#affidarsi

E il Verbo si fece carne,
e venne ad abitare in mezzo a noi...

Il Padre di tutti gli uomini si fa Figlio dell'Uomo, consegnandosi senza riserve.
Il Creatore si fa creatura, affidando definitivamente non solo Se stesso, ma tutto il creato all'umanità.

Annoto qui due aspetti, uno più evidente e l'altro appena meno.

Il primo é l'aspetto ecologista della vicenda: avendo ricevuto in custodia il prodotto di tutto lo sforzo creativo divino - e persino Dio stesso  - dovremmo moltiplicare in ogni tempo ed in ogni condizione gli sforzi per la tutela e la salvaguardia del creato.

L'altro é che Dio si mette completamente nelle mani dell'Uomo: ci affida tutto ciò che ha creato e persino il Suo Figlio unigenito.

Dio non tiene nulla da parte, non ha un piano B.
A chi, in tempi incerti come questi é capace di slanci altrettanto autentici, i miei auguri di buon Natale.

#risonanza

Nella prima di avvento ho scritto che non lascerai nessuno solo, fino alla fine dei tempi.

Nella seconda ho scritto che non solo non ci lasci soli, ma che la Tua é una presenza attiva, fertile e vivificante per chi la sperimenta.

Nella terza ho scritto che però, per trarre davvero vantaggio dalla Tua presenza, occorre cercare autenticamente il prossimo per camminare insieme.

Oggi mi annoto che quando si cammina insieme - e Tu in mezzo a noi - può succedere il miracolo della #risonanza.

Come la corda della chitarra che riproduce la stessa identica nota del diapason, o come i calici di un brindisi che si accordano per contatto alla stessa medesima vibrazione, così può succedere - per pura Grazia - anche ai cuori.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.

Beato chi sperimenta qui ed ora questa #risonanza celestiale.

#insieme

Tutta la predicazione del Battista ruota intorno ad un messaggio di parificazione:

Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto
(...)
Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato
(...)
Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe

La discesa della Parola di Dio ha un prologo, una sorta di presupposto per evitare che la Sua venuta sia vana: occorre avvertire che non esiste salvezza individuale, ma piuttosto ci si salva tutti insieme, qui ed ora.
Per la porta del Regno si passa solo tenendosi per mano.

Se non si parte da questo assioma, si fraintende l'Incarnazione, riconducendoLa ad esercizio in favore del singolo, mentre è un evento che riguarda chiaramente tutta l'Umanità passata, presente e futura.

Per questo motivo Giovanni ci invita ad occuparci dell'altro, a rimuovere ogni inciampo, a consentire a tutti di partire dalla stessa linea.

"Siamo angeli con un'ala soltanto: possiamo volare soltanto restando abbracciati" ( Don Tonino Bello)

#scende

Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare (...) la Parola di Dio scese su Giovanni.

Scese, Luca sceglie questo verbo in maniera non casuale.

La Parola, la potenza creatrice di Dio come ho scritto altrove, non scende con l'austerità di una modella che sfila lungo una scalinata o con l'alterigia di un re che scende dal trono verso i sudditi.

La Parola scende come la manna nel deserto: scende con la densità della rugiada.
O, come racconta Isaia

Come infatti la pioggia e la neve
scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
(...)così sarà della parola
uscita dalla mia bocca

La Parola non scende per giudicare né per farsi ammirare: piuttosto scende per sfamare e per fare germogliare.

Durante questo Avvento vorrei essere quel bambino col naso contro la finestra che vede - e percepisce - questo miracolo accadere: la Parola che scende torrenziale, battente come un acquazzone eppure lieve ed ovattata come la neve e la rugiada.

#lafinedelmondo

Faccio sempre fatica la prima domenica di avvento.
Perché vorrei parlare di speranza, di qualcosa che sta per arrivare, di un germoglio di vita ed invece mi trovo davanti al quadro terrificante dell'Apocalisse:

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.

Ma, in calce a questo disastro, una promessa:

Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina

Ho scritto altrove su queste pagine che rivendicavo il diritto di ciascuno a non essere lasciato solo, ribattezzandolo improvvidamente #iusNonSoli.
Eccolo plasticamente riconosciuto.

Quissú esprimi la più irremovibile disponibilità al soccorso, quella totale: non ci abbandonerai nemmeno se dovesse succedere l'Apocalisse.

Nessuno sarà lasciato solo: questo è il segnale di speranza che cercavo in questa domenica, la promessa che spalanca le porte dell'avvento.

Con Te di fianco, #lafinedelmondo fa meno paura.

#battersi

Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato

E per cosa dovrebbero #battersi dunque, i Tuoi "servitori", secondo il lessico che usi per renderTi comprensibile a Pilato - o i Tuoi amici, secondo il lessico che usi con i discepoli?
È scritto qualche rigo dopo:

Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.

Questo è l'unico, vero, valore non negoziabile del cristianesimo, per il quale dovremmo batterci: il diritto a rendere testimonianza alla verità.
Dove esso è negato, occorre battersi per ottenerlo; dove esso è sancito, il resto sono inutili isterie.

#marciaindietro

Mi sorprende il fatto che dal capitolo 13 di Marco nessun produttore abbia pensato di trarre uno di quei colossal apocalittici in voga fino a qualche anno fa.
Ad una lettura sommaria, dentro ci si trovano tutti gli ingredienti: terremoti, guerre, carestie, sconvolgimenti del firmamento,  fino alla venuta finale nella gloria dell'Eletto.

In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.

Qui però non ci hai preso, se è vero che sono passati 2000 anni da quelle parole.

Oppure bisogna credere che ogni generazione - ed ogni individuo dunque - conosce la sua grande tribolazione, diversa da quelle già vissute prima eppure parimenti insormontabile, a giudicare dalla violenza degli eventi descritti.

Ancora una volta Tu non affranchi né dal Male né dal Dolore: non sei venuto a predicare questo.
Piuttosto ci suggerisci di affidarci allo Spirito e ci prometti che, alla fine di tutto, vedremo Te nella gloria.
Questo ci spinga ad andare avanti, nonostante le enormi difficoltà: da nessuna tribolazione si esce a #marciaindietro.

Chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa;
Chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello

#anticlericale

Quello che nessun sacerdote ha mai detto in nessuna omelia è che Tu sei stato anticlericale:

Guardatevi dagli scribi, (<- questa è una delle virgole più pesanti dei Vangeli)
che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 
Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave.

Piuttosto che fare levate di scudi ad ogni contestazione, ergersi a paladini dell'ortodossia e ragionare in maniera manichea, molti esponenti del clero dovrebbero chiedersi se non siano ancora in giro gli scribi dei quali Tu parli, che magari hanno scambiato lo zuccotto con la talare o con un velo monacale.

