#cuoreUsuratoDiMaria

Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

"Cuore Immacolato" mi ha sempre suscitato l'immagine di un soprammobile, un gingillo tirato a lucido ed esposto in bella vista.

Altro che questo è il cuore di Tua madre: è una macchina termica, un motore di mille cilindri e pistoni che continuamente sbuffa, ribolle, gira ad una frequenza elevatissima.

Propongo di istituire la devozione al #CuoreUsuratoDiMaria.


Con poco sforzo si legge impressa in filigrana su di esso la domanda delle domande:

Sarò capace di educare il Dio Uomo?

Ovvero, sarò capace di fare emergere la divinità che è in Lui quiescente?

Ne va prima di tutto del suo ruolo di madre e del bene di Te, suo figlio; in subordine, poi, del destino dell'umanità.


La stessa domanda la rivolgo a me genitore, a tutti i genitori ed a tutti gli educatori di bimbi magari meno prodigiosi, ma che palesemente custodiscono la medesima scintilla divina:

Sarò capace di fare emergere la divinità che è in lui quiescente?

Che questo si realizzi nel 2023 e negli anni a venire.

Auguri.

#senzaIndugio

A Maria viene chiesto di scegliere la notizia più bella del mondo - la gravidanza - ma anche la più pericolosa, quella che la espone all'abbandono ed alla lapidazione.

A Giuseppe viene chiesto di accettare la sua promessa sposa, incinta non del suo seme, ed anche quel Bambino, facendogli da padre putativo.
(...essere padre del Dio uomo, che solo a pensarci da le vertigini...)

Ai pastori viene chiesto di adorare il Salvatore che é nato per loro, del quale probabilmente non avvertivano la necessità, esponendosi alle ritorsioni di Erode.

#SenzaIndugio
Così é scritto della risposta dei pastori, e così pure risposero Maria e Giuseppe, senza nemmeno il tempo di consultarsi tra loro .

La notizia dell'Incarnazione non ammette adesioni tiepide o titubanti.
A chi non ha paura di compromettersi, senza compromessi:
Auguri di Buon Natale!

#paternità

Nel mio cerchio di conoscenze mi pare che il percorso verso la paternità assuma sempre le traiettorie più improbabili: chi lo cerca come un nuovo stimolo in un momento quiescente, chi intende rilanciare un rapporto malmesso, chi accetta un figlio come una sorta di ragionevole compromesso e perfino chi, come il Tuo padre terreno, se lo vede piombare tra capo e collo all'improvviso.

Diversamente da quanto avviene all'altro sesso, rarissimamente ho visto manifestarsi una richiesta chiara e conclamata di paternità.
Noi maschi tendiamo più che altro a scivolare nella paternità, salvo poi scoprire che é l'esperienza più esaltante del mondo, oltre che di gran lunga la più complessa.

E siccome Tu conosci a fondo la natura umana, sono certo che non ce l'avrai con Giuseppe per aver pensato per un istante di mollare tutto e tutti.
Anzi, più forte gli vorrai bene per avere ascoltato l'angelo:

Giuseppe (...) non temere di prendere con te 

Non temiamo di prendere con noi.
Lo dico a me stesso, a tutti i padri e a tutti coloro che - per le strade più impervie - si accingono ad esserlo.
Non temiamo di farci casa, di caricarci qualcuno sulle spalle per un pezzo di strada.
Non temiamo di fare spazio nella nostra vita, anche a costo di dover mettere da parte o buttare cose a cui teniamo.
Non aggrappiamoci testardamente ad un'adolescenza che già non c'è più e che non tornerà.

Perderemo libertà personale, lo anticipo.
Perderemo tempo per noi stessi, lo ammetto.
Perderemo la leggerezza che può dare la mancanza di responsabilità.

Tutte queste cose lasciamole pure a Peter Pan.
C'è l'esperienza più bella del mondo da guadagnare.



(In risposta a podcast su bimbi paragonati ad animali da compagnia)

#evangelizzazione

(Giovanni) mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?».


Non mi torna questa domanda.

Che senso ha questa fretta -  dobbiamo attenderne un altro? - da parte di uno che è in attesa di essere giustiziato e che nemmeno sa se sarà ancora vivo quando torneranno i suoi con la risposta?

E ancora: a Giovanni, Tuo cugino e coetaneo, cresciuto con Te, viene in mente questa domanda cruciale solo adesso, un minuto prima della sua fine?

Non sarebbe stato preferibile che il Battista si fosse mostrato meno titubante davanti ai suoi discepoli?

Non gli ha detto sua madre che lui per primo tra gli esseri umani ha riconosciuto la Tua divinità, prima ancora che entrambi veniste alla luce?

Non ricorda più la Gloria manifestatasi al Giordano?

Ora delle due l'una: o Giovanni è terrorizzato dalla morte - e può ben essere il caso, anche se non mi pare si sposi con la figura di predicatore rude e risoluto che trasmettono i Vangeli - o ci deve essere sotto dell'altro.

E più precisamente Giovanni sta trasmettendo ai suoi discepoli l'Evangelizzazione.

Che non ha nulla a che fare con le televendite e non è una gara a far sembrare il prodotto - che poi saresti Tu - appetibile o indispensabile.

L'Evangelizzazione andrebbe fatta proprio così: io vi faccio vedere dov'è Cristo, vi dico come incontrarlo... il resto chiedetelo a Lui!

#catalizzatore

Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre.

É un bene avere radici grosse e profonde: permettono di pescare in profondità, di attingere più riccamente alla Grazia.

Ma il fine ultimo è quello di portare la Grazia ai rami è produrre frutti: diversamente si stanno solo sottraendo risorse a chi è più efficace di noi.

Non basta attingere alla Grazia, bisogna #catalizzarla: questo é il messaggio del Battista.

#grappoli

Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato.
Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.

Io dico che invece non andrà così.
O almeno, non in maniera così casuale.
Non senza lasciare a ciascuno aperto uno spiraglio di salvezza.

