività più completa?
L'inedia?
L'elogio della resilienza?

Su un termine si incardina questa pagina di Vangelo: "eis" che vuol dire "verso" ma anche "sopra".
Quindi la chiosa alla parabola può essere tanto

Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce davanti (eis) a Dio
quanto
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce sopra(eis) a Dio

Non mi è chiarissimo cosa possa voler dire "arricchirsi davanti", mentre ho un'idea precisa di cosa significhi "arricchirsi sopra Dio":
vuol dire mettere Dio alla base di ogni ricchezza, riconoscere che tutto si ottiene per Grazia 
MA
 che è necessario l'intervento, l'ingegno e lo sforzo dell'individuo.

E questo - oltre ad offrire una chiave di lettura completamente diversa della parabola - mi pare combaci anche con quello che ci chiedi nella parabola dei talenti...

#Controcanto

Padre mio terreno, /
quello putativo, /
benedetto non il tuo nome ma i tuoi antenati /
in virtù dei quali sono legittimamente Figlio di Davide./

Non farò la tua volontà /
perché rispondo a un volere superiore./

So moltiplicare pani e pesci e trasformare l'acqua in vino /
quindi è vano il tuo sforzo per dare il pane quotidiano./

Non sarai tu a rimettere i miei debiti, /
ma accadrà sempre il contrario. /

Eppure un debito devo averlo nei confronti di te, /
gigante silente, /
attraversatore di deserti, /
servo fedele della più inimmaginabile volontà del Padre./

Di quello che é invece nei cieli, intendo./

#Innesto

Non le sarà tolta / aphairethesetai.

Luca e gli altri sinottici usano questo stesso verbo praticamente in una sola altra occasione: quando nel trambusto della cattura all'Orto degli Ulivi un discepolo sguaina la spada e recide l'orecchio ad un servo del sommo sacerdote.

Aphaireo quella volta è tradotto quasi ovunque: "recidere".

Allora direi che questo si perde nella traduzione al primo rigo: il senso di appartenenza viscerale, di mutilazione conseguente a quella privazione.

Maria, sedutasi ai piedi di Gesù
ascoltava la Sua Parola.
(...)
Gesù rispose : "(...) 
Maria si è scelta la parte migliore,
quella che non le sarà tolta / aphairethesetai".

Beato chi nutre verso la Parola questo stesso senso di appartenenza viscerale, direi di #innesto, al punto da temerne la privazione come una mutilazione del proprio essere.

#Tradire / #Tradurrre

Cosa c'è scritto nella Legge?
Tu cosa ci leggi?

Cosa c'è scritto, innanzi tutto?
Affondo le mie mani nella Parola, come Tommaso nel quadro qui dietro, o aspetto che altri me La raccontino?
Sono fermo all'idea che mi sono fatto di Te attraverso il catechismo delle elementari e - magari - qualche predica rabberciata di qualche prete di campagna, oppure ho provato a capirci di più?

E poi: cosa ci leggi?
Perché la Parola non resti lettera morta c'è bisogno della traduzione - nel senso letterale di "condurre attraverso", i secoli ad esempio - da parte di ciascuno.
C'è necessità di sporcarcisi le mani, di amalgamarLa alla propria esistenza, correndo perfino il rischio di tradirla, oltre che di tradurla.

Correndo / perfino / il rischio / di tradirla.

Tutto fuorché lasciarLa lettera morta.
Tutto fuorché contemplarLa meccanicamente, tenendola ben lontana dalla propria esistenza.
Tutto fuorché finire per fare la figuraccia dello scriba che, dopo aver recitato la lezioncina imparata a memoria  - ed aver ottenuto perfino un Tuo consenso sbrigativo - candidamente ammette:

E chi è il mio prossimo?

#Forza - #ergòn

Non Ti servono contemplatori.
Non hai bisogno di adoratori di statue né di maestri di pensiero e di eloquenza.
Non Te ne fai nulla delle buone intenzioni e dei pii propositi.

Cerchi invece operai / ergatàs.

Che deriva da ergòn, ovvero "forza", "azione".
Forse per questo non cerchi proseliti tra gli scribi e i sacerdoti, ma tra i pescatori e gli artigiani.