Il DDL Zan, ad esempio.
Io non ho le competenze legali necessarie a stabilire se fosse una buona legge o se fosse una minaccia alla libera espressione dei cattolici, come sostenuto dalla CEI e dalla stampa cattolica.
So peró con precisa certezza che chi ama autenticamente il prossimo, chi ne recepisce necessità e urgenze, un minuto dopo la bocciatura di quel DDL si sarebbe affannato a presentarne un altro migliore, più inclusivo, a tutela dei diritti di tutti.
Chi si è messo a festeggiare e ad esultare a favor di telecamera non è poi diverso dagli scribi di cui sopra.

#avvisoainaviganti

lnnanzi tutto tocca chiarirsi su un punto: i comandamenti riguardano l'aldiqua molto più che l'aldilà.

È scritto infatti in Deuteronomio in maniera molto esplicita, subito prima del decalogo:

( osserva ) tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi e così sia lunga la tua vita

mentre non trovo nessun riferimento a pene da espiare o a premi da godere post-mortem per averle trasgredite o rispettate.

Mi segno perciò il fatto che i comandamenti andrebbero intesi come un insieme di principi per avere una vita lunga, serena ed in armonia con gli altri piuttosto che come una lista di proibizioni alla violazione delle quali corrispondono sanzioni non meglio definite.
D'altronde faccio fatica a pensare che Dio abbia creato l'uomo solo per il subdolo piacere di giudicarlo un giorno.

E poi c'è la questione dell' Amerai.

Il primo è: Ascolta Israele, (...) Amerai il Signore Dio tuo...
Il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo...

Mi dispiace, questo non è proprio possibile.
L'amore a comando, quasi estorcendolo, dico:
non è nella natura umana, dovresTi saperlo.

A meno che non si tratti di una previsione o una profezia.

Come se ci fosse scritto:
Ascolta Israele, ti accadrà questa cosa, è inevitabile: amerai. Amerai Dio e amerai il prossimo e lo farai in maniera viscerale.
Quando ti accorgerai di questa cosa, gioisci:
Non sei lontano del regno di Dio

Che, per inciso, si realizza nell'aldiqua.

Dovrò imparare a smettere di guardare ai comandamenti come ad un elenco di obblighi e limitazioni, ma considerarli piuttosto come fari e punti notevoli per consentirmi una buona e lunga navigazione.

#password

Bartimeo ha la password.

Non sei Tu ad esserTi mai proclamato "Figlio di Davide": è un titolo che la Tua gente Ti ha attribuito spontaneamente e con quello Ti ha invocato ed acclamato fino all'ultimo ingresso a Gerusalemme.

Il che significa che a loro deve essere parsa particolarmente evidente questa Tua discendenza, come se avessero colto qualche sorta di carattere ereditario.

Magari qualcuno, abbagliato dal tuo carisma, avrà auspicato per Te una carriera politica che avrebbe  consentito al contempo alla nazione di Israele di tornare ai fasti passati.

Qualcun altro, travisando la Tua alta considerazione verso gli ultimi piuttosto che verso i potenti, avrà sognato gesta come quelle dell'antico re quando - giovane pastore - combattè e vinse contro il gigante Golia, invocando la stessa fine per qualche despota locale o qualche burocrate romano.

Bartimeo invece coglie nel segno:

Figlio di Davide, abbi pietà di me

Miserere mei.

Se sei davvero figlio di Davide, quella è la password, ce l'hai stampigliata nel DNA, all'ascoltarla il sangue Ti ribolle.

Ogni volta che Tu ascolti il grido autentico dell'ultimo che, sulla soglia della disperazione, dal profondo, dalle viscere, invoca misericordia - proprio come accadde a Davide quando scrisse il Miserere - non puoi passare oltre, sarebbe contro la Tua natura.

A chi invoca in maniera autentica la Tua Misericordia, sempre - S E M P R E - la dispensi.

E Gesù gli disse: "Va, la tua fede ti ha salvato"

E subito riacquistò la vista e cominciò a seguirlo.

#vinoespirito

Cosa volete che faccia per voi?

Cosa vorrei?
Gloria e potere, come stanno per chiederTi Giacomo e Giovanni?
Ricchezza, prosperità?
Buona salute?

Ribalto la domanda: Tu cosa sei venuto a fare?
A cancellare il Male dal mondo?
A garantire un salvacondotto a chi si fa Tuo seguace?
No.

Sei venuto ad offrirci il calice ed il battesimo.
Il calice è insieme quello della nuova Alleanza, quello che, bevuto, mette al servizio del prossimo ( Fate questo in memoria di me, ci hai comandato) ma al tempo stesso pure quello dell'orto degli ulivi, per accettare il quale non ci si può affrancare dalle sofferenze.
il battesimo è quello che ricevi da Giovanni, palesamento della natura filiale dal Padre celeste, anticipo della discesa dello Spirito Santo.

La vera domanda è quella che poni Tu, dunque:

Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?

#FAQ

Al università ho imparato che il 90% della soluzione ad un problema è nel porsi la domanda giusta.
Il che non è un processo immediato ed occupa la maggior parte del mio lavoro quotidiano.

Ma a volte mi capitano domande anche semplici - ancorché urgenti - delle quali conosco già la risposta che, però, per ragioni che esulano dal tecnico e sconfinano nel caratteriale o nelle relazioni interpersonali con le persone con cui lavoro, ho difficoltà a mettere in pratica.
Questo tipo di problemi è il più rognoso che mi possa capitare e spesso introduce criticità capaci di minare pure i progetti meglio avviati.

Così è anche nella vita di Fede: è fondamentale evolvere dal catechismo ricevuto da bambini, continuando ad interrogarsi; però è anche necessario verificare la capacità di sopportare il peso delle risposte e di metterle in pratica.

Il giovane ricco viene da Te con l'urgenza di chiedere, di andare oltre i precetti, di capirci di più.
Questo fa sì che tu lo ami, come sta scritto, al punto da concedergli una risposta onesta quanto urticante.

Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.

La Fede non dovrebbe diventare la pagina delle #FAQ, lette da tutti e recepite da pochi.

#weddingPlan

"... e i due saranno una carne sola"

Il matrimonio avviene per sutura, come si rimargina una ferita: non è previsto che non lasci cicatrici.

"Stato civile?" mi chiedono spesso.

"Sposato" non mi piace: è un participio passato, sa di memoria di un unico giorno felice.

"Coniuge" contiene la fatica di portare in due lo stesso giogo, senza nemmeno quel richiamo minimo alla felicità.

"Sposo": questo mi piace.
Lo sposo etimologicamente risponde dell'altro e lo fa in ogni istante in prima persona plurale.
Adamo non fu sposo di Eva quando rispose:
"La donna (...) mi ha dato dell'albero, ed io ne ho mangiato".

Il sacramento del matrimonio, ben lungi da ogni formalità burocratica, dovrebbe contenere questo sforzo da parte di entrambi di sedersi sempre dalla stessa parte del tavolo, anche quando la cicatrice di sutura brucia in maniera lancinante.
Meno di così, non c'è bisogno di coinvolgere Dio e la Chiesa.