Dico che verremo su a #grappoli.
Dico che se almeno uno degli uomini nel campo avesse intercesso per l'altro come fece Abramo per gli abitanti di Sodoma, entrambi sarebbero stati salvati.
E dico pure che se almeno una delle due donne alla mola avesse amato il suo Prossimo, cioè l'altra, non avrebbe accettato una salvezza parziale.

No, non posso credere che verrà reciso nessun legame di Prossimità.
"Alla fine della vita saremo giudicati sull'
Amore".

#paralisi

Il popolo stava a guardare.

Capita così anche a me, la #paralisi.

É chiaro che quello a cui assisto é sbagliato, come lo era per quelli che si trovavano davanti a Te messo in Croce.

É evidente l'errore, il torto.
É inevitabile aspettarsi una reazione, un urlo, uno schiaffo, un segnale pure minimo di rivolta.
Invece #paralisi.

Solo uno é capace dello scatto necessario e - non a caso - é quello condannato alla tua stessa pena.
Vince la paralisi quel solo che sente quello che Tu senti - συμπἀθεια.

Non abbandonarmi nella mia #paralisi: aiutami a sperimentare συμπἀθεια verso il Prossimo, fino ad urlare per lui.

#perduto

...(sono) venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Quante volte ricorre il verbo cercare nei Vangeli?
Cerca la donna che ha perso la monetina di poco valore finché non la trova.
Cerca la pecora smarrita il pastore, mettendo a rischio le altre novantanove.
Qui dici espressamente che cercare e salvare ciò che era perduto é il fine ultimo della Tua venuta.

Riassumendo i Vangeli in un messaggio universale di speranza a chi si sente perduto, a chi non si ritiene all'altezza, a chi é incapace di superare i propri errori, non sbaglieremmo poi di molto.

#giustificare

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra se...

Prega tra se, il fariseo di cui racconti; Dio é spettatore del suo monologo.
Non si capisce neanche bene cosa sia andato a fare al tempio: non è certamente lì per incontrare il Prossimo, ma piuttosto per servirsene a suo tornaconto, denigrando tutti indistintamente stando in piedi, guardandoli dall'alto in basso dunque.
Il fariseo é fuori dal mondo perché se ne sente superiore, mentre in realtà si rinchiude con le sue stesse mani in una prigione dorata di solitudine.

Quanti ne conosco di questi farisei!
Quanto sono abili a raccontarsi una versione verosimile della realtà in cui c'è spazio solo per i propri successi e non per le proprie miserie, solitamente derubricate a torti subiti da questo o da quel pubblicano!
E quanto rapidamente quella versione prende il posto della realtà nella testa del fariseo, fino a sostituirla del tutto!

A ben vedere la spocchia con cui il fariseo tratta il Prossimo fa quasi tenerezza, perché muove dal tentativo maldestro e disperato di #giustificare le proprie miserie, sminuendole o ascrivendone le cause ad altri.

Questo mi pare essere il punto cruciale della vicenda: a chi chiedo di giustificare le mie miserie ed i miei fallimenti?
A me stesso, magari inventando storie fantastiche e denigrando gli altri?
E allora non sono migliore del fariseo.

Oppure ho la forza di guardare in faccia la mia vita, tutta - successi e fallimenti, ricchezze e miserie - ed affidarla a Dio, come il pubblicano?

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: 
O Dio, abbi pietà di me peccatore.

E allora ci penserà Lui a giustificare me...

Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato

#leRagioniDellaVedova

Toccherebbe conoscere #leRagioniDellaVedova che insistentemente chiede al giudice di farle giustizia nei confronti del suo avversario.
Bisognerebbe sapere se é animata effettivamente dalla disperazione del misero, come sembrerebbe, o piuttosto da un desiderio di vendetta per qualche torto che ritiene di aver subito; o anche, verosimilmente, da una miscela dei due stati d'animo, variabile in funzione dei giorni e dello stato di necessità.

Capita similmente anche a me di formulare preghiere storte, di farmi scappare dal cuore cose che avrei dovuto trattenere, di invocare talvolta la revoca di alcune richieste, di chiedermi a posteriori se le mie invocazioni - esaudite o meno - fossero non dico buone ma giuste.

poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia

decide il giudice della parabola.
Il che non vuol dire che accoglierà tutte le richieste della donna tal quali, ma che affronterà il caso e deciderà secondo coscienza.

Questo mi solleva: affido anche le mie preghiere storte, ondivaghe e discordi all'analisi del Giudice che, ascoltandole tutte, deciderá secondo giustizia.

#ortodossia

La tua fede ti ha salvato

Dei dieci lebbrosi che sono venuti a cercarTi, solo al Samaritano che torna indietro a ringraziarTi aggiungi questa glossa.
Per gli altri lasci intendere che hai dovuto sopperire con la Tua Misericordia, perché alla fine tutti sono guariti.
Né é la gratitudine ad aver salvato quel poveraccio, ma espressamente la sua fede.

Di che fede parli, dunque?
I Samaritani professano una confessione mal digerita dai Giudei: ci vuole una piaga potente come la lebbra per trovare traccia di un gruppo in cui gli uni si mescolano agli altri.
Quella di quel poveraccio é una fede storta, arrugginita, per niente ortodossa.

Eppure nel suo tornare a ringraziare Te, maestro di scuola Giudaica, si scorge un ecumenismo ed un'apertura al Prossimo sconosciuta agli altri.

Benedici ugualmente la mia fede claudicante ed incostante e - insieme - aiutami a scavalcare di continuo gli argini di ortodossia oltre i quali talvolta confino il mio Prossimo.

#inutile

A quelli che, avendo un granello di fede, sono capaci di
dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare

venendo esauditi, dici a chiare lettere
siete servi inutili!

Ed io, che nemmeno mi azzardo a chiedere ad una foglia ingiallita di cadere a terra, che servo sono?
A che servo?

