#adorare #accordare

A cosa serve la liturgia?
É indispensabile davvero parteciparvi  - in alcuni casi sottoporvisi - secondo L'antico precetto, o il comandamento di santificare le feste può essere inteso in senso più ampio?
La liturgia è Sacra in sé, o é piuttosto uno strumento, pur formidabile, pur affinato nei millenni, che accosta al Sacro?

In fin dei conti, la liturgia è il mezzo o è il fine?

Per conto mio, prima di adorare - letteralmente 'portare alla bocca" - dovremmo accordare - letteralmente 'portare al cuore'.
Alla liturgia dovremmo arrivare per "decantazione" ed evaporazione a partire dal cuore; non ho evidenze del processo inverso, quello per cui - a forza di ripetere - dalla bocca si riesca a fare breccia in atrii e ventricoli.

Questo popolo mi onora con le labbra, ma tiene il suo cuore lontano

Faccio memoria di Salvatore, e di altre persone come lui allergiche alle liturgie ma dal cuore prossimo a quello di Dio.



#compromettere

Ai discepoli che tra di loro mormorano:
Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?

Rispondi durissimamente:
Questo vi scanadalizza?...
Forse anche voi volete andarvene?


Mi rimbomba in testa la parola "#compromettere", letteralmente promettere insieme.
Da una parte chiedi ai discepoli ed a chi legge la Parola oggi di esporsi, di dichiarare apertamente da che parte sta.
Dall'altra chiarisci di non essere disposto ad elomosinare "follower" o a mercanteggiare sostenitori.

Ci chiedi di comprometterci, senza compromessi.

#VirgoRemittens

Cosa fa Eva?
Stacca il frutto dall'albero proibito, quello della conoscenza del bene e del male.
Stacca l'Umanità da Dio optando per il libero arbitrio.

Cosa c'entra Tua Madre?
Maria rimette la colpa di Eva.
Maria, incurante della probabile lapidazione per adulterio a cui si espone, esclama: 

Eccomi, sono la serva del Signore:
avvenga di me quello che hai detto

Maria rimette il frutto sull'albero, rinuncia alla facoltà di scelta in favore della fiducia nella Provvidenza.
Per questo motivo Maria appartiene all'Eden e per questo motivo il suo corpo non conosce la corruzione della morte, ma viene assunto in cielo.

Ai suoi infiniti titoli, propongo di aggiungere - se non c'è già - quello di #VirgoRemittens

#fame

Dopo lungo vagabondaggio per il deserto il popolo d'Israele formula una richiesta a ben vedere particolare.
Non chiede infatti che gli si mostri in modo chiaro la destinazione o che gli si spieghi con precisione quanto tempo ci vorrà a raggiungerla; chiede piuttosto cibo; anzi, più precisamente, chiede di non doversi preoccupare quotidianamente del suo sostentamento.
La Manna ricevuta nel deserto é la risposta a uno di quei capricci puerili che oggi nascono sul sedile di un auto in marcia verso le località di vacanza: quando Israele la reclama é ben lontano dall'età adulta.

É vero, Tu ci hai insegnato a chiedere: "dacci oggi il nostro pane quotidiano".
Ma ci hai anche detto più volte di saziare lo spirito almeno quanto il corpo.
Nell'età adulta in cui traghetti l'Umanità, dovremmo chiedere di darci oggi la nostra #fame quotidiana - quella spirituale, intendo - oltre che il pane con cui saziarla.

Io sono il pane della vita. 
I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

#marchiodifabbrica

Quando chiedo metà filone di pane, ogni volta spero che sia quella senza il bollino del panificio.

Probabilmente sbaglio, perché quel bollino non é soltanto una questione di marketing: quel bollino identifica il forno con il suo prodotto.
Come a dire: noi siamo questo stesso pane, nel bene e nel male, nella fragranza o nella insipienza.
Il bollino, ma farei meglio a dire il sigillo, sul pane racconta di una simbiosi tra opera ed operaio: non riconoscere l'essenza di questa associazione non può essere solo superficialità ma piuttosto é cattiveria gratuita.

Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato
(...)
Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame