Ogni tralcio che in Me non da frutto, lo estirpa;
e quello che da frutto lo pota, affinché ne dia di più.
Ogni tralcio fa esperienza delle cesoie: mentre le lame stringono la loro morsa, ciascuno di essi si interroga sull'intenzione che le muove, se sia di potatura o di recisione.
...dai loro frutti li riconoscerete...
I miei frutti sono tardivi, brutti d'aspetto, scialbi al palato.
Provo a far scorrer il torrente di linfa che mi attraversa fino alle foglie, ma spesso mi accorgo di essere - volontariamente o involontariamente - piuttosto d'ostacolo ad esso.
Sono tralcio o sono d'intralcio?
Nel dubbio mi stringo forte alla radice, anzi mi "avvito".
Io sono la vera vite, ed il Padre mio è il vignaiolo.
Mi conforta che la mano che stringe le cesoie non è quella dell'operaio, che esegue il gesto meccanicamente, ma quella del padrone della vigna: se un tralcio ha possibilità anche solo recondite di portare frutto, sono certo che vi dedicherà ogni cura.