Oppure, finalmente, dovró imparare a gioire del servizio (minimo) che presto, senza usare l'utilità come una metrica.

Spendo molto - troppo - tempo chiedendomi in che misura sia necessario il mio aiuto al Prossimo e come fare per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo
Invece dovrei servire incessantemente, a testa bassa.
E, quando finito, ricominciare a servire daccapo, col solo scopo di farlo con tutto me stesso.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?

#abisso

.. oltretutto tra noi e voi è stabilito un grande #abisso...

Come si è stabilita la separazione che nell'aldilà divide il ricco signore da Lazzaro, il mendicante che - in vita -aspettava invano alla sua porta un gesto di carità?
Si è generata post mortem in una sorta di contrappasso dantesco?
O non si é piuttosto generata in vita, per effetto del disinteresse del ricco verso il povero?
E davvero le pene che subisce il ricco sono confinate nell'aldilà o anche l'aldiqua è stato - non voglio dire infelice ma almeno - mancante, incompleto?

Ho scritto altrove che probabilmente il ricco non si sarà nemmeno accorto in vita di Lazzaro alla sua porta.
A volte così si produce una frattura: alimentando una piccola crepa con disinteresse ed incuria.

Mi fermo a contemplare i fossati che mi circondano, il prossimo delle cui necessità non mi accorgo o mi disinteresso, e provo pena per entrambi.

Scenda su di me la parola di Isaia:

Appianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in pianura.

#SuspiciousMind

C'era un uomo ricco...

Quel tale, sulla base di alcune illazioni, affidandosi al solo "sentito dire", sceglie di convocare l'amministratore dei suoi beni e licenziarlo.

Ragiona, quel padrone, con la mentalità del sospetto.
Lo stesso fa chi nella coppia - senza particolari motivi - inizia a controllare, magari di nascosto, il cellulare del partner.
Ugualmente si comporta il datore di lavoro che preferisce avere i dipendenti in ufficio, dove può ben vederli, anziché a lavorare da remoto, dove i suoi occhi e le sue telecamere non possono arrivare.
O come quello che si ritiene più vessato tra i fratelli a cui spetta un'eredità, che briga per accaparrarsene la parte che ritiene migliore.

Purtroppo la mentalità del sospetto porta inevitabilmente a fregarsi con le mani proprie.
Ride amaro quel padrone quando scopre che l'amministratore, appreso del suo licenziamento, ha chiamato i debitori condonandogli parte del debito: non tanto - direi - per la perdita economica ma per aver capito troppo tardi il valore di quel suo dipendente.

Il padrone lodò quell'amministratore disonesto perchè aveva agito con scaltrezza.

Succede sempre così, in continuazione.
Forse perchè le energie spese a sospettare avrebbero potuto essere spese più costruttivamente.
O forse perchè il sospetto, anche se occultato, produce una puzza chiaramente percepibile dallàaltro sotto forma di mancanza di fiducia.

"We can't go on together / with #SuspiciousMind" cantava Elvis, non proprio uno stinco di santo...
A me pare esattamente così: non si va avanti con la mentalità del sospetto, nè insieme nè singolarmente.



#numerificazione

Da ingegnere, ancor prima da persona appassionata di scienza e tecnologia, dico che è terrificante il processo di #numerificazione al quale stiamo assistendo e che ci tocca individualmente.

Pensiamo di essere persone con un vissuto da condividere, con dei talenti più o meno spiccati, con esigenze specifiche ed invece su scala appena più larga - basta mettersi nel punto di vista di un quartiere di una grande città o di un comune di medie dimensioni - siamo piuttosto rappresentati da un tasso di crescita, da indici di consumo di beni e servizi e da altri indicatori demografici.

Perfino sui social, sui quali ci siamo rifugiati pensando ad essi come ad uno spazio in cui dare libero sfogo - talvolta eccessivo - ad ogni sfaccettatura della nostra personalità, siamo presto stati riassunti in metriche, numero di follows, numero di 'Mi piace' dati o ricevuti.

Il che non è un male in se FINO A CHE non si scambiano quei numeri per la realtà stessa, rinunciando al 'drill-down', ovvero all'esercizio di scendere dal numero aggregato al dettaglio per verificare se davvero, ad esempio, ad un aumento della spesa pro-capite corrisponde un maggior benessere dell'individuo e se ciò indichi davvero, in fin dei conti, una sua maggiore felicità.

Di fronte a tutto questo mi viene da creder più forte in Te, che suggerisci di lasciare le novantanove pecore e cercare quella fuggita.

Il che vuol dire, tra l'altro, che sai esattamente come è fatta, di che colore ha il manto ed in che modo bela... magari hai pure già un'idea del pasticcio nel quale si sarà cacciata stavolta.

Dona ancora questa capacità della quale abbiamo bisogno enorme: prima di guardare ai numeri ed alle statistiche, aiutaci a guardare le facce delle persone, una ad una.

Perché in fin dei conti è molto più semplice amare sommariamente una massa riassunta per sommi capi da qualche numero piuttosto che amare ciascun Prossimo, in persona.

#NumeroChiuso

Signore, sono pochi quelli che si salvano?

Viene a volte la tentazione dell'elitarismo, come se l'appartenere ad una cerchia ristretta di persone fosse di per se un merito.

Può accadere perfino con la fede, quasi che volessimo chiederTi di fare entrare noi tra gli eletti e subito dopo di chiudere la porta.

Vorremmo forse un Paradiso a #NumeroChiuso.

Chiederò invece al mio fratello capace di entrare, una volta dentro, di mettere un piede davanti alla porta stretta perchè non si chiuda e - a due mani, a viva forza - cercare di far entrare me e gli altri, ché da soli non riusciamo.

E soprattutto, se mai dovessi entrare, mi impegno a fare lo stesso con chi è fuori.

Perchè la porta stretta ha una particolarità: ci si passa solo tenendosi per mano.