#meraviglia

Per lungo tempo i bambini sono stati per me come una razza aliena o come un oggetto fragile: non mi interessava il loro mondo ma solo di non farli piangere.
Avevo rimosso ogni ricordo del fatto di essere stato bambino anche io.

Una figlia fortunatamente cambia la visione del mondo, e la vita di un genitore di conseguenza.

(Guai a) chi scandalizza uno di questi piccoli che credono...

E come potremmo mai scandalizzare questi piccoli diavoli, che hanno succhiato informatica con il latte materno, dalla disarmante intelligenza sociale, capaci in pochi mesi dei progressi che per la mia generazione richiedevano l'intero anno?

Ci ho pensato a lungo, ed ora ho la risposta: togliendogli la Meraviglia.

Frequentando questo piccolo mondo, ho scoperto che il fattore comune tra bambini precoci e tardivi, calmi ed irrequieti, capricciosi e sereni è la capacità di meravigliarsi per cose che gli adulti ritengono ordinarie.

Tu non chiedi di alimentare - in noi e nei bambini - la Meraviglia (il che sarebbe auspicabile ma per certi versi miracoloso): Tu ci chiedi di accoglierla e preservarla.

Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie Me.




#ZeroChiacchiere

C'è poco da perdersi in chiacchiere.
C'é poco da fare proclami, poca propaganda.
Mica chiedi di andare in giro a fare adepti:

...e impose loro (ai discepoli) severamente di non parlare di Se a nessuno...

Chi crederà alla notizia del guaritore prodigioso, capace di mutare l'acqua in vino e di moltiplicare pani e pesci?
Chi crederà alla notizia della Resurrezione dai morti?

Chi crederà, se non chi inconterá testimoni autentici, capaci di empatia verso il prossimo?
Chi crederà senza che il suo cuore sia stato preventivamente toccato dalla Grazia?

Ancora una volta, l'evangelizzazione non é un esercizio retorico né contemplativo: é piuttosto un gesto fisico che dovrebbe produrre affanno.
Ed anche queste righe fungano da mio personale pro-memoria, senza alcuna pretesa all'infuori di questo.

#sordomuto

Confesso di essere stufo delle persone prive del dono di sintesi, di gente che sbrodola parole dalla bocca, nella maggior parte dei casi millantando competenze che non ha.
Sono stufo di chi si lamenta quotidianamente così come di chi affronta solo ed esclusivamente argomenti superficiali.
Allora indurisco le orecchie fino ad isolarmi dal mondo nella mia sordità.

E sono stufo di parlare a vuoto, di dovermi sforzare di catturare l'attenzione altrui, di dovermi accontentare di ascoltatori che colgono solo in parte la complessità dei miei discorsi.
Allora annodo la mia lingua e mi risparmio lo sforzo di parlare.

I vangeli raccontano di ciechi che intuiscono la Tua presenza ed accorrono, di malati che Ti cercano con insistenza, di miserabili disposti a tutto pur di ricevere una Tua parola.
Il sordomuto no, viene portato a Te quasi contro la sua volontà.
Lui, come me, stava bene nel suo isolamento.

(Allora Gesú) guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!».




#adorare #accordare

A cosa serve la liturgia?
É indispensabile davvero parteciparvi  - in alcuni casi sottoporvisi - secondo L'antico precetto, o il comandamento di santificare le feste può essere inteso in senso più ampio?
La liturgia è Sacra in sé, o é piuttosto uno strumento, pur formidabile, pur affinato nei millenni, che accosta al Sacro?

In fin dei conti, la liturgia è il mezzo o è il fine?

Per conto mio, prima di adorare - letteralmente 'portare alla bocca" - dovremmo accordare - letteralmente 'portare al cuore'.
Alla liturgia dovremmo arrivare per "decantazione" ed evaporazione a partire dal cuore; non ho evidenze del processo inverso, quello per cui - a forza di ripetere - dalla bocca si riesca a fare breccia in atrii e ventricoli.

Questo popolo mi onora con le labbra, ma tiene il suo cuore lontano

Faccio memoria di Salvatore, e di altre persone come lui allergiche alle liturgie ma dal cuore prossimo a quello di Dio.



#compromettere

Ai discepoli che tra di loro mormorano:
Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?

Rispondi durissimamente:
Questo vi scanadalizza?...
Forse anche voi volete andarvene?


Mi rimbomba in testa la parola "#compromettere", letteralmente promettere insieme.
Da una parte chiedi ai discepoli ed a chi legge la Parola oggi di esporsi, di dichiarare apertamente da che parte sta.
Dall'altra chiarisci di non essere disposto ad elomosinare "follower" o a mercanteggiare sostenitori.

Ci chiedi di comprometterci, senza compromessi.

#VirgoRemittens

Cosa fa Eva?
Stacca il frutto dall'albero proibito, quello della conoscenza del bene e del male.
Stacca l'Umanità da Dio optando per il libero arbitrio.

Cosa c'entra Tua Madre?
Maria rimette la colpa di Eva.
Maria, incurante della probabile lapidazione per adulterio a cui si espone, esclama: 

Eccomi, sono la serva del Signore:
avvenga di me quello che hai detto

Maria rimette il frutto sull'albero, rinuncia alla facoltà di scelta in favore della fiducia nella Provvidenza.
Per questo motivo Maria appartiene all'Eden e per questo motivo il suo corpo non conosce la corruzione della morte, ma viene assunto in cielo.

Ai suoi infiniti titoli, propongo di aggiungere - se non c'è già - quello di #VirgoRemittens

#fame

Dopo lungo vagabondaggio per il deserto il popolo d'Israele formula una richiesta a ben vedere particolare.
Non chiede infatti che gli si mostri in modo chiaro la destinazione o che gli si spieghi con precisione quanto tempo ci vorrà a raggiungerla; chiede piuttosto cibo; anzi, più precisamente, chiede di non doversi preoccupare quotidianamente del suo sostentamento.
La Manna ricevuta nel deserto é la risposta a uno di quei capricci puerili che oggi nascono sul sedile di un auto in marcia verso le località di vacanza: quando Israele la reclama é ben lontano dall'età adulta.

É vero, Tu ci hai insegnato a chiedere: "dacci oggi il nostro pane quotidiano".
Ma ci hai anche detto più volte di saziare lo spirito almeno quanto il corpo.
Nell'età adulta in cui traghetti l'Umanità, dovremmo chiedere di darci oggi la nostra #fame quotidiana - quella spirituale, intendo - oltre che il pane con cui saziarla.

Io sono il pane della vita. 
I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

#marchiodifabbrica

Quando chiedo metà filone di pane, ogni volta spero che sia quella senza il bollino del panificio.