Evangelizzare é un gesto fisico che deve produrre stanchezza - oltre alla gratificazione: altrimenti lo si sta facendo nel modo sbagliato.

La messe è molta,
ma gli operai sono pochi...

#Urgente

Dai tempi di Neanderthal tutte le comunità umane hanno dedicato tempo e risorse alla sepoltura dei defunti.
E' un modo non solo di continuare a sentire vicino chi ci ha lasciato, prendendosene cura, ma soprattutto di garantire a chi è in vita che nessuno sarà dimenticato quando non ci sarà più.


Ancora una volta, arrivi e ribalti il tavolo.
Il giovane, che alla Tua chiamata oppone la necessità di seppellire il padre, è trafitto così:

Lascia che i morti seppelliscano i morti;
tu và e annuncia il Regno di Dio.

Altro che "pietas", altro che affetto filiale, altro che buonismo...

Come faranno mai i morti a seppellire altri morti?
E in che modo l'annuncio del Vangelo è alternativo alla pia pratica tramandata dalla notte dei tempi?

Chi proclama la Tua Resurrezione ha davanti due strade: professare che sia stato un esercizio di Gloria e Potenza dal quale l'Umanità è del tutto esclusa, oppure ritenere che il Tuo Corpo risorto sia primizia di coloro che sono morti, ovvero avamposto di un'Umanità nuova destinata alla Resurrezione.

Chi sceglie questa seconda ipotesi, nel momento stesso in cui la sceglie, dovrebbe avvertirne la portata e l'urgenza di annunciarla, che è superiore ad ogni altra impellenza.

Gli altri, morti tra i morti, si dedichino pure alle sepolture...

#12ceste

Cinque pani e due pesci sono un pasto davvero misero per 5000 persone.
Allora li fai sedere in gruppi da 50 ed invii loro i 12, muniti di quella scorta ridottissima di vivande.

Gruppo a gruppo avanzano i 12, e quelli si avvicinano, in quattro o cinque per discepolo: chi riceve un boccone, chi una parola di consolazione, chi una benedizione.
Qualcuno alimenta il corpo, tutti lo spirito.

Accade il miracolo: che di quel pasto minimo avanzano #12ceste, esattamente una per discepolo.

Qual è il lievito che opera la moltiplicazione, quale l'ingrediente segreto?
E' certamente l'opera stessa dei discepoli, sulle prime intenzionati a rimandare la folla a casa sbrigativamente, poi invece spronati all'operosità dal Tuo esempio e dalla Tua Parola:

Date loro voi stessi da mangiare...

Quando ci accostiamo all'Eucaristia dovremmo ricordare che questo ci hai chiesto di fare in memoria di Te, questo è miracoloso, questo è comunicare al Tuo Corpo, e quindi essere davvero Chiesa:

dare al prossimo noi stessi da mangiare.

#Intera

"La Verità si sposa", urla Vasco in una sua recente canzone.
Credo che voglia dire che non ci possono essere compromessi né opere di cesello: o la Verità si accetta e si comprende nella sua interezza, oppure non è Verità.

E' il contrario di quello che suggerisce Baricco nel suo libro "The Game": posto davanti al problema delle cosiddette "Post-Verità", Baricco conclude che le verità che trionfano sui social sono piuttosto "verità allegerite, aereodinamiche", ovvero private delle parti che non destano immediato interesse ed invece stressate, evidenziate nelle loro parti più pruriginose, quelle più "cliccabili".
A volte quelle verità finiscono per diventare SOLAMENTE la parte che desta interesse, perdendosi il resto per strada.

Paradossalmente sempre più spesso per chi le recepisce in questa forma mutilata, la mancanza di complessità innesca anziché il suono di un campanello di allarme sulla reale comprensione del fatto, piuttosto un senso di gratificazione ed appagamento per aver compreso qualcosa di complesso (cosa che, ovviamente, non è avvenuta, essendo stato semplificata e brutalizzata la natura del problema).

A volte mi chiedo se questo processo, sempre più evidente sui social, ad esempio con il fenomeno delle fake news, sia realmente inconsapevole o non faccia leva piuttosto su di una accondiscendente pigrizia verso l'approfondimento che mi pare vada dilagando.

In fin dei conti il problema è se si è in grado di scoprire, se ne si ha voglia, se si è disposti a sopportare la Verità INTERA.