#cuoreDiElio

Dove è il vostro tesoro lì sarà il vostro cuore

E dove è il mio cuore?
È un cuore che si affanna a star dietro alla routine quotidiana con i suoi mille problemi?
È un cuore stanco, disilluso, amareggiato?
È un cuore incattivito, un cuore di piombo?

O è forse un cuore che conserva ancora lo slancio per superare quei problemi, senza minimizzarli ma avendo ben presente che c'è altro oltre di essi?
È un cuore capace ancora di saltare oltre le nuvole ed affacciarsi nei cieli?
È forse un #cuoreDiElio?

Fatevi un tesoro inesauribile nei cieli...
perché dove è il vostro tesoro lì sarà il vostro cuore

#spettinati

Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità

Mi metto comodo e mi preparo a gustarmi la paternale a quel fratello ingiusto.
E invece:

Chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?

Se leggessimo i Vangeli con meno preconcetti, ci lascerebbero #spettinati come sono io adesso.

#perfetta

Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse:

«Signore, insegnaci a pregare»

Segue la prima formulazione del Padre Nostro, la preghiera più diffusa tra i cristiani, una sorta di carta dei principi di base della nostra fede.

Eppure quelle parole così importanti non ci sarebbero mai arrivate se uno dei discepoli non Ti avesse visto pregare e avesse voluto seguire il Tuo esempio.

"Voglio imparare a fare anche io questa cosa che Ti ho visto fare adesso!" sembra chiedere il discepolo come fa il bimbo con il genitore.

Ogni parola del Padre Nostro è pregna di significato ed offre spunti di riflessione infiniti: sembrerebbe il frutto di un percorso di meditazione durato anni - o forse decenni - alla fine del quale hai scelto di consegnarci la preghiera #perfetta.

Invece è bene ricordare che quella preghiera viene formulata in maniera spontanea, in un momento in cui sei quasi preso "in contropiede".

Questo, a parer mio, aggiunge valore a quelle parole perchè ne sancisce innegabilmente la sincerità e l'aderenza alla Tua vita quotidiana.

La preghiera è #perfetta non se segue una liturgia impeccabile o se ripetuta meccanicamente dieci, cento, mille volte, ma solo se è davvero tutt'uno con la vita stessa dell'orante.

#BuonoNonBasta

Nella commedia che ogni giorno va in scena possiamo sceglierci il ruolo che più si adatta alla nostra indole e alle nostre capacità: dipende solo da noi e da nessun altro.

Marta si é scelta una parte buona, encomiabile: é una donna pia ed operosa.
Appena Ti vede, Ti invita ad entrare; poco dopo é già all'opera con le faccende domestiche.

La sua é una parte buona, appunto, ma non la migliore.

Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. 
Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta

Aiutami, Ti prego, a non accontentarmi, a non essere indulgente con me stesso e a migliorarmi, continuamente, perché #BuonoNonBasta, occorre essere migliore!

#comeSeStesso

Due su tre di quelli che vedono l'uomo mezzo morto a terra dopo essere stato picchiato dai briganti, semplicemente cambiano strada.

Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione.
Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.
Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.

Non c'è traccia di nessuna richiesta da parte del moribondo, così come non è contemplato il caso di chi, passando, offre generiche parole di conforto o una sommaria consolazione e poi va via.

Ho scritto altrove - e lo confermo - che il primo passo per amare il prossimo é accorgersi che esiste.
Ma questo non basta.
Anzi, non è nemmeno l'inizio.

O il Prossimo lo si ama senza misurare gli sforzi, senza alcun tornaconto - #comeSeStesso appunto - o, in fin dei conti, non lo si ama affatto.

#diLottaEdiGoverno

Se è vero che
Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio

bisogna pur riconoscere, con il vecchio adagio che "'e chiacchiere nun riegnono 'a panza", cioè che con le chiacchiere non ci si sfama.

Mandali a casa quei cinquemila che sono venuti ad ascoltarti sulla montagna: nessuno si risentirà, nessuno Te ne chiederà conto.

Invece:
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare»

Parola ed Eucaristia sono un gesto unico, inscindibile, già l'ho detto.
E così dovrebbero esserlo predicazione e azione caritatevole verso il prossimo.

Il Cristianesimo in senso autentico è #diLottaEdiGoverno.

#ponti

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso

Cosa mi manca, Signore?
Spalle forti e robuste, muscoli pronti ed allenati?
Come saprò quando sarò in grado?
Dovrò risolvere qualche calcolo complicato di ingegneria strutturale?

Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera

Ho scritto altrove che lo Spirito in ciascuno di noi costantemente Si sporge alla ricerca di Se Stesso nel Prossimo.
Quando finalmente Si incontra, lo Spirito si fa pontefice, ovvero costruisce il ponte.

Guardo gli acquedotti vicino casa che resistono da millenni e capisco che  essere capaci di portare il peso non dipende dai muscoli del singolo, ma dalla quantità di ponti ed archi che abbiamo permesso allo Spirito di costruire.

E aggiungo un'ultima cosa.
Funziona ugualmente anche per Dio.
Attraverso lo Spirito costruisce il Ponte con Te, il Figlio, e tramite Te con noi.
Questa cosa la chiamo Trinità, della quale oggi festeggio la solennità.

#assenza

A scuola insegnano che il contrario di presenza é assenza.

Più avanti si impara che alcune assenze riempiono le pause di discorsi, sono quasi tangibili in certi posti o in determinate occasioni.

"L'assenza é presenza" dice il giovane Papa della serie omonima diretta da Sorrentino.

Ascendi al cielo, ma lasci un assenza fitta e densa.

Di questo voi siete testimoni...

#NonDemandare

Ancora per poco sono con voi:

voi mi cercherete ma (...) dove vado io voi non potete venire.


Mi sono chiesto a volte che senso abbia che la Tua predicazione sia durata solo 3 anni.

Chi è cristiano professa che la storia della salvezza di tutto il creato, partendo dalla notte dei tempi fino alla nuova venuta di cui ci hai parlato, si regge su soli 3 anni di predicazione.

