#BuonaDomenica

Da un po' di tempo ho ripreso ad ascoltare Venditti.
Che grande brano, "Buona domenica": una domenica inutile, "passata in casa ad aspettare", a sciuparne il tempo.
"Ciao, ciao domenica, madonna non finisce mai..."

Nel giorno dopo il sabato Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino.

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!»

Il giorno "più memorabile" della storia dell'Umanità è una domenica.

Ma non è una domenica così come la intendiamo oggi; sarebbe diventata tale solo a partire da quel giorno.
Fu una domenica alla maniera ebraica: il primo giorno della settimana lavorativa, quello successivo al Sabato, che andava santificato secondo il comandamento.
Fu quello che per noi è un qualunque giorno feriale, un lunedì.
Anzi, peggio di così, perchè fu il giorno dopo la Pasqua ebraica, la festa più importante dell'anno.

In questo concentrato di ordinarietà e di inedia, in quello che oggi chiameremmo probabilmente #BlueMonday, accadono due avvenimenti essenziali per chi si professa cristiano: Ti mostri per la prima volta da Risorto e consegni lo Spirito Santo ai discepoli.
Di più un credente non potrebbe chiedere.

E siccome lo Spirito non è mai stato revocato, allora ogni giorno ed ogni istante a partire da quello sono da santificare.
Compresi quelli - anzi soprattutto quelli - che vivo con tutta l'apatia e l'insofferenza cantate da Venditti.

#epilogo

Questo è l'epilogo, siamo ai saluti.
Il Tuo passaggio terreno finisce qui.

Hai fatto prodigi, miracoli, guarigioni.
Hai resuscitato Lazzaro che già iniziava a putrefarsi.
Hai predicato con grande autorità, hai mobilitato folle festanti e folle accecate dall'odio.
Sei stato crocifisso, trafitto al costato, deposto dalla Croce.
Sei uscito dal Sepolcro, Ti sei mostrato agli Undici, gli hai perfino fatto toccare la Tua carne.
Gli hai dato quest'ultimo appuntamento in Galilea.

Quando lo videro gli si prostrarono innanzi;
alcuni di loro però dubitavano.

In molti passi dei Vangeli - al confine tra empatia e veggenza - leggi nei cuori dei discepoli: alle volte li esorti, altre li rimproveri.
Quest'ultima volta tiri dritto e fondi su di loro la Chiesa.

Andate ed ammaestrate tutte le nazioni...

Investi quegli Undici del compito di essere prìncipi (e principii) dalla Chiesa mentre stanno così, oscillanti tra l'adorazione e la perplessità.

Ancora una volta - un'ultima, definitiva volta - ti chini sull'Umanità e la scegli, andando oltre la nostra innata, cocciuta, reiterata mutevolezza d'animo.  

#vivi

Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più...

Così è pure per me adesso: non Ti vedo più.
Ci hai lasciati soli, in balia del virus.
I sorrisi sono mutilati dalle mascherine, gli abbracci sono proibiti.
Chi, a fatica, sbarca il lunario, lo fa sentendosi un privilegiato, come se stesse facendo un torto agli altri.
Non ricordo neanche più l'ultima volta che ho preso parte all'Eucarestia.

...voi invece mi vedrete...

Al supermercato vicino casa c'è la raccolta dei generi alimentari della Croce Rossa.
In realtà, a ben vedere, c'è quasi dappertutto: Caritas, Comunità di Sant'Egidio, onlus di vario genere...
E dove non c'è si organizzano spontaneamente "cesti sospesi", nei quali chi può mette e dai quali chi necessita prende.
E poi ci sono i "santi della porta accanto", quei medici ed infermieri che hanno dato la propria vita per salvarne delle altre.

Se la Chiesa è viva, sei senza dubbio vivo anche Tu, che ne sei il Capo.

Potrebbe non succedere il contrario.
Potrebbe darsi che a un bel momento,  stanco della nostra pochezza, Tu scelga  il divorzio.
(Devo ricordarmi poi di scrivere due righe sul fatto che il nome che Dio rivela a Mosè sul Sinai è "Sarò quel che Sarò", che è superlativo di Alleanza: Dio non stipula alleanze, Egli è Alleanza, nella sua stessa natura...)

...perché io vivo, e voi vivrete!

Così spazzi via ogni dubbio.
Mi basterebbe una fede grande quanto un granello di senape per armarmi di vernice e pennello e scrivere questa parola sui muri di tutti i cimiteri:

Perchè io vivo, e voi vivrete!

#somiglianze

Ho trascorso i primi giorni di vita di mia figlia nel tentativo di catalogare in maniera quasi enciclopedica le possibili somiglianze di ogni centimetro del suo corpicino a parenti ed affini di ogni ordine e grado.
Per poi accorgermi che tutto quel lavoro è stato completamente vano.

Parlo non solo del fatto che ogni associazione era soggettiva e quindi sindacabile, ma anche del fatto che le rapidissime evoluzioni fisiognomiche di un neonato creano e cancellano somiglianze evidenti nel corso di una nottata.

Poi c'è stato un giorno in cui, mentre stava per piangere, ha fatto esattamente lo stesso broncio della mamma.
E poco dopo, mentre si concentrava sui suoi giochini, ha inarcato le sopracciglia e portato il pollice alla bocca senza che io glielo avessi insegnato, né che mi avesse mai visto farlo.
E pian piano sono affiorate espressioni ed atteggiamenti inequivocabilmente riferibili a questo o quel parente.
Su questo avrei dovuto concentrarmi dal primo istante: non sull'aspetto, ma sulle azioni.
Lì si rendono evidenti le somiglianze oggettive.

Mostraci il Padre e ci basta.
Filippo, che Ti rivolge queste parole, deve aver commesso il mio stesso errore.

Magari si immaginava che il Figlio di Dio si sarebbe rivelato nella Gloria, con un esercito di angeli ed una fanfara di cherubini.
Forse pensava che sarebbe venuto ad affrancarci da ogni patimento ed a ricolmarci di ogni delizia.
Avrà magari immaginato Qualcuno a disposizione per realizzare ogni desiderio.

A chi stiamo guardando, io e Filippo?
Forse dovremmo concentrarci, come con mia figlia, sulle Tue azioni, così come ci arrivano dai Vangeli.
Forse dovremmo chiederci se non è divino il comandamento di Amare.
Forse dovremmo intercettare la luce che irradia da Te, Maestro, inginocchiato a lavare i piedi dei Tuoi discepoli.
Forse, davanti al Giusto che muore crocifisso per i suoi amici, anche noi esclameremmo col centurione: costui davvero era Figlio di Dio

Anche a me è rivolta la Tua domanda:
Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?