Quando verrà lo Spirito Di Verità,
Egli vi guiderà alla Verità TUTTA INTERA.

#Vietato(Non)Sporgersi

Ricevete lo Spirito Santo...

Per Grazia Lo si riceve, non c'è altro sistema di trasmetterLo.
E se certamente possiamo nasconderLo, soffocarLo, disinteressarcene, lo Spirito resta comunque lì aggrappato ad ogni nostro battito cardiaco, fino all'ultima inspirazione ed espirazione.

E cosa fa lo Spirito, mentre noi Lo intralciamo?

Lo Spirito si #sporge, oltre i muri eretti della nostra mediocrità, oltre gli steccati costruiti dal nostro disinteresse, oltre le torri innalzate dal nostro egoismo, fino a scorgere Se Stesso sporto oltre i muri, oltre gli steccati, oltre le torri erette dal Prossimo.

Quando lo Spirito arriva scorgere lo Spirito, succede il miracolo:

Ricevete lo Spirito Santo:
a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi
a chi non li rimetterete, resteranno non  rimessi.

#CheFineHaiFatto

Qualcuno si è preso la briga di calcolare che se fosse vera ogni reliquia di "Vera Croce" custodita nel mondo, la Croce sarebbe grande come un campo da calcio.
Esiste un bisogno strettamente umano di toccare, vedere, custodire.
A Napoli c'è perfino un bar in cui sono esposti dei capelli di Maradona in una teca.

Di Tuo, invece, non ci hai lasciato nulla.
Un capello, un osso, una Tua sineddoche da ostendere e venerare.
Sei asceso al cielo - secondo i Vangeli - completamente, anima e corpo.

C'ho pensato a lungo a questa cosa.
Sulle prime credevo che non avere nulla su cui piangere serve a spingere i nostri animi alla tensione dell'attesa della nuova venuta anziché alla nostalgia della commemorazione di quella passata.
E mi pare comunque un indicazione valida.

Ma poi mi sono chiesto: davvero non ci hai lasciato nulla di fisicamente Tuo?
Non è forse Tuo Corpo l'Eucarestia?
Non diventa forse Tuo Sangue il vino sull'altare durante la consacrazione?
Non è a noi, che comunichiamo con Te attraverso quel Sacramento, che chiedi di dare la vita per i propri amici, di amare il prossimo, e di fare questo in memoria di Te?

Ecco dove dovremmo cercare la tua Memoria: non in un cimelio da venerare, ma in ogni gesto di bene fatto o ricevuto dal Prossimo.

#Risintonizzare

La mia prima tv è stata un catorcio in bianco e nero grande come un trasportino per gatti.
Aveva solo sei canali e per ciascuno di essi c'era una rotella scomodissima da manipolare per sintonizzare il canale sulla frequenza preferita.
Ricordo perfettamente quello stupore, quella magia associata all'improvviso comporsi del formicolìo impazzito a tutto schermo in un'immagine intellegibile.
E poi, con la stessa velocità con cui si era composta, continuando a girare la manopola, l'immagine si frammentava di nuovo.

Com'è successo che Ti mostrerai a noi e non al mondo?

Una domanda come un fulmine a ciel sereno, apparentemente fuori contesto mentre, subito dopo l'Ultima Cena, Tu stai preparando gli Undici a quello che sta per succedere.
Eppure Giuda "l'altro" - non l'Iscariota che sta per tradirTi, ma Giuda Taddeo, uno degli Undici - ha capito già tutto, ha visto lontano secoli, millenni.

Com'è successo che Ti mostrerai a noi e non al mondo?

Quand'è che ci siamo persi di vista, qual è il punto esatto in cui siamo andati noi da una parte e il resto del mondo da un'altra?
Perché non ce ne siamo accorti, cosa stavamo guardando, a cosa stavamo pensando?
E perché, appena rientrati in noi, non ci siamo messi ad urlare agli altri, come se stessimo sull'altra riva di un fiume ancora guadabile, ma abbiamo preferito far finta di nulla trascurando la distanza che andava aumentando?

E poi, in fin dei conti, la domanda principale: possiamo recuperare adesso?
Come facciamo a #risintonizzarci, tutti , come facevo all'epoca con quella vecchia tv?