Certamente abbiamo ricevuto lo Spirito e costituito la Chiesa; certamente Ti troviamo nell'Eucarestia e possiamo attingere ai Vangeli; certamente - però - godere della Tua presenza fisica sarebbe stata altra cosa.


Non potete venire.

Come a dire: "Avete tutti gli strumenti, adesso tocca voi".

Come a prendermi per un orecchio e dirmi: "Smetti di lamentarti, smetti di tirarmi in ballo per giustificare la tua pigrizia e la tua indolenza: adesso tocca a te!"

E se qualcuno potrà obiettare che Tu stesso ci hai detto di chiedere la Padre, anche con insistenza, io a mia volta chiarirò la differenza tra pregare dopo aver profuso ogni sforzo e demandare a Dio attendendo in maniera inerte.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano

e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori

dovremmo recitare tutto d'un fiato, allegando alla richiesta anche le voci di bilancio attive e passive quotidiane.


Sospetto che sulle tavole della legge, prima ancora dei comandamenti fosse impresso:

"Comandamento numero zero: non demandare a Dio ciò che invece è compito tuo"

#infantile

Si aprono le porte del nido e, prima ancora di veder spuntare la testa di mia figlia, si sente per il corridoio:
"Eccolo, il mio grandissimo papi!"
La gioia che quella frase accende la conoscono solo i genitori.

Mentre parli della Tua missione di pastore, dici così:
Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.

In questo sicuramente manco, nella capacità di porre fiducia in maniera #infantile nel Padre.
Mi sforzerò di lasciare ad altri il beneficio di fedi senescenti, ponderate, in cui ogni centimetro della dottrina é preventivamente sottoposto a minuziosa analisi per favorire piuttosto slanci di entusiasmo puerile, perché é di quelli che giosce il cuore del Padre.

Ti ringrazio, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose
ai grandi e ai sapienti
e le hai fatte conoscere ai piccoli.

#continuamente

Beati quelli che pur non avendo visto crederanno

Io non sono tra questi, Signore.
Adesso credo, ma tra un minuto dubito, inciampo, mi distraggo.
Come Tommaso ho bisogno di toccare; solo che a me occorre continuamente.
Come farò allora a credere, senza che Tu Ti debba rivelare ogni giorno, ogni minuto?

Dovrò procedere per procura.
Aiutami a non distogliere mai lo sguardo dalle ferite del prossimo, perché ogni singola piaga contiene tutte le ferite di tutta l'Umanità, e dunque anche le Tue.

E concedimi anche, parimenti, di mostrare continuamente le mie piaghe al prossimo - piccole o grandi che siano - non per ricevere commiserazione ma per testimoniare fratellanza nella sofferenza e fiducia nella guarigione.

#NellaCarne

Dal sepolcro esce lo stesso corpo che vi é entrato.
Le mani ed i piedi bucati ed il costato perforato sono offerti a Tommaso, perché attraverso di essi Ti riconosca.
E parimenti posso pensare che la schiena recasse ancora i segni della flagellazione, il capo le spine della corona, le spalle le schegge della croce.
Non scegli di mostrarTi trasfigurato, come sul Tabor, in candide vesti e con il volto radioso: i Tuoi non Ti riconosceranno dalla Gloria, ma dal dolore che hai patito, così intenso da diventare un tratto fisiognomico.

A chi ha la forza o la necessità di affrontare i segni lasciati dalle barbarie;
a chi riesce a guardare dentro le ferite per cercarvi tracce di Resurrezione;
a chi professa che al Male non spetta l'ultima parola, e combatte perché non gli tocchi neanche la penultima:
i miei sinceri auguri di buona Pasqua.

#laNuovaProcessione

Ho sognato una processione nuova.

C'erano in ciascuna fila vesti di colori diversi: nero, bianco, rosso, viola.

Qui e là, ma senza un ordine precostituito, si scorgeva uno scapolare destinato ai componenti del governo delle confraternite, una talare ed un rosario, una fascia tricolore, un pennacchio di qualche carabiniere in alta uniforme.

E poi un grande coro, una marea di persone - uomini, donne, ragazzi e bambini - che intonavano a strofe alterne il Miserere e gli altri inni che tutti conoscevano.

Ma la cosa più strana è che non erano i confratelli a portare in processione le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata ma, in una maniera che non saprei spiegare meglio, erano quelle statue a determinare la strada da seguire; come se tutti i partecipanti percepissero all'unisono la direzione da prendere su indicazione della Madre e del Figlio.

Proprio per questo motivo la processione faceva un cammino completamente diverso dal solito, per strade che io non conoscevo:

entrava in stazioni di frontiera dove i confratelli che per mandato secolare hanno incarico di soccorrere i pellegrini si fermavano ad assistere l'infinità di migranti all'addiaccio;

visitava ospedali sventrati dai bombardamenti nei quali i confratelli potevano applicare alla lettera lo statuto di assistere i malati;

attraversava strade distrutte e deserte dando sepoltura ai cadaveri abbandonati e conforto ai pochi sopravvissuti in grado di piangerli, ripetendo i gesti dei nostri antenati fondatori dei sodalizi.

Quando ogni migrante era stato soccorso, ogni malato accudito, ogni morto sepolto e ogni afflitto consolato, dal fondo della strada spuntava la fascia di chiusura, accompagnata dalla più universale, solenne e riconoscibile bandiera di tutti gli ultimi e gli oppressi, di ogni razza e nazione: la Croce.

Amen.

#unaSpada

"Quando vi ho mandato senza borsa, nè bisaccia, nè sandali: vi è forse mancato qualcosa?"

Risposero: "Nulla".

Riprese: "Ma ora chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha una spada, venda il mantello e ne compri una."


Sembra incredibile, ma sono parole Tue.

Più precisamente sono le ultime indicazioni ai Tuoi - quelle definitive - consegnate tra l'ultima cena e l'arresto nell'orto degli ulivi.


Perchè quelli che prima mandavi in avanscoperta senza alcuna provvista ora dovrebbero procurarsi borsa e bisaccia? Forse che coloro che prima gli offrivano il pane adesso glielo negheranno?

E perchè inviti a vendere il mantello in cambio di una spada?  Davvero il rischio di essere aggrediti supererà la necessità di scaldarsi?

Che cosa è cambiato rispetto a - tutto sommato - poco tempo prima?

Che ora è questa che si prepara?


E' scritto poco dopo:

Ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre.


Lo vedo il Male, qui ed ora.

E' così denso che potrei tagliarlo a fette.

Agisce con metodo minuzioso, con strategia militare: fiacca fino allo sfinimento su un versante e poi, quando sanguinosamente si è riusciti ad organizzare un barlume di difesa, concede perfino una breve percezione di temporaneo sollievo, ma poi riparte attaccando altrove in maniera più pericolosa e più violenta.

Il Male gioca con l'obiettivo di annullarci psicologicamente, di rinchiuderci in quello stato di lockdown esistenziale per cui se una cosa non ci tocca individualmente allora non ci riguarda, perchè già si fa troppa fatica a difendere il proprio da soli.

Tu qui proponi lo schema contrario: procuriamoci ogni strumento utile per affrontare il Male che incombe, purchè non si fermi l'evangelizzazione e purché si continui a cercare il prossimo per soccorrerlo e per cercare di far fronte comune.

Non c'è altra possibilità all'infuori di questa.

Anzi, non c'è altra Salvezza.


Chi non ha una spada, venda il mantello e ne compri una.

#upPatriotsToArms

#RaccoglitoriDiSassi

Scopro solo oggi che, secondo la Torah, i primi a scagliare la pietra in caso di lapidazione dovevano essere i testimoni del reato di omicidio, di idolatria o di adulterio, come nel caso che Ti sottopongono i farisei.
Probabilmente era un invito ad un esame di coscienza approfondito prima di muovere accuse dalle conseguenze potenzialmente letali.

Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra
assume nuovo significato, che va oltre la metafora della trave e della pagliuzza:
Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?

In questo contesto Tu ti rivolgi a chi si era proposto come testimone chiedendo:
Dove stavi guardando?
Con che intenzione?
Con intenzione benevola verso quella donna?
Con l'intenzione di correggerla in privato al primo tentennamento?
O piuttosto la scrutavi da lontano, lasciando che le cose andassero a rotoli, e intanto preparavi già i tuoi sassi?

Esisteva allora - ed esiste ancora oggi - un esercito silente di raccoglitori di pietre, passanti apparentemente distratti, pronti ad unirsi alla sassaiola appena si sia identificato - a torto o a ragione - un capro espiatorio.
Si badi bene, a torto o a ragione; perché seppure si potesse vantare una qualche evidente ragione, nulla giustifica la lapidazione.

A questo esercito così folto occorre rispondere con forza, utilizzando l'unica arma consentita: la carità.
É senza peccato chi le prova tutte per salvare il prossimo quando é in difficoltà.
É senza peccato chi prova a disinnescare il Male sul nascere, senza aspettare il corso degli eventi.
É senza peccato chi soccorre, non chi condanna.
#UpPatriotsToArms

#PerdònoVsCondono

 In questi giorni ho scoperto una cosa importante, direi fondamentale, nella parabola del figliuol prodigo.

E dire che l'avevo sotto gli occhi ma per pigrizia o per abitudine non l'avevo mai messa a fuoco così chiaramente.


La storia è nota: uno dei due figli chiede al padre la sua parte di eredità e si mette in viaggio per un paese lontano, dove  sperpera tutti i suoi beni; trovandosi allora nell'indigenza decide di tornare dal padre e di proporsi a lui come operaio.

Il padre lo scorge arrivare da lontano e gli corre incontro, lo abbraccia, lo bacia e poi prepara un banchetto per far festa.

Ma la parabola continua, ed è in questa seconda parte che ho trovato il punto di cui parlavo.

L'altro figlio apprende del ritorno del fratello e si mette sulla difensiva: è evidente che si sta chiedendo se può ritenersi ancora l'unico erede o se al fratello sarà condonato lo sperpero e verrà in qualche misura reinserito nell'asse ereditario.

Il padre allora gioca di anticipo e fuga ogni dubbio:

Figlio, tu sei sempre con me

e ciò che è mio è tuo...

Si faccia stasera festa per il figlio ritrovato, ma ciò che è mio è tuo, e di nessun altro...

La misericordia non può sconfinare nell'ingiustizia; il perdono non ha nulla a che fare col condono.

Si condona mettendo il torto sotto il tappeto, facendo finta di non averlo mai ricevuto - "scurdammoce o' passato" per dirla con la canzone.

Ma il passato presto o tardi si riaffaccia e presenta il conto.


Il perdono è invece l'esatto contrario: consiste nell' esercizio di guardare in faccia quotidianamente al torto subito, senza mai perderlo di vista, e di avere la forza di andare oltre di esso in vista di un bene superiore.


In tempi di corsa alle armi di distruzione di massa, direi che il perdono è invece un'arma di pacificazione di coppia, perchè inevitabilmente affinchè si inneschi il perdono bisogna essere in due.


#upPatriotsToArms

#upPatriotsToArms_2

Possiamo piangerci addosso.

Possiamo prendercela con la cattiva sorte e cadere nel più inerte fatalismo finendo, presto o tardi, per comparare la nostra vita a quella degli altri.

Inevitabilmente riusciremmo a trovare appigli per alimentare l'invidia e la recriminazione, allontanandoci da quel prossimo che invece dovremmo amare.


Vengono a dirTi che Pilato ha ucciso dei sacerdoti Giudei mentre celebravano sacrifici.

Forse è una provocazione per farti prendere posizione contro Roma o forse cercano solo qualcun altro che si aggreghi al coro delle lamentazioni.

La Tua risposta è shockante:

Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?  No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Che vuoi dire? Che se si fossero convertiti Pilato non li avrebbe uccisi ugualmente?

Convertirsi da che, poi? Quelli non stavano facendo nulla di male...

E cosa c'entrano poi

quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise: credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?


Mi pare che siamo davanti alla pagina più fraintesa di tutti i Vangeli.

Credo che chi debba essere oggetto di conversione siano quelle persone che ti raccontano questi fatti, non i loro protagonisti: smettessero di piangersi addosso, la finissero di porre in relazione gli avvenimenti contrari con questa o quella colpa, vera o presunta.

Usassero il loro tempo per vivere anzichè per cercare sistemi per allontanare la morte: si avvicinassero al prossimo anzichè allontanarsene.


C'è una parabola alla fine di questo brano.

Racconti del padrone di una vigna che - stufo di un fico che non da frutti - chiede al vignaiolo di abbatterlo; e il vignaiolo risponde così

Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai

Fine.

Cosa è successo l'anno seguente? Quell'albero ha giovato delle cure del vignaiolo?

Non ci hai consegnato la risposta: e lo hai fatto per sottolineare che è essenziale mettersi all'opera spendendosi per il bene, a prescindere dai risultati che verranno.

Ne sono sicuro.


#upPatriotsToArms

#upPatriotsToArms

...per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo.
Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. 
Allora il diavolo gli disse...

Il Male non si accontenta, non molla la presa, non indietreggia di un centimetro.
Anzi, se percepisce che l'avversario é in difficoltà é proprio allora che aggredisce più forte.
Dopo averci provato, invano, per 40 giorni, il Tentatore intuisce la Tua fame e sferra un nuovo attacco.
Non si può chiedere al Male una tregua, perché non conosce la misericordia.

Allo stesso modo non ci si può assuefare al Male: non si può cercare un compromesso, perché quel compromesso sarebbe solo il punto di partenza di una nuova trattativa al ribasso.
Né può essere considerata un'arma la resilienza: attendere in maniera inerte tempi migliori é precisamente quella ammissione di difficoltà che il Tentatore aspetta con ansia.

Nel 2001 sembrava che la fine del mondo sarebbe arrivata dalla minaccia terroristica.
in 20 anni si sono succedute crisi economiche su scala globale, disastri ambientali, pandemie planetarie ed ora la guerra alle porte di casa.
E questa non sarà l'ultima sciagura: il Male troverà il sistema di rilanciare in maniera più forte e cruenta.

Non per questo ci é dato di scoraggiarci.
Non é proprio possibile, se non vogliamo soccombere.
Organizziamoci, troviamo nuove forme e nuovi strumenti, perché ne avremo bisogno.

Occorre combattere il Male in maniera netta e risoluta, in ogni occasione - propizia e non propizia.
Occorre combattere la buona battaglia della fede, per dirla con le parole di San Paolo.

#upPatriotsToArms

#lasciareAndare

In questi giorni molto turbolenti per me e per la mia famiglia mi è venuta tante volte alla mente la parabola del figliol prodigo.

Che sciagura se il figlio minore non avesse chiesto di andar via!
Che disastro se si fosse accontentato di una routine quotidiana che gli stava stretta!
Come il fratello maggiore, avrebbe scaricato sul padre tutta la sua frustrazione alla prima avversità.

Parimenti: che disastro se il padre non l'avesse lasciato andare!
Che sciagura se l'avesse costretto a restare, facendo leva su doveri morali veri o presunti oppure sui sensi di colpa!
Avrebbe rinunciato alla gioia del ritorno del figlio in cambio della sua insoddisfazione quotidiana.

Così noi, genitori e figli, dobbiamo abituarci all'idea di essere chiamati a #lasciareAndare.
Il che non vuol dire abbandonarsi in maniera inerte al fatalismo, ma piuttosto l'esatto contrario: riempire i giorni che ci sono dati prima di quella chiamata di tutto il Bene possibile.

E poi, per chi ha una fede più grande della mia, attendere di rivederci.

In memoria di mio suocero, Antonino.

#PerfettiConosciuti

 - "Però una cosa importante l'ho imparata."

- "Cosa ?"

- "Saper disinnescare."

- "Cioè ?"

- "Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, è pure saggio. "


Questo è uno scambio di battute dal film Perfetti Sconosciuti, celebre sui social e periodicamente ripostato.

Si dovrebbe fare altrettanto con chi queste cose le aveva detta 2000 anni prima, estendendole dal rapporto di coppia al rapporto con il prossimo, di qualunque forma e specie

A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica

Il che - beninteso - non è buonismo di forma né elogio del martirio, ma piuttosto invoca almeno il tentativo di destabilizzare il malvagio utilizzando lo strumento del Bene gratuito.

Il Bene disinnesca il Male, dici.
Ma non è tutto:

Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo

Il Bene innesca anche il Bene.
Da parte di coloro che lo ricevono o da parte di chi non ci aspettiamo, ma questo ci garantisci: il Bene innesca il Bene; il Bene fatto prima o poi ritorna.

#AccadeLaFelicità

Questo è un tempo in cui la Felicità è sopravvalutata.
Pare che sia indispensabile ricercarla e se qualcuno si distrae un attimo, subito la melassa pubblicitaria che pervade le nostre vite lo richiama all'ordine.
Inoltre è opinione diffusa che la ricerca della Felicità personale sia sufficiente a giustificare comportamenti meschini, puerili o irresponsabili.

Ma io contesto proprio il principio: cercare la Felicità come le fragole in un bosco mi pare insensato.
Piuttosto la Felicità accade, come uno starnuto o come il singhiozzo, mentre si è impegnati a fare altro... o a non far nulla, talvolta: accade al parco mentre faccio le bolle di sapone per mia figlia oppure davanti al tramonto, cullati dallo sciabordio della risacca.
Accade a premio di un impegno profuso ma anche gratuitamente a fronte di nulla; anzi alle volte accade pure quando, a dispetto dello scarso impegno, non si incappa nei risultati scadenti che pure si meriterebbero.
Fatto sta che accade e non ha senso cercarla per vie artificiose o sintetiche: nessuno si sognerebbe di cercare di starnutire o di farsi venire un singulto.

