#FedeAgonistica

Io lo capisco perfettamente, l'indemoniato della sinagoga:

Che c'entri con noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci!
Io so chi tu sei: il santo di Dio.

Non Ti pare di alzare l'asticella un po' troppo?
Non Ti basta una generica chiamata al miglioramento personale, alla bontà?
Devi proprio proporci come obiettivo ultimo Te, il santo di Dio, come dice quel tale?
Al posto suo avrei fatto pure peggio.

C'è una differenza tra essere atleti amatoriali ed agonisti.
Agli amatori sono concesse pause, tentennamenti, alti e bassi nel livello di applicazione.
Agli agonisti é richiesta invece dedizione costante e totale: semplicemente, per loro, non esiste altra misura accettabile.

Così pure nella Fede ci sono gli amatori e gli agonisti, e la differenza tra le due categorie non si misura dall'importo delle offerte (ce lo insegna l'obolo della vedova) né dal numero di preghiere giornaliere (questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore é lontano): l'unico metro che conosco é la dedizione costante ed assoluta a tendere al santo di Dio, superando ogni inevitabile fallimento.

Taci! Esci da quell'uomo!

Non c'è traccia di accondiscendenza nella tua risposta.

D'altronde, la sinagoga, al pari della nostra chiesa, é - o dovrebbe essere - posto da agonisti.

#VeniteEVedrete

Andrea inizia il suo discepolato con una richiesta stranissima, più da agente immobiliare o del pignoramento che da fedele:

Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?».
Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
Disse loro: «Venite e vedrete»

Non Ti perdi in spiegazioni, non entri nel dettaglio su dove, con chi ed in quali condizioni abiti.
Non gli mandi la posizione, come faremmo oggi con i cellulari.

Andare é l'innesco minimo: il discepolo deve dare almeno quella minima disponibilità.

I pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino

Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro...

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala andó al sepolcro di buon mattino...

Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e andarono al sepolcro.

Tutti coloro che vanno, vengono poi ricompensati, certo.
Ma é ancora più importante osservare che solo accettando di andare, vengono coinvolti nella storia della Salvezza.
Chi invece resta fermo o preferisce farsi raccontare le cose, non sfiora nemmeno il Mistero.

Non si diventa, non si é cristiani imparando a memoria un certo numero di precetti ed osservandoli, ma andando e vedendo, di casa in casa, come per la prima missione che affidasTi a quegli stessi discepoli.

Oggi prego per essere testimone di un cristianesimo meno dogmatico e cerebrale, ma più empatico e contagioso.
Amen.

#Maleficent

Mirra: resina gommosa molto aromatica, usata anticamente nei riti di imbalsamazione.

...che regalo sciagurato per un neonato, sembra quello di Malefica alla bella addormentata: Maria deve aver fatto appello a tutta la sua Grazia per non tirarglielo in faccia.

La mirra sparisce poi dai Vangeli, per ricomparire proprio ai piedi della Croce, in forma di anestetico prima:

...e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

e poi, dopo la Tua morte, per il suo fine ultimo:

(Nicodemo) venne anch'egli, portando una mistura di mirra e d'aloe di circa cento libbre. 
Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi...

Cosa trovarono dunque Pietro e Giovanni quando entrarono nel sepolcro vuoto?
Che cosa li spinse a credere nella Risurrezione piuttosto che in un furto di cadavere?
Sospetto che sia stato proprio il profumo di mirra, emanato dalle bende e dal sudario vuoti, intenso al punto da fargli percepire la Tua presenza.

Benedetta allora quella mirra regalata a Betlemme, che non é presagio di morte da trattare con scaramanzia ma piuttosto celebrazione definitiva del mistero dell'Incarnazione ed anticipo della Pasqua.

E dunque: buona Pasqua Epifania.