Probabilmente sbaglio, perché quel bollino non é soltanto una questione di marketing: quel bollino identifica il forno con il suo prodotto.
Come a dire: noi siamo questo stesso pane, nel bene e nel male, nella fragranza o nella insipienza.
Il bollino, ma farei meglio a dire il sigillo, sul pane racconta di una simbiosi tra opera ed operaio: non riconoscere l'essenza di questa associazione non può essere solo superficialità ma piuttosto é cattiveria gratuita.

Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato
(...)
Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame



#valanga

Propongo una lettura alternativa a quella della moltiplicazione miracolosa dei pani e dei pesci.

Sospetto che, prima di mettersi al Tuo seguito,  più di uno tra i cinquemila presenti si fosse munito di qualche piccola provvista di cibo per se e per i propri cari.

Immagino l'empasse al calare della sera: molti attendevano un Tuo cenno di commiato mentre qualcuno più affamato iniziava ad addentare la sua scorta furtivamente.

Poi la Tua idea, esposta ad alta voce:

Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?

Come Ti venne in mente di invitare a cena 5000 persone? Fu un gesto istintivo o avevi già previsto tutto?

C'è un innesco, come nelle valanghe.
Un giovane si fa avanti e condivide la sua spesa per la settimana: 5 pani e 2 pesci.
Il gesto é talmente inutile da essere provocatorio.
Uno alla volta, e poi a gruppi sempre più grandi, gli altri convenuti condividono provviste o si organizzano per recuperarne.

Alla fine ne avanzano dodici ceste: grazie a quel gesto spontaneo quanto inutile, dalla spesa di una settimana il giovane recupera la scorta per un anno intero.
Questo dovrò ricordarlo.


#senzagiaccaecravatta

Mi serviranno soldi e provviste per il viaggio.
Mi serviranno abiti puliti per potermi cambiare e dovrò pianificare attentamente le tappe per avere sempre un posto in cui poter dormire.

E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; 
ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. 

Servono solo i sandali, ma ancora di più piedi buoni e voglia di camminare.
Serve solo il bastone, ma più che da quello dovrò farmi sostenere dalla mia forza di volontà.
Basta una sola tunica per coprire il corpo, ma é ancora più importante che ogni muscolo del corpo sia proteso all'adempimento dell'evangelizzazione.

Qualche anno fa Nino D'Angelo si presentò a SanRemo "Senza giacca e cravatta", che era anche il titolo del brano in gara: quando alla fine ci vedremo, Io godró della Tua Gloria; Tu spero che mi veda così, #senzagiaccaecravatta

#scontato

Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria.. ?

Pretendono di conoscerTi, i Tuoi compaesani.
Non importa che negli ultimi tempi Tu abbia attraversato un deserto e girato in lungo e in largo la Galilea.
Non importa quanti malati Tu abbia guarito da quando sei andato via o se sia vera la notizia che Tu abbia resuscitato altrove una bimba già morta.
Non importa che Tu abbia adesso un seguito di discepoli e di folle che si assiepano ovunque pur di ascoltarTi.

Hanno deciso: per loro sei e sarai per sempre il carpentiere, figlio di Maria.
Una valutazione diversa rischierebbe di mettere in discussione troppo radicalmente il loro modo di vivere e di rapportarsi con il prossimo: in fondo l'assunzione che le persone siano immutabili, identiche a se stesse negli anni, é consolatoria ed esenta dallo sforzo di una valutazione priva di preconcetti della realtà.

Di questo Ti prego, Ti scongiuro perché so che é una mia debolezza: aiutami a non darTi mai per scontato.

#salvitutti

Si intrecciano due vite nel capitolo 5 di Marco: per 12 anni l'emorroissa soffre, affannandosi alla ricerca di cure dalle quali non trae beneficio; per 12 anni il cuore di Giairo gode della presenza vivace ed allegra della figlia.

Ma nello stesso istante, mentre la salute della figlia di Giairo precipita, mentre in gran fretta Ti stai recando a soccorrerla, l'emorroissa Ti incrocia e cerca salvezza.

Cosa stai facendo, Signore?
Perché Ti fermi a perder tempo cercando quella donna, che tra l'altro è già guarita, tra la folla, anziché tirare dritto a soccorrere la bambina?
Non Ti rendi conto che quel ritardo le sarà fatale?

Due cose mi annoto.
La prima: non esistono priorità o urgenze particolari che tengano: chi è mosso da Fede autentica e oggetto - SEMPRE - delle Tue attenzioni.

La seconda: devo smetterla di classificare le richieste di Grazia sulla base dell'urgenza che percepisco e di lamentarmi dei ritardi e delle inadempienze che Ti attribuisco.

Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme

Come a nascondino, #salvitutti


#cosìcom'è

...lo presero a bordo con loro così com'era.

Perché? Come eri?

Certamente stanco dal lungo insegnamento tenuto in quella stessa giornata alle folle assiepate in riva al lago, usando per cattedra un barchino poco discosto dalla battigia.

Portavi addosso il peso di quel giorno, trascorso probabilmente sotto il sole della Galilea, nell'intento non semplice di governare la barca in modo che tutti i presenti potessero ascoltare e intanto di spiegare loro in maniera semplice i misteri del Regno di Dio.

Quella sera dovevi essere l'effige del Dio Uomo, sudato, con la pelle bruciata e la gola riarsa: per questo cedi al sonno nonostante intorno a Te si scateni la tempesta.

Prego per me di essere capace di accogliere il mistero del Dio Uomo senza cedere alla tentazione di chiederTi di risolvere tutto a colpi di bacchetta magica.

Prego Te, invece, di accoglierci così come siamo, laceri, sdruciti ed incostanti nel seguire intenzioni pure scaturite da slancio autentico, come quella riportata alla riga appena qui sopra.

#aspettative

Appartengo alla schiera dei seminatori non solo scarsi, ma anche di alte aspettative.

Pretendo che il seme di qualità non eccelsa che ho seminato, per il solo fatto di avergli dedicato qualche cura, germogli presto e produca raccolto abbondante.

Finché non vedo spuntare il primo stelo, mi affanno in operazioni inutili se non addirittura controproducenti, che però concorrono ad alzare le mie pretese.

Invece:

(Che il seminatore) dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. 
Poiché la terra produce spontaneamente

Devo ricordarmela questa cosa che la terra produce spontaneamente.

Non mi piace accostare sacro e profano, ma mi segno come su di un post-it che, alcuni millenni dopo, Coehlo questa stessa cosa l'ha scritta così:

D'ora in poi, e per alcune centinaia di anni, l'universo aiuterà i guerrieri della luce, e ostacolerà chi ha dei preconcetti.

#rischi

Ai due che Ti chiedono come organizzarsi per la Pasqua imminente, rispondi:

Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua;

Alle porte di Gerusalemme, capitale del regno, ci saranno state decine, forse centinaia di servitori muniti di brocca: come riconoscere quello giusto? Quale seguire?
Tu continui:

Seguitelo 
e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

E se scegliendo di seguire la persona sbagliata, si finisse in un casa in cui nessuno Ti conosce, rischiando una figuraccia?
Oppure, peggio, se il servitore sbagliato conducesse alla casa di un tuo avversore - di lì a pochissimo Ti avrebbero crocifisso, dopotutto - rischiando l'incolumità personale?