A Giuda rispondi così:

Se uno mi ama osserva la mia Parola (...)
chi non mi ama non osserva la mia Parola

La Parola è la bussola che ci hai lasciato proprio per ricomporre queste fratture, che Giuda aveva già visto prima di ogni scisma, di ogni accusa di eresia e di ogni opposizione interna al clero.

Se saremo capaci di tornare alla Parola NUDA, alleggerita da ogni sovrastruttura e speculazione inutile, saremo di nuovo UNO.

#Parete

Una #parete dalla quale spuntano degli appigli e non si capisce bene se possano essere utili per arrampicarcisi sopra.
Oppure un rebus, un problema di quelli da sussidiario.

Sempre così, sempre così si presenta la Parola.
Diffido profondamente dalle strade semplici, già percorse e battute, che finiscono generalmente in "Fate i bravi se potete".

Ad esempio, come fanno a stare insieme:

Se qualcuno vuole venire dietro di me,
rinneghi se stesso,
prenda la sua croce
e mi segua

Con

Dove vado io, voi non potere venire

Intuisco un percorso, tendo i muscoli, provo più volte tutti i passaggi.

Ma questa volta, questa strada la lascio qui, come una domanda aperta.

#Uno

"Io e te siamo una cosa sola".
 Anzi, ancora meglio di così.
"Io e te siamo UNO".

Basta una frase così, non importa se detta o ricevuta, a benedire un'intera esistenza.

Dire di un altro che insieme a lui si è UNO vuol dire riconoscergli un posto essenziale, indispensabile per la propria vita.
Vuol dire mettersi entrambi dalla stessa parte, in ogni condizione, senza curarsi di chi sta dall'altra.
Vuol dire stroncare sul nascere l'azione di ogni agente di separazione - "Diabolos" in greco, ovvero "il divisore".

Questo vale per i rapporti tra uomini ed anche per quello con Te, solitamente umorale ed altalenante, mutevole a seconda degli avvenimenti.
Vera Fede é trovare sempre, in ogni condizione, la forza di affermare:

Io ed il Padre siamo UNO.

#Friendzone

"Vaffanculo, Pietro".
Io al posto Tuo non ci avrei pensato su nemmeno un istante.

Pietro, il primo discepolo.
Pietro che: "Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte", e un minuto dopo ti rinnega.
Pietro che poi pianse amaramente.
Pietro che entra per primo nel sepolcro vuoto, che Ti vede apparire, Risorto, nel cenacolo a porte chiuse, e riceve con gli altri discepoli lo Spirito Santo.

Simone di Giovanni (ovvero Pietro) mi ami ("agapas", l'amore totale, completo, che mette l'uomo in contatto col divino) tu più di costoro?
Certo, Signore, tu sai che ti voglio bene ("philo", una sorta di affetto, di ammirazione decisamente più annacquata).

Boom, #friendzoned, come si dice adesso di un rapporto che si voleva esclusivo e invece scema in una forma di amicizia.
Eppure di nuovo:

Simone di Giovanni, mi ami? ("agapas", nuovamente)
Stavolta ometti il "più di costoro", ovvero il confronto con il sentimento degli altri discepoli.
D'altronde tra di essi c'è anche Giovanni, il prediletto, l'unico ai piedi della Croce: magari  è quello che ha messo in crisi Pietro, vediamo...

Certo Signore, tu sai che ti voglio bene ("philo", ancora)

Vaffanculo.
Vaffanculo.
Dopo tutto quello che ha vissuto, gli capita quest'ultima occasione per riscattarsi ed ancora tentenna, dice e non dice, misura le parole...
Ho visto relazioni affettive andare in frantumi per molto, molto, MOLTO meno.

E invece tu scendi ancora di un gradino, pur di andargli incontro:
Simone di Giovanni, mi vuoi bene? (phileis)

Davanti a questo Pietro è disarmato, ed io con lui.
Tra le tante suggestioni che suscita questo gesto ne annoto due.

La prima è che Pietro è sempre stato pronto a slanci di entusiasmo e voli pindarici, tutti puntualmente traditi; stavolta, invece, sceglie di dirti da subito ciò che realisticamente puoi aspettarTi da Lui e dalla sua natura umana e dunque mutevole.
E questo, incredibilmente, Ti basta.

