In quel tempo il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Dove hai trovato tutta questa gente?
Come hai fatto?
All'inizio del capitolo precedente si legge dell'invio dei dodici a compiere la stessa missione (si, Giuda Iscariota incluso).
Si può legittimamente pensare che i settantadue siano il frutto di quella prima evangelizzazione.
Non sei Tu, dunque, a trovare i settantadue, ma lo lasci fare ai Dodici: non ci pensi su neanche un secondo prima di mettere il futuro dell'evangelizzazione nelle mani di un gruppo variamente assortito di ex pescatori, esattori delle tasse e futuri traditori.
Ma c'è di più.
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Chi ha dato loro questo potere?
Non Tu, che dai solo indicazioni generiche prima di mandarli.
All'inizio del capitolo precedente si legge:
Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie.
Quindi sono i Dodici a trasmettere quel potere ai settantadue.
Il che implica almeno altre due cose: la prima é che i Dodici non sono gelosi della loro missione né dei doni che hanno ricevuto: a loro interessa solo coinvolgere più persone possibile nel processo di evangelizzazione.
La seconda é che i Tuoi doni possono essere trasmessi da pari a pari, senza che sia necessario il coinvolgimento di nessun altro, neanche il Tuo.
Qui scegli di correre un rischio enorme: che qualcuno tradisca la missione e usi i doni ricevuti per suo tornaconto.
Ma se Tu hai scelto questo rischio, quanto più dovremmo farlo noi, riducendo all' osso l'infinita lista di obblighi e prescrizioni da soddisfare per arrivare ad essere un Tuo ministro...
In qualunque società, di profitto e non, si cresce solo fidandosi, demandando ed accettando l'errore come parte inevitabile del processo di crescita: teniamolo ben in mente.