#BottomUp

Qualche mese fa il Ministro della Famiglia Fontana ha proposto una lettura molto particolare del precetto:

Ama il prossimo tuo

sostenendo che si riferisca alle sole persone in prossimità, per l'appunto, e quindi che da queste siano escluse i migranti, ad esempio.

Fuori dalla evidente strumentalizzazione politica, colgo un sedimento di verità in questa affermazione: il precetto propone proprio di iniziare ad amare chi abbiamo più vicino, a portata di mano, quello che ci capita intorno, che non ci scegliamo.
Il prossimo è un accidente, come già ho scritto altrove.

(...per chiarezza, sottolineo che la Parola di certo NON VIETA - anzi ripetutamente incoraggia - a soccorrere i bisognosi, di qualunque origine e latitudine...)

Scopro oggi un ulteriore livello di profondità, come una blindatura che hai voluto apporre contro le interpretazioni più forzate: anche se scegliessimo di circoscrivere il concetto di Prossimo alle sole persone che abbiamo intorno, sempre - SEMPRE - dovremmo partire dagli ultimi, anche a dispetto degli affetti più cari:

Quando offri un pranzo o una cena
non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, 
né i ricchi prossimi
(...)
invita poveri, zoppi, storpi, ciechi...

Su questo punto mi pare non ci sia margine d'interpretazione, con buona pace dell' Onorevole Ministro.

#DarePrecedenza

Prima gli italiani!
America First!!
Per noi viene prima l'Ungheria!!!

Assisto all'involuzione di una certa propaganda politica come alla corsa ad accaparrarsi le primizie ad un buffet.
Si è perfettamente disposti a spingere, a sgomitare ed a sgambettarsi pur di trovarsi alla fine davanti agli altri, PRIMI, per l'appunto.
Quando ascolto questi slogan mi chiedo sempre: se c'è un prima, dovrà pur esserci un dopo... 
Ecco, il dopo... quando scatta?

Quando saranno soddisfatte le necessità vitali dei primi? E se si, da chi sono stabilite?
E chi assicura che, soddisfatte quelle, i primi si facciano da parte e cedano il posto ai secondi, ai terzi, fino agli ultimi? Ed anche questo ordine, chi lo stabilisce?
Non succederà invece che i primi, riempito il proprio piatto, si insedieranno in pianta stabile davanti al buffet impedendo l'accesso agli altri?

Ogni volta che sento "Prima questi" lo traduco ormai automaticamente in "Solo questi", che molto spesso è un velato eufemismo che sottintende "SOLO IO".

E però:
Sforzatevi di passare dalla porta stretta.


che deve essere una porta speciale, perché non premia chi arriva per primo e resta chiusa agli

operatori di disparità

Ovvero più ci affanniamo a stabilire per noi precedenze illegittime e ad ostacolare il prossimo nella corsa verso la porta stretta, più è certo che ci precludiamo quel varco.
Dalla porta stretta non passa chi è arrivato primo, ma chi si tiene per mano.

Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi
e alcuni tra i primi che saranno ultimi.

#Rebus

Come fanno a stare insieme queste due cose:

la prima che dici da Risorto, una sorta di motto universale:
Pace a voi!
(...)
Vi lascio la Pace,
vi do la mia Pace!
e la pagina in cui inciampo oggi:
Pensate che io sia venuto a portare
la pace sulla terra?
No, vi dico, ma la divisione.

Che messaggio dovrei cogliere?
Di mansuetudine o di risoluta difesa dei propri valori?
Di resilienza o di autodeterminazione?
E' un invito a mantenere la propria posizione fino alle estreme conseguenze o a lasciar correre?

Sorprendentemente trovo una traccia di risposta dove meno me la aspetto, addirittura in uno scritto di Gramsci:

"Odio gli indifferenti anche perciò, che mi da noia il loro piagnisteo di eterni innocenti.
Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.
E sento di poter essere inesorabile, di non dover spartire con loro le mie lacrime (...).
Vivo, sono partigiano.
Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."

#CardioFitness

Io non so più dove ho messo il cuore /
forse non l'ho mai avuto /
forse l'ho scordato in una ventiquattrore /
ma non mi ricordo dove...

A dispetto dei luoghi comuni sulla nuova leva di rapper, gli autori di Calypso pongono una domanda profonda e interessante: dove ho messo il cuore?
Ce l'ho ancora o l'ho perso per strada?
E se l'elettrocardiogramma non è ancora piatto, se non sono in catalessi esistenziale lasciandomi scorrere la vita addosso - cosa che sarebbe auspicabile - per cosa sto spendendo i miei battiti, su cosa sto impegnando le mie energie?

Forse atrii e ventricoli sono stati invasi dalle preoccupazioni lavorative.
Forse l'ambizione ed il carrierismo hanno preso il controllo completo.
Forse gli affanni quotidiani, la routine, le necessità di ogni giorno disciolte nel circolo l'hanno avvelenato, ne hanno ridotto la portata più del colesterolo.

Stavolta vieni in soccorso in veste di personal trainer:

Fatevi borse che non invecchiano,
 un tesoro inesauribile nei cieli,
dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.

Perché dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

#ControLaResilienza

E allora tanto vale starsene seduti con le braccia conserte, ad aspettare quello che viene dal cielo...

Parlo di quell'uomo già ricco, la cui campagna, probabilmente per merito ed a seguito di impegno di tempo e risorse, produsse un raccolto abbondante.
Anziché provare a vendere l'eccedenza e riprendere l'anno successivo da capo, quell'uomo ha un progetto lungimirante: distruggere i suoi depositi per costruirne di più grandi, dove accumulare quei beni e goderne nella vecchiaia.

Stolto, questa notte stessa ti sarà chiesta la tua vita,
e quello che hai accumulato di chi sarà?

Che proponevi allora?
La remissività più completa?
L'inedia?
L'elogio della resilienza?

Su un termine si incardina questa pagina di Vangelo: "eis" che vuol dire "verso" ma anche "sopra".
Quindi la chiosa alla parabola può essere tanto

Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce davanti (eis) a Dio
quanto
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce sopra(eis) a Dio

Non mi è chiarissimo cosa possa voler dire "arricchirsi davanti", mentre ho un'idea precisa di cosa significhi "arricchirsi sopra Dio":
vuol dire mettere Dio alla base di ogni ricchezza, riconoscere che tutto si ottiene per Grazia 
MA
 che è necessario l'intervento, l'ingegno e lo sforzo dell'individuo.

E questo - oltre ad offrire una chiave di lettura completamente diversa della parabola - mi pare combaci anche con quello che ci chiedi nella parabola dei talenti...