Vicino quanto?
Vicino come?
Ci sta arrivando addosso?
Stiamo per esserne travolti?
É questo annuncio una specie di ultima chiamata utile alla conversione?
Si comporta, il Regno dei Cieli, come l'angelo sterminatore della prima Pasqua, che salvó i figli di Israele facendo strage dei figli dell'Egitto?
C'è sempre stata nella storia della chiesa cattolica una robusta tentazione catastrofista, fondata su interpretazioni almeno discutibili delle Scritture, fomentata da figure controverse, da apparizioni discutibili e da eventi che spesso si sono rivelati molto meno miracolosi di quel che sembravano.
Il Regno é vicino, ma non nel senso di imminente.
Il Regno é vicino in senso di prossimità.
Il Regno é prossimo, anzi é il Prossimo.
La realizzazione del Regno dei Cieli dipende in maniera cruciale, infatti, dal modo in cui ciascuno di noi si relaziona con il suo Prossimo; basta aprire a caso i Vangeli per capirlo chiaramente.
L'annuncio di vicinanza del Regno non prelude a nessuna sventura per noi peccatori, ma piuttosto vuole essere un potente stimolo alla conversione: é vicino, ci é di fianco, basta un minimo sforzo...
con buona pace dei catastrofisti!