Oggi, festa del Corpus Domini, contemplo e faccio tesoro dell'atto di fede di quei due discepoli, in assenza del quale nemmeno ci sarebbe stata la Passione così come la conosciamo.

D'altronde l'Eucaristia che oggi si celebra non é semplice memoriale ma innesco di azione concreta, sostenuta dalla Fede oltre la Paura.

Buona festività.

#cardiofitness

Al catechismo mi insegnarono che ogni giornata andava chiusa con l'esame di coscienza.

Che poi non è altro che chiedersi se ho intercettato la Tua presenza nel tempo tra il risveglio e l'addormentamento.
Il mio esame di coscienza dovrebbe iniziare così: mi sono accorto di Te oggi?

"Accorgersi": letteralmente portare al cuore, un esercizio cardiaco, insomma.

Ogni giornata dovró concluderla con questo #cardiofitness

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

#contatto

Dico che Genesi é il primo straordinario romanzo di formazione perché racconta dell'infanzia dell'Umanità, trascorsa in un giardino incantato a contatto fisico con un Padre che dava poche regole, anzi una sola.

Quando Adamo ed Eva scelgono di infrangerla comincia l'adolescenza, un periodo lungo secoli di rapporto conflittuale col Padre, risolto unilateralmente e quindi non del tutto esaurito dal Tuo Sacrificio.

Perché il ragazzo diventi uomo, perché esca definitivamente dall'adolescenza, occorre che smetta di credere che il genitore sia una sorta di supereroe - al quale di volta in volta rivolgere preghiere per l'utilizzo dei superpoteri o rinfacciarne il mancato uso - ed inizi a considerarlo da pari a pari.
La stessa identica condizione vale nel rapporto col Padre celeste.

Ho scritto già che lo Spirito é la parte di Dio che si sporge, il dito dipinto sul soffitto della Cappella Sistina che si tende verso l'uomo.

Ma la Verità, tutta intera, é che l'Uomo ha bisogno di Dio tanto quanto Dio dell'Uomo: per questo l'azione dello Spirito in chi lo accoglie é quella di farlo sporgere a sua volta, destarlo dal torpore, spingerlo fuori da ogni comfort-zone, perché il contatto di compia.

Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera

Buona Pentecoste.

#francescanesimo

In principio, come dice l'autore sacro, c'era solo lo Spirito.
Ma quello Spirito aveva volontà creativa.
Da lì il lettore delle Scritture dovrebbe partire e correre a perdifiato fino a queste parole, le ultime prima dell'Ascensione:

Andate e annunciate il Vangelo a tutte le creature.

Questo racconta due cose.
La prima é che le Scritture sono un gesto unico che parte dalla creazione e si conclude con l'affido all'uomo del creato.
(... esatto, proprio a quell'uomo che oggi invece succhia linfa vitale dal creato come un parassita per mero tornaconto economico...)

La seconda mi pare più sottile: che vuol dire annunciare ad un cane o ad una pianta che i peccati possono essere rimessi purché si amino Dio ed il Prossimo?

Vuol dire avere toccato così a fondo il mistero da esserne pervasi, esserne entusiasti, letteralmente.
Vuol dire avere colto la forza esplosiva di quel messaggio al punto da non riuscire a contenerla.
Vuol dire vivere uno spirito autenticamente Francescano.
Che ci si riferisca poi ad Assisi o a Buenos Aires, poco cambia.

#Uno

Uno.

Uno é il Padre con il Figlio.
Uno é il Figlio con gli amici - non più servi, bensì amici - che lo ascoltano.
Uno é il Padre con il Figlio e con l'Umanità, e l'amalgama che tiene insieme il tutto non é la subordinazione o un destino già scritto ed ineluttabile:

Voi siete miei amici se farete ciò che vi comando... che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi

É l'amore a farci uno, senza alcun distinguo delle sue mille forme e varietà: soltanto ci chiedi di non lesinare nella misura:

...come io ho amato voi

Saremo uno.

#Diserbante

C'è una nutrita platea di persone che Ti considera come un talismano o un portafortuna, auspicandosi che il fatto di seguire più o meno alla lettera i Tuoi insegnamenti li metta al riparo dal Male.
Mancano evidenze a supporto di questa tesi;
abbondano invece in senso contrario.

Ogni tralcio che porta frutto, (il Padre mio) lo pota perché porti più frutto. 

Ai tralci virtuosi, quelli che attingono direttamente alla Tua linfa, non é dispensata la potatura, tutt'altro.

Sorge allora legittimo il dubbio: conviene? 
Perché restarTi aggrappati, se non ci affranchi dalla tribolazione?

Rispondi al versetto seguente:

Voi siete gia mondi, per la Parola che vi ho annunziato. 

La Parola ha effetto diserbante: strappa via sterpaglie e rovi e porta nuovamente alla luce ciò che è essenziale, quello che nemmeno il vignaiolo più inesperto sognerebbe di intaccare.
Chi accoglie la Parola, accoglie anche la potatura.

#PiùChePosso

Giovanni é sempre molto aulico:

Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 
Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. 
Questo comando ho ricevuto dal Padre mio.

Rimonto al contrario: il comando del Padre é la libertà totale di vivere come Ti pare.
Tu - liberamente - scegli di offrire la Tua vita: per questo il Padre Ti ama e Ti concede di risorgere dai morti.

La buona notizia é che a nessuno - nemmeno a Te - é imposto il martirio.
Nessun cristiano é obbligato a nulla.

Lo ripeto lentamente.

Nessun
Cristiano
é
obbligato
a
nulla.

A tutti però é richiesto di amare più forte possibile.

#Insisti

Alle prese con Te procedo precisamente come descrive Luca.
Ora spalanco le braccia saltando sulla sedia, travolto dalle rivelazione come il discepolo di Emmaus dipinto da Caravaggio.
Ma prima che la giornata si concluda ti guarderó impaurito e diffidente, credendo
di avere visto un fantasma.

E quando ancora, per l'ennesima volta, Ti rivelerai, farò fatica ad accettare un altro fallimento.

Perché siete turbati e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Tu insisti, te ne prego.

#ProvarePerCredere

Di due esperienze ha bisogno Tommaso per riconoscerTi Risorto:

se non vedo... e non metto il dito...

Per superare l'incredulità dichiara agli altri apostoli che non gli basterá vedere, ma occorrerà qualcosa di tangibile, in senso stretto.

C'è un particolare però nella pagina di Giovanni: quando vi trovate faccia a faccia e gli porgi il costato, l'evangelista non annota alcun tocco, ma conclude:

Rispose Tommaso:"Mio Signore e mio Dio"

Probabilmente a Tommaso è bastato vedere per credere.