La seconda è che è in questo preciso istante che scegli di affidare a Pietro la Chiesa.
E questa è una cosa che tutti i mangiapreti e denigratori del cattolicesimo - io tra di essi spesso e volentieri - dovrebbero tenere ben presente prima di aprire bocca.

#VedoNonVedo - #CredoNonCredo

A questo punto pare quasi che Giovanni sia stanco di raccontare.
Sostanzialmente liquida la Resurrezione ed i fatti seguenti in una trentina di versetti e poi chiude:

Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli,
ma non sono stati scritti in questo libro...

E dire che su fatti apparentemente meno rilevanti è stato molto più prolisso: l'episodio della guarigione del cieco nato - con l'interrogatorio a quell'uomo da parte dei farisei perché la guarigione era avvenuta di sabato, contrariamente ad ogni precetto, e poi la seduta del sinedrio, davanti al quale sono convocati anche i genitori di lui per dettagliare ogni aspetto della guarigione - di versetti ne conta 41.

Non l'ho scelta a caso, la vicenda del cieco nato.
Perché se c'è un verbo che ricorre nei 31 versetti proclamati quasi integralmente tra la domenica di Pasqua e la sua ottava, quel verbo è "vedere".

"Vide e credette" il discepolo che entrò nel sepolcro.
"Ho visto il Signore" annuncia la Maddalena ai discepoli, benché a quella testimonianza non corrisponda la stessa reazione innescata dall'annuncio recapitato qualche ora prima: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove lo hanno deposto".
"Abbiamo visto il Signore", testimoniano i discepoli a Tommaso, assente durante la Tua visita, ricevendo la celeberrima risposta.

Davanti a una testimonianza di fede le strade sono solamente due (...e forse per questo Giovanni tronca così bruscamente la sua opera...): una - la più comoda - è quella di rifiutarla, magari sindacandola in ogni aspetto per autoassolversi e sentirsi nel giusto, proprio come i giudei col cieco nato.

L'altra, impervia, scoscesa, al limite delle possibilità umane, è precisamente quella che ci chiedi:

...beati coloro che, pur non avendo visto, crederanno.

Ecco, riportato questo, Giovanni non ha più altro da dire.

#LaFineDegliAffanni

Una quota di fretta, di affanno appartiene alla matrice stessa della Pasqua ebraica, fin dalla sua istituzione.

Ecco in qual modo lo mangerete:
con i fianchi cinti, i sandali ai piedi ed il bastone in mano;
lo mangerete in fretta.

Quella fretta, incisa nel rituale di ogni Pasqua ebraica, si tramanda così di padre in figlio e arriva intatta, fragrante a quella celebrata duemiladiciannove anni fa.

Dopo averTi catturato, giudicato sommariamente e consegnato alle autorità, intimandogli anche la condanna da assegnarTi, gli abitanti di Gerusalemme hanno fretta adesso di vederTi morto per far sparire il Tuo cadavere prima che spunti l'alba del sabato, la loro Pasqua.

Allora si rivolgono ai soldati perché Ti spezzino le gambe, constringendoTi a un rapido soffocamento.
I romani hanno fretta anche loro di liberare la Croce dal Crocifisso, per non dovervi vegliare anche nel giorno di festa; solo che, al loro arrivo, l'intervento non è più necessario: Tu sei già morto.

Allora, sempre in tutta fretta, Giuseppe di Arimatea e Nicodemo smontano il Tuo cadavere dalla Croce, lo avvolgono alla bell'e meglio in delle bende aromatizzate e lo depongono in un sepolcro rimediato in extremis.

Pure le donne che sono lì assistono impazienti alla deposizione, smaniose di tornare presto a casa e portare il più avanti possibile il lavoro di preparazione di aromi ed unguenti per l'imbalsamazione, ormai rimandata al giorno successivo al sabato di Pasqua, durante il quale - come da precetto - va osservato il riposo.

Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe;
esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù,
poi tornarono indietro e prepararono aromi ed oli profumati.
Il giorno di sabato rispettarono il riposo secondo il comandamento.

(...io me le immagino quel sabato, mentre tutto il resto d'Israele festeggia, confuse, lacerate, affrante dalla Tua perdita, col solo pensiero dell'imbalsamatura da preparare che le tiene aggrappate alla realtà: vogliono che passi in fretta anche quella Pasqua...)

