#IlFioreDelCappero

Segue qualche altra annotazione a pié della pagina delle Beatitudini, sperando di averne colto lo spirito autentico che non mi pare di comandamento - "siate miti", "siate afflitti", "siate perseguitati" - ma piuttosto di incitamento a chi é vessato alla Speranza.

Beati gli ammalati, perché daranno nuovo valore alla vita.
Beati i medici e gli infermieri, perché sperimentano ogni giorno la Tenerezza.
Beati coloro che sono privati di ogni aiuto, perché saranno soccorsi nei modi più impensati.
Beati i mortificati nel loro lavoro, perché la loro dedizione risplende chiara.
Beati coloro che sono costretti a chiudere, perché troveranno altre strade ed altre forme per offrire il loro servizio.

Beato chi sa che anche in tempi accidentati come questi il Bene esiste, il Bene resiste, e germoglierà di nuovo, come il seme del cappero tra le fessure di un muro.

#Amerai

Amerai.

Con questo solo verbo sintetizzi a chi te lo chiede tutto l'Antico Testamento.

Amerai il Signore... 
amerai il prossimo.

E sì che il tempo futuro ha un uso ben specifico in quelle pagine, diverso dalla lingua corrente: lì il futuro assume valore di sentenza, indica ciò che certamente accadrà, pur non svelandone necessariamente né il giorno né l'ora.

Quando dunque ciascuno di noi amerá Dio?
Quando, di conseguenza, amerà il prossimo?

Ameró davanti a un tramonto, nella quiete del bosco, al cospetto del mare in tempesta.
Ameró più facilmente a pancia piena, più disperatamente a pancia vuota.
Ameró guardando mia figlia negli occhi, godendo del lavoro delle mie mani.

E se non sarò stato capace di amare prima, ameró allora certamente, perché di una certezza abbiamo detto che si tratta, nell'ultimo giorno, quando tutta la vita si presenterà ai miei occhi, e proverò la gioia di averla vissuta.



#tributo

"Di chi è questa immagine e l'iscrizione?"

chiedi, mostrando una moneta romana, a quelli che volevano trascinarTi nella polemica sul tributo dovuto all'impero.

E così farai anche della mia vita: alla fine, la rigirerai tra le tue mani e chiederai:

"Di chi è questa immagine e l'iscrizione?"


Non cosa ci sia scritto, si badi bene, ma di chi sia l'iscrizione.

Se ho lasciato che l'iscrizione sulla mia vita l'abbia posta il dio denaro, se l'effige sarà quella del carrierismo, del dio lavoro allora io e Te non avremo avuto e non avremo più nulla a che fare.

Se, pur senza rinunciare all'ambizione legittima di migliorare la mia posizione sociale, sulla mia vita resterà ben impressa la Croce e la mano artefice dell'iscrizione sarà sempre quella di Chi spezza il pane per i suoi fratelli, allora potrò dire che la mia vita sarà #tributo a Te.

#oltreLaReattività

... ma è poi davvero tutta questione di reattività?
Una pronta risposta alla Tua chiamata basta da sola? Salva?
Non dico che non sia necessaria; mi chiedo se sia sufficiente.

La risposta la trovo nella parabola delle nozze del figlio del re, riportata in Matteo.
A quelle nozze gli invitati danno buca; allora il re, irritato, manda a chiamare gente per strada, e quelli partecipano.
Ma la parabola non é ancora finita.

Succede che il re, durante le nozze, scorge un invitato senza abito nuziale.

Allora il re ordinò ai servi:
legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre...

É facile obiettare quel tale era stato racimolato per strada su ordine del re, che non poteva certo aspettarsi che quegli stesse a spasso con un abito prezioso.
Credo in realtà che quello che davvero faccia stizzire così tanto il re sia non la qualità dell'abbigliamento, ma la dimostrazione di una scarsa attenzione verso l'evento: una sorta di palese partecipazione a scrocco.

Alla reattività alla chiamata devo aggiungere allora anche la perseveranza nell'interesse verso ciò a cui si é chiamati, dal momento che:

molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti

Sempre più mi convinco che #perseverareècattolico

#distacco

Preghiera per quelli che fanno da soli.
Preghiera per gli sfiduciati nel prossimo.
Preghiera per me.

Preghiera di esercizio al #distacco.

Perché, come il padrone di quella vigna, dopo averla piantata e circondata di una siepe, dopo avervi scavato un tino e costruito una torre, siamo ancora disposti a correre il rischio di affidarla ad altri, anche a costo di rimetterci tutto - T U T T O!

Non c'è nessuno che abbia lasciato casa (...) o campi a causa mia e a causa del vangelo,
che non riceva già al presente cento volte tanto