Allora mi è venuto in mente proprio Giovanni che, entrando nel sepolcro vuoto, dice di se:

...e vide e credette.

Cosa vide, se il sepolcro era vuoto?
Nulla di evidente, ovviamente.
Nulla di tangibile, come avrebbe chiesto Tommaso.

Ne concludo che credere non sia questione visiva né tattile, ma emotiva.
Per arrivare a credere c'è bisogno di un'emozione forte.

Bisogna provare per credere.

Beati coloro che pur non avendo visto crederanno...

#Primo

Dico Pietro e penso al gallo che canta, a
non conosco quell'uomo
al pianto a dirotto che ne seguì, come lacrime di coccodrillo.

Solo dopo penso all'enorme basilica edificata sulla sua tomba, che risponde plasticamente al mandato:
Tu sei Pietro, e su questa pietra fonderó la mia chiesa

Devo invece macinare le Scritture per accorgermi di un'altra cosa: Pietro é l'ultimo ad abbandonarTi.
Secondo tradizione é lui a brandire la spada staccando l'orecchio al servo del sommo sacerdote che era tra coloro che vengono a prenderTi al seguito di Giuda.
E, correndo rischi enormi, continua a seguirTi anche quando, prigioniero, Ti portano proprio a casa del sommo sacerdote.
Chiedergli di "costituirsi" e condannarsi a morte certa mi pare sovrumano.

(A dire il vero Giovanni mette se stesso ai piedi della Croce, ma il contesto é sicuramente differente, dal momento che per Te non c'è più scampo e lui non rischia praticamente nulla ad essere lì).

C'è pure un altro fatto curioso: Pietro é il primo ad entrare nel sepolcro vuoto.
Prima di lui arrivano sul posto la Maddalena e poi Giovanni: nessuno di loro due entra.

A noi incostanti, irruenti, alle prese con i rimorsi sia ancora concesso il privilegio di entrare per primi, vedere e credere.

Auguri.

#Pediluvio

C'è un sentimento di sospensione del tempo, come un respiro gigante che attraversa l'Ultima Cena.

Tu sai che tutto - in quel momento preciso - sta per precipitare, che Giuda ha già scelto da che parte stare.

Dovrebbe seguirne un "redde rationem", magari un discorso violento con parole di fuoco: chissà che Giuda non ci avrebbe ripensato, eventualmente convinto - con le buone o con le cattive - dagli altri undici a farlo...


Invece:

Si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio,se lo cinse attorno alla vita.

Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.


Con calma serafica ed accudimento da bàlia ventiquattro volte sciacqui con cura e ventiquattro volte asciughi delicatamente.

Lavi i piedi a tutti, Giuda compreso: e nel lavarli a quello non c'è traccia di disparità rispetto agli altri.

Deve voler dire che questo gesto non è solo l'ultimo commiato ad un gruppo di amici: c'è qualcosa di più.


Ecco in qual modo lo mangerete:

con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano.

E' il rito della prima Pasqua ebraica, quello dettato a Mosè.

Mille e più anni prima di Te a tutto il popolo di Israele prigioniero in Egitto era stato detto di tenersi pronto alla marcia, sandali ai piedi.

E per mille e più anni, in ogni Pasqua, tutto il popolo di Israele si è ripetuto questa cosa, rendendola di volta in volta attuale: bisogna star pronti, sandali ai piedi.


Ma adesso basta.

Questo è il momento di slacciare i sandali e lasciarsi lavare i piedi da Te.

E - sebbene siano ammessi tutti a questa Pasqua, anche chi ha marciato solo per un metro e perfino chi si è rifiutato del tutto - quanto più i nostri piedi sono sporchi e doloranti, tanto maggiore sarà il sollievo di questo pediluvio.


Buon Giovedì Santo.

#Rovi

Della pagliacciata messa in scena da Fiorello insieme ad Achille Lauro sul palco dell'ultimo Sanremo, quando lo showman siciliano per raccattare qualche punto di share si è presentato sul palco con una corona di spine enorme sul capo, quello che davvero mi ha dato fastidio è stata l'approssimazione dello strumento scenico.
Volendo proprio far ricorso alla blasfemia, avrebbe almeno potuto essere l'occasione per un maggiore approfondimento.

Dubito infatti che quel soldato romano a cui venne la brillante idea si sia preso anche la briga di selezionare la specie più adatta, quella con le spine più lunghe e dolorose, magari così malleabile da formare quella specie di colbacco che si è visto a Sanremo.
Più probabilmente avrà estirpato dei rovi con dei guanti da lavoro, ritorcendoli su se stessi in cerchio alla "meno peggio" mentre li strappava.

I rovi sono la specie infestante per antonomasia: nel parco vicino casa ricoprono alberi secolari e perfino vestigia di edifici di epoca romana, dei quali ormai si è persa quasi ogni traccia.
Se le cose fossero andate come ipotizzo, quella corona non mortifica solo quella regalità che Ti era stata affibiata, della quale però avresTi fatto volentieri a meno:

"Sei tu il Re dei Giudei?"
"Tu lo dici..."

Quel copricapo di rovi è piuttosto il tentativo di ricoprire prima di tutto la Tua persona, di camuffare la Tua straordinaria natura umana ed anche di distrarre dalla scintilla divina.

Entrando in questa Settimana Santa 2021 auguro di mantenere "capacità diserbante" tale da squarciare lo strato superficiale - oserei dire "rituale" - delle liturgie sacre e profane che nuovamente celebreremo, per attingere a piene mani alla grandezza del Mistero che professiamo.




#Procura

All'orecchio di Filippo si accosta un gruppo di forestieri, e dice:

vogliamo vedere Gesù

Filippo è scelto per prossimità: i forestieri sono greci e Filippo, greco anch'egli, é quello che ha maggiore dimestichezza con loro.

Filippo si rivolge ad Andrea, l'altro discepolo greco, ed all'orecchio gli ripete:

vogliamo vedere Gesù

Allora i due, seguiti da quella corte, vengono da Te.

Dall'assioma di amare il prossimo segue un postulato: non è necessario che ciascuno di noi Ti abbia visto di persona; é sufficiente piuttosto avere almeno un Prossimo a cui poter chiedere notizie sul Tuo conto.

Risalendo la catena dell'amore verso il Prossimo si ricompone pian piano il Tuo volto così come si ricompone il puzzle tessera per tessera, arrivando alla soluzione per procura.

#Fuoritraccia

Oggi vado fuori traccia: mi perdonerà Nicodemo, tornerò sulla sua vicenda appena ci rincontreremo.

Sarà colpa del nuovo lock-down e certamente anche del mio scarso spessore teologico ma oggi ho urgenza di annotare una riflessione differente.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Nel regno dei cieli, così come ce l'hai descritto, ci si salva insieme: nessuno ha diritto di chiedere per sé, piuttosto ciascuno chiede che anche agli altri tocchi quello che a lui spetta.