E poi, sempre in fretta, quella domenica mattina:

Nel giorno dopo il sabato Maria di Magdala si recò al sepolcro
 di buon mattino, quando ancora era buio
e vide che la pietra era stata ribaltata...

Alla notizia, accorrono anche Pietro e Giovanni, come in una vera e propria gara podistica.

Ma non c'è più bisogno di correre, non c'è più ragione di affrettarsi.
Chi entra nel sepolcro spalancato e "vede e crede", come Giovanni, apprende una notizia che ridimensiona enormemente le preoccupazioni quotidiane e stempera ogni apprensione.
Il sepolcro vuoto, la pietra rotolata, le bende deposte segnano #LaFineDegliAffanni ed istituiscono una nuova Pasqua in cui celebrare ciò che è essenziale, tralasciando il superfluo.

Marta, Marta...
tu ti preoccupi e ti affanni per molte cose ma una sola è essenziale.
Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta...

A chi è in fila nel traffico o in coda alle poste e intanto pensa a tutto quello che ha ancora da fare;
a chi cerca di prendere questa corsa della metro, tanto la successiva sarà ugualmente debordante di gente;
a chi è appena incappato nell'imprevisto che farà crollare come un castello di carte la schedulazione certosina di questa giornata;
a me per primo tra tutti questi;
auguri di non perdere mai di vista "la parte migliore".

Buona Pasqua.

#Miraggi - #Osanna

Sulla soglia del deserto per questi quaranta giorni, sono stato un passo dietro di Te, per capire cosa Tu ci sia andato a fare, che cosa avessi da cercare o a chi volessi dimostrare qualcosa.

Ti ho visto ripassare tutte le Scritture: le passate, le presenti e perfino le future.
Ho visto la Parola ritorta su se stessa, come allo specchio.
Dai Tuoi occhi ho conosciuto i miraggi che quella Parola Ti ha presentato e li ho annotati, uno per uno, nelle settimane precedenti, anche quando mi è parso di non capirli.

Invece, all'improvviso, tutto è diventato chiaro.
Rileggo quello che è scritto del Diavolo venuto a tentarTi.
Il Diavolo è - letteralmente - "colui che divide", colui che prova ad allontanare l'Uomo da Dio - nell'Eden - o Dio dall'Uomo, nel Deserto.
Viene e Ti chiede, in ogni tentazione, di dare sfoggio della Tua Divinità, a discapito della Tua natura umana.
E, benché affrontato nel Deserto, continua a seguirTi come un'ombra fino ai fatti di Gerusalemme, durante l'arresto, nel sinedrio, davanti a Pilato, infine qui, sulla Croce.

Non sei tu il Cristo?
Salva Te stesso, e noi...

Questo sei andato a fare nel Deserto: a misurare la Tua determinazione nello spogliarTi della natura divina e vestirTi di quella umana.
Ad alimentare quel desiderio ardente - epithumia - che Ti inchioda a questa Croce molto più fermamente dei soldati romani, per ricucire lo strappo di Adamo, per rimettere Dio e l'Uomo dalla stessa parte.

#Osanna.

#Ardentemente - #Epithumia

Ho desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con voi.

Innanzi tutto hai desiderato - e questa me la segno come notizia, visto che non capisco che senso abbia che Tu, che sei Onnipotente, abbia desideri...

E poi Luca sottolinea "ardentemente", in greco "epithumia".
Nulla di male, se non fosse che quel termine si riferisce al desiderio nella sua accezione più umana e fisica: "epithumia" è un desiderio che risiede nelle viscere, nel sangue, nel fiato.
"Epithumia" è un bisogno corporale come lo sono la fame ed il sonno.

Da millenni si dibatte sul tema della Tua autocoscienza, ovvero si cerca la risposta alla domanda: quando, esattamente, hai capito di essere il figlio di Dio?
Lo sapevi fin dalla nascita, come sostengono alcuni?
Oppure è una cosa che hai maturato con l'età, come sembrano suggerire certi Vangeli?

Vado convincendomi della visione contraria: comincio a credere che Tu, nato Dio, abbia impiegato i 33 anni della Tua vita a svestirTi completamente della Divinità ed abbracciare visceralmente l'Umanità.
Senza trucchi, senza giochi di prestigio, fino alla Tua morte.

