#RicordatiDiMe

"Ricordati di me / questa sera che non hai da fare / e tutta la città / é allegata da questo temporale...".
Basta questo a Venditti: che il suo ricordo riaffiori nella mente dell'amata, sia pure a tempo perso.

E Tu, quando Ti ricorderai di me?
Te ne ricorderai quando avrai chi Ti reclama legittimamente in maniera più urgente, cioè sempre?
Mi riconoscerai quando verrò da Te in mezzo alla folla? Quando, in colpevole ritardo, finirò per incrociarTi quando sei già di spalle?
Percepirai nel trambusto scomposto di chi Ti invoca e di chi Ti acclama la mia richiesta leggera come una mano che Ti sfiora?
E, se questo accadesse, deciderai di esaudirla comunque, anche se dettata più dallo scoramento che dalla ferma e risoluta fiducia?

Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia 
e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, 
udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello.
(...)
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». 
I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». 
Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo...

#Supernova

Giovanni è uno scienziato, un inventore come Galileo, un avvistatore di supernove.
Non credo che sia un caso che con lui si aprono due vangeli che quasi lo sostituiscono alla figura dei Magi.

Giovanni ha una missione da compiere in un lasso di tempo brevissimo: pur essendoTi coetaneo, deve farTi trovare la strada spianata all'inizio della Tua predicazione.

Io sono voce di uno che grida nel deserto:
preparate la via del Signore.

Il sistema che trova è geniale.

La remissione dei peccati per gli israeliti era diventato un affare formale, meccanico: in un determinato giorno dell'anno, lo Yom Kippur, il popolo riunito con i sacerdoti recitava collettivamente una preghiera di perdono; poi un agnello era immolato in sacrificio ed un altro - il "capro espiatorio" - era caricato dei problemi della collettività e liberato fuori città: chiunque ne fosse venuto in contatto sarebbe diventato impuro.

Giovanni scuote i farisei, richiamandoli ad un'assunzione di responsabilità personale anziché collettiva e li invita ad un battesimo di conversione, attirandosi le antipatie dei sacerdoti.
Questa è la rivoluzione che propone Giovanni: passare dal lamento sulle colpe del popolo d'Israele all'esame delle proprie colpe personali.
Ancora una volta si richiama ad un rapporto con Te vis-a-vis.

Ma se ciascuno riconosce le proprie colpe, del capro espiatorio cosa rimane?

Giovanni, vedendo venire Gesù verso di Lui, esclamò:
Ecco l'agnello di Dio!
Ecco colui che porta i peccati del mondo!

Eccola, la supernova.
Giovanni ha esaurito il suo compito: ora può farsi da parte.

#Copernicano

Come se fossi io a scavare nei bassifondi, a scarattare in ogni angolo a leggere e rileggere Testi Sacri e commentari per mettere insieme un pensiero di senso compiuto da annotare in queste righe.
Come se fossi io ad aggrapparmi alla Tua Parola, come l'arrampicatore alla parete.

E' vero piuttosto il contrario.
E' Lei che incessantemente, SEMPRE, ogni istante, chiama, abbonda, inonda fino ad infiltrarsi nelle crepe più recondite.

dorma o vegli,
di notte o di giorno,
il seme germoglia e cresce

Fino a che pure un terreno arido come il mio, capace di accogliere non più di un granello di senape, può ambire ad ospitare un albero possente.


#Imperdonabile

"Quante volte dovrò perdonare mio fratello, se pecca contro di me?
Fino a sette volte?"
Rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette"

E Tu, quante volte sei disposto a perdonare, se fissi a noi una misura così alta?
E poi: perdoni su tutto o distingui in base alle colpe?
Voglio dire: ci sarà qualche cosa che proprio non tolleri, quello che Ti fa venire la gastrite...

Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini;
ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

Proprio quella, solo quella.
Bestemmiare il Padre e il Figlio si, ma lo Spirito no.
Qual è il senso?

Questo passo è presente nei sinottici in maniera quasi identica testualmente , inserito in una discussione in cui i farisei ti accusano di scacciare i demòni non per volontà divina ma ipotizzando che Tu stesso sia al servizio di Satana.
Marco è chiarissimo sul punto, chiosando la frase precedente con:

Disse questo poiché asserivano:
"È posseduto da uno spirito immondo"

Questo proprio non tolleri: la mistificazione dell'azione divina, spacciandola per diabolica.
La calunnia gratuita ed infondata, volta a sminuire il prossimo... oggi diremmo le "fake news".

Questo è imperdonabile agli occhi di Dio:
DENIGRARE, Dio ed il prossimo.

#InMemoriaDiTe

Questo è il mio corpo...
Questo è il mio sangue...

Che c'entri Tu con un pezzo di pane ed un bicchiere di vino?
Perché mescolare la Tua persona con questi alimenti?
Che senso ha?

A tentoni, annoto qualche indizio.

Essenzialità: pane e vino sono pasto minimo, senza di essi non si imbandisce nemmeno la tavola.

Quotidianità: proprio perché essenziali, pane e vino sono anche una presenza quotidiana, un appuntamento silenzioso, un'abitudine del corpo e dello spirito (proprio Tu ci inviti a chiedere il nostro pane quotidiano).

Prendete e mangiatene, tutti...
Condivisione: tutti gli astanti ne mangiano e ne bevono, a tutti è offerto, compreso Giuda che sta per tradirTi.


A questi tre termini ne aggiungo un altro, che mi salta in testa leggendo del corpo e del sangue, ovvero della Tua intera persona: Totalità.

Se l'Eucarestia è Sacramento, e dunque segno tangibile della Tua presenza, deve necessariamente essere anche sforzo Quotidiano di Condivisione di ciò che è Essenziale per l'altro, offerto con la Totalità della propria persona, seguendo l'insegnamento di tutta la Tua vita, sublimato sul Golgota.

Sono certo che questo, e non la ripetizione meccanica di un rituale, Tu abbia voluto intendere dicendo:

Fate questo in memoria di me.