Allo stesso modo nessuno ha diritto di chiedere scorte: ci si salva insieme, un giorno alla volta.

A ciascun giorno basta il suo affanno

Guarda il Tuo popolo, esposto alla pandemia, in ginocchio economicamente e psicologicamente.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.
Solo questo Ti chiedo.

#Ricordare

La primavera per me ha il sapore amaro del gambo della campanula, il profumo di fresie, resina di pino e rosmarino selvatico che sale dal mare su per gli scogli a picco della costiera Amalfitana ed i colori del tramonto che inizia ad allungarsi oltre il capo di Sorrento.
La primavera è gente in strada mentre albeggia dopo una notte tiepida di luna piena.

Ricordare è un gesto involontario, tanto più semplice ed automatico quanto più è legato ad emozioni profonde.

I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. 

Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo...

Professo che l'Eucaristia sia ben più che semplice ricordo: essa è presenza, porta temporale che ci siede al cenacolo con Te ed i Tuoi.
Ma, tutte le volte in cui la mia pochezza e la mia distrazione mi fermano al solo memoriale, prego che si tratti almeno di un ricordo vivo, di un'emozione forte.


#crisi

Sul Monte Tabor si produce lo scisma.
Pietro Giacomo e Giovanni salgono ancora poco discepoli e molto pescatori.
Assistono alla Tua trasfigurazione ed all'incontro con Mosè ed Elia - ovvero la Legge ed i Profeti.
Avvertono in forma di terrore la portata del cambiamento epocale che sta per prodursi e probabilmente intravedono le difficoltà e le persecuzioni a cui andranno incontro.

Pietro allora rompe gli indugi e tenta una mediazione:

...facciamo tre tende, una per Te, una per Mosè, una per Elia...

Le tende di cui parla ereditano dalla tenda che nel deserto ospitava l'Arca dell'Alleanza e andrebbero intese come tabernacoli, luoghi di culto.
Nel momento di crisi, i discepoli, umanamente, chiedono un pantheon, una transizione morbida, qualcosa che non li costringa ad andare contro l'establishment ebraico del tempo.

Poi la nube - altro richiamo veterotestamentario - e la Voce che chiude il discorso, stroncando ogni obiezione sul nascere:

Questi é il mio figlio, l'Amato: ascoltatelo!

La mutazione da pescatori a discepoli è conclusa: si potrà vacillare ma la strada è inequivocabilmente segnata.

Prego di avere, in questo tempo di crisi personale e globale, la stessa capacità di ascolto della Parola per individuare le scelte corrette da compiere ed anche la risolutezza necessaria a perseguirle senza compromessi.

#bolina

Proprio quando stavi guadagnando la fama di guaritore prodigioso;
proprio quando la gente cominciava ad accorrere da ogni luogo;
proprio quando pareva il momento ideale per l'evangelizzazione:

...lo Spirito lo spinse nel deserto...

Ed, al contrario, secondo lo Spirito qual é il momento ideale per tornare in Galilea?
Dopo l'arresto del Battista, in piena persecuzione, quando le persone che avevi conquistato si guardano bene dall'avvicinarTi.

Lo Spirito - pneuma in greco, ruah in ebraico - é prima di tutto vento: senza di esso é impossibile la navigazione.
Ma l'andatura che propone non é né una poppa comoda ed agiata nè un traverso filante: lo Spirito permette solo navigazione di bolina, risalendo contro vento a barca sbandata e con grandi spruzzi lungo le fiancate.

Eppure l'alternativa è la bonaccia esistenziale, la stasi snervante delle vite mal spese...

#Accollo

"Have you come here to play Jesus to the leper in your head?"
"Sei venuta a fare Gesù con il lebbroso nella tua testa?" chiede BonoVox ad una sua ex che confonde amore ed accudimento in One, capolavoro degli U2.

Non dire niente a nessuno, intimi al lebbroso appena guarito, ma lui non ci riesce e divulga in giro la novità.
Il risultato é che il lebbroso può finalmente tornare a fare vita sociale, mentre tu sei costretto a fuggire in zone desertiche, al riparo dall'assalto di ammalati e questuanti.

Tu non togli i peccati altrui cancellandoli con un colpo di spugna: Tu te ne fai carico personalmente, Te li "accolli".
Su questo il Battista aveva avuto occhio lungo:
Ecco l'agnello di Dio, colui che porta ( e non "toglie" secondo una traduzione "ad orecchio") il peccato del mondo.

La differenza tra fare la crocerossina ed essere Gesù Cristo é abissale: non si può giocare ad essere Te, proprio come canta BonoVox.

#assedio

Tutta la città era riunita davanti alla porta.

Sembra quasi che Marco stia descrivendo un assedio, e - in qualche misura - è quello che davvero sta accadendo.

La porta però non è quella della città, bensì quella della casa di Pietro, dove hai appena guarito sua madre dalla febbre: la voce si è sparsa e adesso arrivano da ogni parte per essere curati.

Chi è afflitto da demòni si dice ossesso.

Scopro una radice comune tra ossesso e assedio: ob-sedeo, sedersi vicino, stare nei paraggi.

Messa in questi termini, non c'è bisogno di arrivare all'isteria da persecuzione o alle scene raccapriccianti di alcun film per definirsi ossessi: basta il rimpianto per uno sbaglio commesso, la paura di ciò che riserva il futuro o qualche vecchia ferita mai del tutto rimarginata... chiunque sappia di avere qualche demonio che alberga nei paraggi può riconoscersi tra gli ossessi raccolti all'ingresso della casa di Pietro.

Qual è la risposta degli ossessi ai loro demoni? L'assedio.

A loro volta vengono a cercarTi, a sedersi nei Tuoi paraggi e volgendo lo sguardo a Te fatalmente lo distolgono dai loro demoni finchè questi scompaiono.

Prima di qualunque esorcismo, a ognuno di quelli dispensi Misercordia per gli errori commessi, balsamo per le ferite aperte, sostegno per le scelte future.

"Non abbandoni nella tentazione", per dirla con le parole che ci hai insegnato.

D'altronde, non è forse questa la missione che hai dato agli apostoli? Non è forse essa il primo ed il più efficace degli esorcismi?

A chi rimetterete i peccati saranno rimessi,

a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi.

#CheC'Entri

Che c'entri con noi, Gesù di Nazareth?

Se davvero alberga un demone nel cuore dello scriba di Cafarnao, allibito dalla Tua capacità di spiegare le Scritture, non è quello dell'invidia ma quello della superbia.

È impensabile per lui che Tu, figlio di un carpentiere di un villaggio sperduto, abbia l'ardire di fare lezione ai migliori scribi formatisi nella fiorente città costiera.

Che c'entri con noi, Gesù di Nazareth?

sento chiedersi in giro, alla maniera dello scriba, con la sola differenza che se quello prendeva a pretesto una distanza spaziale - "campanilismo" - oggi si usa per metro una distanza temporale - "secolarizzazione".