Sollievo ai poveri - attenzione, ricchi!
Sollievo agli affamati - attenzione, sazi!
Sollievo ai perseguitati - attenzione, popolari!

Questo mi pare essere anche il pensiero di fondo delle Beatitudini: la Felicità accade; chi la sperimenta adesso ricordi che non dura in eterno, mentre chi non è felice sappia che verrà pure il suo turno.

Davvero beato chi è capace di surfare sugli alti e bassi della Felicità senza farsi schiavizzare dalla sua ricerca.

#cortese

Sono testimone di esistenze condotte come barche di ritorno dalla pesca accostate alla sponda, di giornate ritmate dallo stesso sonnacchioso sciabordio, di affidamento stanco e rassegnato a cavi di ormeggio ormai laceri.

Alle due barche di Genesaret non chiedi da subito di prendere il mare aperto, né prometti immediatamente il miracolo in cambio della fatica: piuttosto chiedi prima di scostarsi di poco, in un metro d'acqua.

La notizia che annoto questa domenica è quella di un Dio #cortese che, senza scendere a compromessi sulla radicalità del cambiamento che richiede, accetta che ciascuno lo maturi nei propri modi e nei propri tempi.

#verace

...ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Luca dichiara nel prologo le sue intenzioni: la sua ricerca conduce alla redazione di una collezione di eventi, come un filo di perle.

Sono storie di pescatori, di falegnami, di esattori delle tasse, di soldati e di un'infinità di ultimi: poveri, storpi, ciechi, lebbrosi...

Certamente ci sono anche storie di re, di pretori, di sommi sacerdoti, ma sempre considerati nella loro accezione più umana.

Ed anche le guarigioni miracolose e gli eventi umanamente inspiegabili che sono descritti non sono mai narrati per il mero gusto di produrre stupore come se si trattasse di numeri circensi, ma piuttosto sempre concorrono a rendere conto della solidità degli insegnamenti ricevuti.

Succede così con le vite dei santi, sia di quelli canonicizzati sia di tutti gli altri: guardandole nella loro completezza, ci si accorge che sono testimonianze #veraci, pur nelle loro umane imperfezioni.

Alcune vite davvero rendono conto, come il Vangelo di Luca, della solidità degli insegnamenti che hanno ricevuto.

In memoria di mia nonna, Clara.

#perBene

Mi è capitato nel periodo natalizio un fatto curioso: in un grande negozio di giocattoli c'era il banchetto di una notissima onlus che chiedeva un contributo economico per acquistare giocattoli per bambini indigenti.

Mi sono avvicinato ed ho chiesto se raccogliessero anche giocattoli usati, ovviamente in buono stato e preventivamente sterilizzati: mi è stato risposto che, per ragioni logistiche, non era possibile.

Nei giorni seguenti ho rivolto la stessa domanda ad altre associazioni benemerite: tutte hanno declinato l'offerta, per i più vari motivi.

Quando a Canaa Tua Madre chiede il Tuo intervento, le rispondi in malo modo:

Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora

E però subito dopo muti l'acqua in vino.

Dovrei imparare non solo a fare il bene, ma a farlo al momento giusto e nei modi più necessari ai bisognosi, non quando mi viene più comodo o nei modi più facilmente perseguibili, come nel caso delle Onlus a cui mi sono rivolto.

Dovrei imparare che non basta fare il bene, ma bisogna farlo #perBene.

#gliAltriMagi

Preghiera per gli altri Magi, quelli di cui non c'è traccia nelle scritture.

Quelli partiti troppo presto o troppo tardi o verso il posto sbagliato.
Quelli che hanno seguito un'altra stella.
Quelli sopraffatti dalla stanchezza lungo il viaggio.
Quelli che, portando doni altrettanto preziosi, sono stati assaliti dai predoni e, a mani vuote, hanno fatto marcia indietro.
Quelli che Erode ha accolto con minor benevolenza ed ha torturato e rinchiuso in prigione per avere informazioni su di Te.

Prego per loro - e per me tra di loro - perché pur non essendo benedetti dalla Tua visione, possiamo essere sempre capaci di distinguere chiaramente tra una sconfitta perseguita dopo aver profuso ogni sforzo ed un fallimento, che é cosa molto differente.



#senzaindugio

I pastori andarono senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, che giaceva nella mangiatoia.

Mi viene in mente la recentissima omelia del Papa sull' "inverno demografico" che stiamo vivendo, sulle coppie che vogliono "nessuno o un solo figlio".

La radice di questo comportamento é nella percezione radicata tra i più che un figlio sia un impedimento alle ambizioni personali, che alcuni - più o meno in buona fede - confondono con la felicità.
In rari casi si cerca di conciliare con improbabili equilibrismi le mansioni genitoriali e le proprie aspirazioni.
Tra genitori, poi, ci si intende come tra soldati in trincea.

Per invertire la rotta tracciata dall'inverno demografico occorre prima di tutto convertire i cuori.
Occorre che tutti - genitori e non - tornino a dare rilievo sociale ai bambini e restituiscano loro tutte quelle attenzioni alle quali oggi sopperiscono in malo modo videogiochi e social.
Occorrono servizi per i bambini, anche per quelli che non possono offrire profitto; soprattutto per loro occorre che si adoperi di più e meglio anche Santa Madre Chiesa, altrimenti si rischia di predicare bene e razzolare malissimo.

Vedremo il #solstizio quando, alla nascita di un bambino in qualunque luogo ed in qualunque condizione, torneremo TUTTI ad essere capaci, come i pastori, di accorrere senza indugio.

Che il 2022 possa essere l'anno dell'inversione di rotta... Auguri!!