Solo così riesco a capire cosa possa aver significato per te desiderare, e farlo per di più ardentemente / epithumia.

#Miraggi - #condanna

Prima di trascrivere il miraggio intravisto questa domenica devo appuntare questa considerazione:

"Donna, dove sono?"  chiedi all'adultera sorpresa in flagrante, dopo aver fatto desistere i lapidatori.

Dove sono finiti quelli che la accusano, ma anche dove è scappato a nascondersi il suo amante?
E poi, dove si trova suo marito? Era tra gli accusatori che hanno rinunciato oppure è chissà dove, in preda alla rabbia ed alla vergogna, ad attendere la sua morte come un ristoro?

Alle strette, si resta sempre soli con Te, faccia a faccia.
"Rimasero solo loro due: la misera e la Misericordia" (Sant'Agostino).

Parola:
Nessuno ti ha #condannata? (...)
Neanch'io ti #condanno...

Miraggio:
Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per #condannarlo (...)

Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse:
«Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?
Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?»
Tutti lo #condannarono come reo di morte.

Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato #condannato, si pentì (...)

#Miraggi - #vesti

Stavolta mi disorienta un riverbero della Parola che supera gli echi che sto catalogando come un elenco di premonizioni ed avvenimenti susseguenti.
Ne prendo nota mentre mescolo inconsapevolmente alla sorpresa proprio quello che propone la liturgia: "laetare", rallegrarsi.

Parola:
Presto, portate qui il #vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito ed i calzari ai piedi.

Miraggio:
..si alzò da tavola, depose le #vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.
Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli...

...i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo
e gli misero addosso un mantello di porpora... 

...poi, quando ebbero crocifisso Gesù, 
presero le sue #vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica.

Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.
Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca
 Così si adempiva la Scrittura:

<<Si son divise tra loro le mie vesti 
e sulla mia tunica han gettato la sorte>>.

E i soldati fecero proprio così.

Riverbero:
...bisognava far festa e rallegrarsi,
perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita...

#Miraggi - #sangue

Ancora un miraggio, frutto della Parola raccolto nel deserto quaresimale.
Guardo la luna che sorge piena e penso che la prossima volta avrà un sapore speciale.

Parola:

...si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui #sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici...


Miraggio:

Questo calice è la nuova alleanza nel mio #sangue, versato per voi

In preda all'angoscia, pregava più intensamente;
ed il suo sudore divenne come gocce di #sangue che cadevano a terra

Allora Giuda, il traditore (...) si pentì
e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani  dicendo:
«Ho peccato, perché ho tradito #sangue innocente».

Pilato (...) presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla:
«Non sono responsabile, disse, di questo #sangue; vedetevela voi!». 
E tutto il popolo rispose: «Il suo #sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli»

...giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, 
ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia:
e subito ne uscì #sangue ed acqua.


#Miraggi - #getsemani

Parola che si affaccia sulla Parola: questo è quello che Ti accade nel deserto, questo quello che provo a riprodurre in questo tempo di Quaresima.

Parola:
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

Miraggio:
Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò ad essere spaventato e angosciato

Parola:
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 


Miraggio:
>Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente;  e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra.

Parola:
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno;
ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria.


Miraggio:
 Poi venne, li trovò che dormivano e disse a Pietro:
«Simone! Dormi? Non sei stato capace di vegliare un'ora sola? ».

Parola:
Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui»

Miraggio:
Allora tutti, lasciatolo, se ne fuggirono.

Parola:
E dalla nube uscì una voce, che diceva:
«Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».


Miraggio:
All'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì lamà sabactàni?»
che, tradotto, vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

#Miraggi - #condurre

Nel deserto per quaranta giorni siete soli, Tu e la Parola.
Proverò ad immaginare quei suoni, quelle tentazioni, quei miraggi:

Parola:

Si allontanó dal Giordano e fu #condotto dallo Spirito nel deserto.

Il diavolo lo #condusse in alto... lo #condusse a Gerusalemme.

Primo miraggio:

Troverete un asino legato, sul quale nessuno mai è salito: scioglietelo e #conducetemelo.

Quelli che l'avevano arrestato lo #condussero dal sommo sacerdote...