Come se la chiamata al servizio del prossimo preferisse alcuni luoghi e tempi ad altri...

#mentre

Quando? Dopo.

Non chiedermi di mollare tutto e seguirTi adesso, che c'ho molto da fare.

Ci sono scadenze di lavoro, impegni pubblici e privati, occasioni importanti da inseguire...

Dopo, promesso, mi dedicherò solo a Te.

Non vedi che Pietro ed Andrea si stanno preparando alla pesca? 

Non ti accorgi che Giacomo e Giovanni stanno  rassettando la barca?

Goditi il mare e la bella giornata e aspetta che abbiano finito...

Vide sulla barca Simone e Andrea mentre gettavano le reti in mare... vide anche Giovanni e Giacomo (...) mentre rassettatavano le reti.

Li chiamò.

Altre religioni predicano la meditazione e la contemplazione: a Te interessa invece che rispondiamo mentre.

Non conta se siamo all'inizio o alla fine dell'opera: dalla capacità di rispondere mentre, durante, valuti le nostre intenzioni.

Ci è chiesto di essere cristiani mentre siamo nel mondo, non estraniandoci da esso.



#inciampo

Maestro, dove abiti?

Resto incagliato nella domanda posta da Andrea e Giacomo.
Il Battista, loro maestro, ti ha appena additato come l'agnello di Dio, una consacrazione inequivocabile.
Loro - non si capisce bene se per slancio autentico o per compiacere il Battista - cominciano a seguirTi, ma quando gli chiedi cosa cerchino rispondono come sopra.

Che razza di domanda è?
Non gli venne nulla di meglio da chiederTi?
Se davvero sei il Messia, ad esempio...
E come pensavano che potesse influire il posto in cui abitavi sulla Tua missione?

Eppure devono avervi trovato ciò che cercavano, se è vero che, subito dopo essere stato a casa Tua, Andrea cerca Pietro, suo fratello, per dirgli:

Abbiamo trovato il Messia

Maestro dove abiti?

Inciampo e lascio la domanda aperta a chi vorrà aiutarmi...

#aMarco

A volte - troppo spesso, purtroppo - do le Scritture per scontate, come un racconto già ascoltato o comunque già noto almeno a grandi linee. Penso ad esse come a qualcosa che esiste da sempre e che quindi non ha nulla più da svelare.

In verità non c'è pericolo più grande nè strada più fuorviante che l'assuefazione da narcolessia. 

I Vangeli, ad esempio: a leggerli poco meno che distattamente si avverte chiaramente la richiesta pressante di notizie sul Tuo conto da parte di comunità via via più grandi e disparate.

Mi pare di vedere i redattori di quei testi intenti a raccattare disperatamente notizie da tutte le fonti, tenendo gli occhi ben aperti per paura dei persecutori ma con la smania ardente di chi cerca pepite d'oro. E poi, trovatele, a sforzarsi di amalgamarle in una narrazione dotata di un filo logico, di un capo e di una coda.

Luca, ad esempio, sceglie di raccontare la Tua storia, dall'Annunciazione all' Ascensione; oppure Matteo, che apre risalendo il filo delle generazioni di Israele da Te fino ad Adamo; e Giovanni, il cui prologo è un distillato purissimo di Teologia in cui la Creazione descritta in Genesi si fonde e si confonde con l'Incarnazione.

Poi c'è Marco, il mio preferito.

A Marco non interessa raccontare della Tua nascita o di Te bambino: Marco vuole parlare di Te adulto, della Tua predicazione.

E allora salta Betlemme e parte direttamente dal Battesimo al Giordano.

Poi liquida la figura del Battista in una decina di versetti e prima della fine del primo capitolo Tu hai superato le Tentazioni nel deserto, hai chiamato i primi discepoli, hai insegnato nella sinagoga destando scalpore e hai pure operato le prime guarigioni.

Marco ha un annuncio che gli brucia nella gola e ha l'urgenza di trasmetterlo anche ai lettori più svogliati ed indolenti.

A Marco - ed ai suoi lettori narcolettici come me - dedico questi versi di Bukowski.


E così tu vorresti fare lo scrittore?

Se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo.

A meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca e dalle viscere, non farlo.

Se devi startene seduto per ore a fissare lo schermo del computer o curvo sulla macchina da scrivere alla ricerca delle parole, non farlo.

Se lo fai solo per soldi o per fama, non farlo.

Se lo fai perché vuoi delle donne nel letto,non farlo.

Se devi startene lì a scrivere e riscrivere, non farlo.

Se è già una fatica il solo pensiero di farlo, non farlo.

Se stai cercando di scrivere come qualcun altro, lascia perdere.

 

Se devi aspettare che ti esca come un ruggito, allora aspetta pazientemente.

Se non ti esce mai come un ruggito, fai qualcos’altro.

Se prima devi leggerlo a tua moglie o alla tua ragazza o al tuo ragazzo o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno, non sei pronto.


Non essere come tanti scrittori.

Non essere come tutte quelle migliaia di persone che si definiscono scrittori, non essere monotono o noioso e pretenzioso, non farti consumare dall’auto-compiacimento.

Le biblioteche del mondo hanno sbadigliato fino ad addormentarsi per tipi come te.

Non aggiungerti a loro.

Non farlo.

 

A meno che non ti esca dall’anima come un razzo, a meno che lo star fermo non ti porti alla follia o al suicidio o all’omicidio, non farlo.

A meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere, non farlo.


Quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato, si farà da sé e continuerà

finché tu morirai o morirà in te.

Non c’è altro modo.

E non c’è mai stato.

#diContrabbando

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.

Giovanni riparte dalla Creazione, in cui Dio dice ed immediatamente le cose prendono forma.

E Dio disse: "Sia la luce"; e la luce fu.

Il Verbo è il motore della potenza creatrice: quando Dio ha ben chiara la nuova creatura al punto da assegnarle un nome la chiama, ed essa si genera.


C'è un momento della storia in cui Dio diventa afono che corrisponde alle e doglie del parto di Tua Madre:

E il Verbo si fece carne...

Ecco: con la Tua incarnazione il Padre può rinunciare alla sua potenza creatrice.

Nato il Figlio, non c'è altro da creare.

Trentatrè anni prima di Te, è stato il Padre ad esclamare: Tutto è compiuto!


... e venne ad abitare in mezzo a noi...

Quanta meraviglia: la potenza creatrice del cosmo si fa forestiero e clandestino tra gli uomini!

Vieni tra noi contro ogni logica che vuole Dio nei cieli e l'uomo in terra.

Vieni per rubare baci e sputi, vieni per ricevere lacrime e abbracci di contrabbando, vieni ad elemosinare attenzione ed a dispensare Misericordia.

E questa, più di ogni manifestazione altisonante di potenza, è la firma inconfondibile della Tua Gloria.

...e vedemmo la sua Gloria: Gloria come di unigenito dal Padre