#gliIndignati

Egli si indignò.

Così reagisce il fratello maggiore alla festa preparata per il ritorno di suo fratello, il figliol prodigo.

Preghiera per gli indignati, e per me tra di loro. 

Preghiera per quelli sempre con il dito alzato, sempre pronti a dispensare lezioni.

Preghiera per quelli che si relazionano al prossimo in punto di diritto.

Preghiera per chi si sfinisce ad esigere che tutto sia diviso in parti uguali, che nulla sia sottratto da ciò che gli spetta. 

Perché noi - gli indignati - impariamo che non stiamo godendo proprio di quei beni che ci affanniamo a difendere.

Gli rispose il padre:
"Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo..."

#superfluo

Al padrone che gli chiede di abbattere il fico, ormai infruottoso da tre anni, il vignaiolo risponde:

Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai.

Per qualcuno è una risposta di comodo: lo sforzo richiesto dalla concimazione sarebbe inferiore a quello di sradicare e smaltire il fico, specialmente se ben piantato.


Avanzo due obiezioni a questa lettura.

Primo: se c'è un albero che cresce in maniera completamente spontanea, dopo essersi radicato nei posti più improbabili e traendo sostentamento da chissà dove, quello è proprio il fico.

Nessuno dei fichi che conosco, pur producendo frutti deliziosi, ha mai richiesto concime: dunque lo sforzo proposto dal vignaiolo è, al più, inutile.

Eppure questo rende la proposta del vignaiolo in fin dei conti commovente: pur di evitare quell'abbattimento, il tale si offre per un lavoro che sa perfettamente essere #superfluo.


Secondo:

se no, lo taglierai

Il vignaiolo non dice "lo taglierò" ma "lo taglierai".


Il che vuol dire che il vignaiolo si prende la piena responsabilità della fruttosità del fico e, in caso negativo, lascerà la vigna.


Della infinità di spunti proposti da questa lettura, ne raccolgo tre, che indirizzo:

- a me lavoratore, chiamato a rispondere del lavoro che svolgo;

- a me genitore, che rispondo alla mia famiglia dell'azione educativa che porto avanti;

- a me cristiano, che godo dell'azione salvifica che Tu hai offerto.



Non ci dici come finisce la storia, ma a me piace pensare che l'azione superflua, senza altro motivo che l'amore con cui la si è svolta, abbia contribuito ad un raccolto abbondante.

#AiPiediDelMonte

Gli altri restano giù, ed io con loro.

Scegli solo Pietro, Giacomo e Giovanni per assistere sul monte Tabor alla Gloria della Trasfigurazione.


E se avessi portato con Te pure gli altri nove?

Se avessero sentito pure loro la Voce nella nube dire:

Questi è il Mio Figlio, l'eletto: ascoltatelo

sarebbero scappati tutti alla stessa maniera nell'ora della prova?

O almeno qualcuno avrebbe reagito diversamente?


E se fosse salito sul monte pure mio fratello Giuda?

Se Ti avesse visto parlare con Mosè ed Elia, avrebbe avuto il coraggio di consegnarTi ugualmente al sommo sacerdote?

In altre parole: hai fatto davvero tutto il possibile per salvarlo? 

O hai anteposto il disegno divino che doveva compiersi al Tuo discepolo?


Non ho la risposta, ma solo un pensiero personale: nessuno può essere costretto a salvarsi.

La salvezza non è mai coercitiva.


Intanto, però, resto ai piedi del monte con gli altri nove, ignari di quello che è accaduto lissù.

Essi (Pietro, Giacomo e Giovanni) tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

#helicopterView

La traiettoria seguita dal Tentatore parte dal concreto, dalla Prossimità, per poi progressivamente allontanarsene:

Se Tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane...
Il diavolo lo condusse in alto...
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio...

Inciampo anch'io nella stessa tentazione dell'allontanamento, dell'isolamento, dell'ascesi.
Dalla #helicopterView si perdono i dettagli e si é meno coinvolti man mano che si sale più in alto. 

D'altronde il diavolo è etimologicamente colui che divide, e che poi comanda su chi è diviso, secondo il motto latino.
La tentazione ha gioco più facile su chi é solo.

Qual è quindi l'antiodoto?

La Prossimità, senza dubbio.

Lo è al punto da farTi correre il rischio dell'Incarnazione, che spalanca le porte proprio alla tentazione:  prossimo all'Umanità, la tentazione non Ti spaventa.

Ecco: la Prossimità - quella a cui dovremmo ambire secondo il Tuo comandamento - è perfetta quando è sacramento del mistero dell'Incarnazione.

Parafrasando la nuova formula, stasera pregherò:
"... e non abbandonarci alla solitudine..."