Tutta l'assemblea si alzò, lo #condussero da Pilato...

I soldati lo #condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte... poi lo #condussero fuori per crocifiggerlo.

#Disciplina

Con ordine.

Il discepolo non è da più del suo maestro, ma se ben istruito raggiungerà il suo maestro.
Dunque di questo stai parlando: della #disciplina, intesa in senso etimologico, ovvero del rapporto di apprendimento docente/discente.

Come puoi dire: "Permetti che levi la pagliuzza dal tuo occhio", e non vedi la trave che è nel tuo?
Verso nessuno altro più che verso chi mi ha fatto da maestro mi sento in diritto di rivolgere le mie critiche più feroci ed i giudizi più severi, dimenticandomi delle mie mancanze e trascurando del tutto i miei difetti.
Come se l'aver assunto quel ruolo importante fosse un'aggravante ai miei occhi, anziché un'attenuante.
Tu usi una parola precisa per questo atteggiamento: ipocrita!

Subito dopo chiarisci:
Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni.

Allora tocca procedere al contrario: se nell'occhio del maestro vedo la pagliuzza, certamente nel mio deve esserci la trave, nonostante il fatto che io - in buona o cattiva fede - non la veda.
Converrà concentrarmi sull'individuazione e rimozione di quella anziché sugli esercizi di critica puerile e sterile.

Per la mia #indisciplina chiedo perdono.

#Sentieri

Ho letto da qualche parte - ma non ricordo dove e sarò grato a chi vorrà segnalarmelo - che alcuni esegeti suggeriscono che il termine tradotto con beati nel discorso della montagna in lingua originale sia stato più vicino a sollievo, pace.
Sollievo ai poveri, sollievo gli afflitti, sollievo ai perseguitati avresTi invocato.

Parimenti il termine guai, presente solo nella versione di Luca, sarebbe stato piuttosto un avvertimento: attenti ricchi, attenti ilari, attenti voi che godete del consenso del pubblico.

Nella versione di Luca c'è anche un'altra particolarità: questo discorso è in discesa.

Matteo riferisce di un discorso tenuto in cima,  completata la salita, e rivolto alle folle; secondo Luca invece il discorso si tiene dopo la discesa dalla montagna ed è rivolto ai soli discepoli.
Ed in effetti mi pare molto ragionevole che i discorsi in salita spronino la folla indistinta promettendole sollievo, mentre i discorsi in discesa, "a pancia piena", rivolti a una cerchia ristretta, includano anche le avvertenze.

In un suo libro il Cardinale Martini si chiede se il discorso della montagna non fissi l'asticella troppo in alto per noi uomini, concludendo - incredibilmente - che, sí, quell'obiettivo é realisticamente irraggiungibile.
Nondimeno é compito del cristiano cimentarsi nell'avvicinarlo.

In questo senso benedico l'esistenza, insieme alla altre, della versione di Luca, che permette di leggere quel Tuo discorso in una chiave più terrena, tutta improntata alla ricerca dell'equilibrio in ricchezza e povertà, nella gioia e nel dolore, nel consenso e nella denigrazione.

Il che non detona l'esplosività dei contenuti del discorso e non affranca dall'inseguire la misura alta che esso fissa; semplicemente offre un #sentiero diverso per salire e scendere dalla medesima montagna.

#Distrattamente

Se non fosse Luca sarebbe Sergio Leone.
Se non fosse la sinagoga di Nazareth sarebbe un saloon del vecchio west.

Gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di Lui.

Guardiamo.
Per curiosità, per noia, per esser presenti al succedere di qualcosa di eccezionale, per cogliere ogni minima avvisaglia di errore, per essere i primi a criticare.
Guardiamo, lasciando scorrere, senza prendere parte, senza comprometterci.
Così come scrolliamo eternamente la timeline di Facebook, in maniera distratta, senza cercare davvero qualcosa, prestando un'attenzione infinitamente superficiale a quello che appare, guardandoci bene dall'interagire, salvo che in casi rarissimi ed eccezionali.

Guardiamo senza vedere.
Ascoltiamo senza sentire.

Perché se per un istante ci sforzassimo di vedere, per un attimo soltanto ci concentrassimo a sentire, capiremmo.

Oggi si compie questa Scrittura che avete sentito con le vostre orecchie!