#perFareUnaComunità

una grande folla lo seguiva

Una folla non é ancora una compagnia: le manca - letteralmente - il sedersi alla stessa mensa a mangiare lo stesso pane.

Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?

Una compagnia non é ancora una comunità: manca lo spirito di servizio, la disponibilità da parte di ciascun singolo di farsi carico degli altri. 

C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci

La comunità é il requisito minimo per l'evangelizzazione: come cristiani dovremmo impegnare tutti i nostri sforzi a consolidare quelle esistenti ed a costruirne di nuove.
Percepito che hai una comunità davanti, e non più una folla indistinta, esclami:

Fateli sedere

Infine, la comunità non é ancora Chiesa: per quello occorre la benedizione della Tua Grazia, come per quelli che assisterono alla moltiplicazione. 
Ma confido che quella non la farai mancare.

#inPuntaDiPiedi

Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro.

Sulle prime, scuotere la polvere di sotto i piedi contro qualcuno pare un gesto altezzoso: "Se non accetti il mio aiuto, questo é quello che ti meriti!" sembreresTi suggerire.

Ma, a leggere con più attenzione, inviti a scuotere la polvere non contro ma a testimonianza per loro.

Il parroco del mio paese aveva l'abitudine di divulgare situazioni e comportamenti privati a suo parere sconvenienti in forma di lettere fintamente anonime - in realtà ricche di riferimenti inequivocabili - accompagnate da dure reprimende.
Non ho mai condiviso quel metodo. 

L'evangelizzazione dovrebbe essere invece un esercizio di Grazia, intesa come capacità di stare tra gli uomini: bisogna portarla avanti #inPuntaDiPiedi, essendo pronti ad accettare il rifiuto ed a restituire perfino la polvere che inavvertitamente si é attaccata alle scarpe.
Se abbiamo proceduto con Grazia -#inPuntaDiPiedi, appunto -non ci costerà fatica.

#inDifesaDiNazareth

Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria?

In difesa dei nazzareni tuoi concittadini, solitamente trattati come bifolchi a causa del nemo profeta in patria che gli rovescerai addosso tra poco. 

Eppure io ritengo molto vero il detto africano che recita: "Per crescere un bambino c'è bisogno di un villaggio", 
ovvero ogni bambino ha bisogno di una società che lo accolga come una risorsa, che sia pronta - la comunità tutta - a farsene carico, ciascuno secondo la propria disponibilità.
(...e qui mi scappa di annotare che invece viviamo in posti dove i pet shop superano per numero e fatturato i negozi di prima infanzia e che, su questo punto, non so proprio come dare torto a Papa Francesco...)

C'è bisogno di una comunità non giudicante, come avrebbe potuto essere quella di Nazareth nei confronti della gravidanza sospetta di Tua madre. 
Da bambino cresciuto nel sud Italia, non riesco a cogliere nel versetto riportato all'inizio altro che espressione di appartenenza, di consanguineità.

Non so cosa ti turbi al punto da reagire in quel modo. 
Non capisco neanche bene perché sia indispensabile l'apprezzamento al profeta per essere capace di prodigi: preferirei profeti meno vanitosi.

Probabilmente il solo passo che la comunità di Nazareth non ha ancora compiuto é la capacità di riconoscere lo status di uomo adulto al bambino che quel villaggio ha cresciuto. 
Per cui, d'accordo, Nazareth avrebbe potuto essere un posto migliore ma, vista la condizione attuale, lascia che Te lo invidii.