#CheC'Entri
#mentre
Quando? Dopo.
Non chiedermi di mollare tutto e seguirTi adesso, che c'ho molto da fare.
Ci sono scadenze di lavoro, impegni pubblici e privati, occasioni importanti da inseguire...
Dopo, promesso, mi dedicherò solo a Te.
Non vedi che Pietro ed Andrea si stanno preparando alla pesca?
Non ti accorgi che Giacomo e Giovanni stanno rassettando la barca?
Goditi il mare e la bella giornata e aspetta che abbiano finito...
Vide sulla barca Simone e Andrea mentre gettavano le reti in mare... vide anche Giovanni e Giacomo (...) mentre rassettatavano le reti.
Li chiamò.
Altre religioni predicano la meditazione e la contemplazione: a Te interessa invece che rispondiamo mentre.
Non conta se siamo all'inizio o alla fine dell'opera: dalla capacità di rispondere mentre, durante, valuti le nostre intenzioni.
Ci è chiesto di essere cristiani mentre siamo nel mondo, non estraniandoci da esso.
#inciampo
#aMarco
A volte - troppo spesso, purtroppo - do le Scritture per scontate, come un racconto già ascoltato o comunque già noto almeno a grandi linee. Penso ad esse come a qualcosa che esiste da sempre e che quindi non ha nulla più da svelare.
In verità non c'è pericolo più grande nè strada più fuorviante che l'assuefazione da narcolessia.
I Vangeli, ad esempio: a leggerli poco meno che distattamente si avverte chiaramente la richiesta pressante di notizie sul Tuo conto da parte di comunità via via più grandi e disparate.
Mi pare di vedere i redattori di quei testi intenti a raccattare disperatamente notizie da tutte le fonti, tenendo gli occhi ben aperti per paura dei persecutori ma con la smania ardente di chi cerca pepite d'oro. E poi, trovatele, a sforzarsi di amalgamarle in una narrazione dotata di un filo logico, di un capo e di una coda.
Luca, ad esempio, sceglie di raccontare la Tua storia, dall'Annunciazione all' Ascensione; oppure Matteo, che apre risalendo il filo delle generazioni di Israele da Te fino ad Adamo; e Giovanni, il cui prologo è un distillato purissimo di Teologia in cui la Creazione descritta in Genesi si fonde e si confonde con l'Incarnazione.
Poi c'è Marco, il mio preferito.
A Marco non interessa raccontare della Tua nascita o di Te bambino: Marco vuole parlare di Te adulto, della Tua predicazione.
E allora salta Betlemme e parte direttamente dal Battesimo al Giordano.
Poi liquida la figura del Battista in una decina di versetti e prima della fine del primo capitolo Tu hai superato le Tentazioni nel deserto, hai chiamato i primi discepoli, hai insegnato nella sinagoga destando scalpore e hai pure operato le prime guarigioni.
Marco ha un annuncio che gli brucia nella gola e ha l'urgenza di trasmetterlo anche ai lettori più svogliati ed indolenti.
A Marco - ed ai suoi lettori narcolettici come me - dedico questi versi di Bukowski.
E così tu vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo.
A meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca e dalle viscere, non farlo.
Se devi startene seduto per ore a fissare lo schermo del computer o curvo sulla macchina da scrivere alla ricerca delle parole, non farlo.
Se lo fai solo per soldi o per fama, non farlo.
Se lo fai perché vuoi delle donne nel letto,non farlo.
Se devi startene lì a scrivere e riscrivere, non farlo.
Se è già una fatica il solo pensiero di farlo, non farlo.
Se stai cercando di scrivere come qualcun altro, lascia perdere.
Se devi aspettare che ti esca come un ruggito, allora aspetta pazientemente.
Se non ti esce mai come un ruggito, fai qualcos’altro.
Se prima devi leggerlo a tua moglie o alla tua ragazza o al tuo ragazzo o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno, non sei pronto.
Non essere come tanti scrittori.
Non essere come tutte quelle migliaia di persone che si definiscono scrittori, non essere monotono o noioso e pretenzioso, non farti consumare dall’auto-compiacimento.
Le biblioteche del mondo hanno sbadigliato fino ad addormentarsi per tipi come te.
Non aggiungerti a loro.
Non farlo.
A meno che non ti esca dall’anima come un razzo, a meno che lo star fermo non ti porti alla follia o al suicidio o all’omicidio, non farlo.
A meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere, non farlo.
Quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato, si farà da sé e continuerà
finché tu morirai o morirà in te.
Non c’è altro modo.
E non c’è mai stato.
#diContrabbando
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.
Giovanni riparte dalla Creazione, in cui Dio dice ed immediatamente le cose prendono forma.
E Dio disse: "Sia la luce"; e la luce fu.
Il Verbo è il motore della potenza creatrice: quando Dio ha ben chiara la nuova creatura al punto da assegnarle un nome la chiama, ed essa si genera.
C'è un momento della storia in cui Dio diventa afono che corrisponde alle e doglie del parto di Tua Madre:
E il Verbo si fece carne...
Ecco: con la Tua incarnazione il Padre può rinunciare alla sua potenza creatrice.
Nato il Figlio, non c'è altro da creare.
Trentatrè anni prima di Te, è stato il Padre ad esclamare: Tutto è compiuto!
... e venne ad abitare in mezzo a noi...
Quanta meraviglia: la potenza creatrice del cosmo si fa forestiero e clandestino tra gli uomini!
Vieni tra noi contro ogni logica che vuole Dio nei cieli e l'uomo in terra.
Vieni per rubare baci e sputi, vieni per ricevere lacrime e abbracci di contrabbando, vieni ad elemosinare attenzione ed a dispensare Misericordia.
E questa, più di ogni manifestazione altisonante di potenza, è la firma inconfondibile della Tua Gloria.
...e vedemmo la sua Gloria: Gloria come di unigenito dal Padre