#Turbamento

Maria trascorreva i suoi giorni tranquilla, nell'attesa di formare una famiglia con Giuseppe, prima di ricevere la visita dell'angelo.

Pure Zaccaria, l'anzianissimo padre del Battista, viveva con serena rassegnazione la paternità che fin a quel momento gli era sfuggita offrendo il suo servizio quotidiano al tempio, fino alla visita di Gabriele.

Ed i pastori si godevano una notte sapienzialmente placida, fino all'apparizione dell schiere celesti.


Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande spavento.


Tutte le manifestazioni angeliche dei vangeli sono accompagnate da enorme turbamento.

L'angelo che appare in sonno a Giuseppe, quando lui ha maturato le decisione definitiva e dolorosa di ripudiare Maria, scuote certamente il Tuo padre terreno dalle fondamenta.

Gli angeli sul sepolcro vuoto sconvolgono le guardie e perfino la pie donne, che li scambiano per tombaroli o malintenzionati.

Perfino nell'ora delle tenebre, nell'agonia dell'orto degli ulivi, abbandonato dai discepoli, resti solo in compagnia di un angelo.

Perchè forse occorre troppa fede - una fede disumana - per credere di poter concepire per opera dello Spirito Santo o per accettare quello stesso disegno; troppo ottimismo per pensare che il bimbo che giace nella mangiatoia sia davvero il Messia; troppa immaginazione per realizzare il mistero della Resurrezione; troppo Amore per immolarsi in favore dell'Umanità.

Eppure, proprio allora, facendo attenzione, riceviamo un gesto, una parola, talvolta solamente uno sguardo che ci sprona:

Non temere

è il saluto di tutti quegli angeli.

A tutti noi turbati e scossi, mentre rimpiangiamo una vita più comoda, mentre cerchiamo di convincerci di scelte sbagliate, mentre ci arrendiamo alla rassegnazione, arrivi quel saluto e con esso l'offerta di una prospettiva differente.

Buon Natale.

#BenedettiInciampi

Con un pizzico di malizia, propongo una lettura inconsueta delle richiesta che il Battista Ti fa pervenire mentre é in carcere: 

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?

Eppure lui stesso aveva visto i cieli aprirsi e lo Spirito scendere su di Te quando Ti ha battezzato. 
Eppure i suoi genitori gli avranno raccontato mille volte dei segni prodigiosi che hanno accompagnato il Tuo ed il suo concepimento. 

La richiesta di Giovanni, dunque, é davvero frutto di un dubbio tardivo?
Oppure Giovanni, sfinito dalla prigionia ed intuita la fine imminente, Ti sta chiedendo dell'altro? 

Magari lui aveva un'idea diversa di Messia; magari anche lui, come tanti del suo tempo, aspettava un rivoluzionario che guidasse la rivolta contro i romani.
Questa per lui é l'ultima chiamata, non ha altro tempo davanti: 

Sei Tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?

Questa mia lettura spericolata apre ad un'interpretazione inedita della Tua risposta:

Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:
i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito,
e beato colui che non si scandalizza di me.

Nessuno Ti tiri per la giacca; nessuno si azzardi a chiederTi di deviare dalla Tua missione, nemmeno Giovanni, il più grande tra i nati di donna.

In questo sei pietra di inciampo, ovvero di scandalo.
A tutti, magari perfino al Battista, capita di inciampare sopra di Te, di travisarTi, di accomodarTi ai propri bisogni e desideri.
Beato colui che non inciampa, certamente; ma benedetto pure l'inciampo, benedette le ginocchia sbucciate ed i lividi che mi ricordano di aver intrapreso percorsi sbagliati. 

#Preparare

A casa di mia nonna c'era una stanza perennemente chiusa: l'unica persona autorizzata all'accesso in condizioni ordinarie era la signora delle pulizie che aveva il compito di spolverare e assicurarsi che tutto fosse sempre in perfetto ordine. 
Era la stanza degli ospiti, l'unica zona proibita di una casa che - letteralmente - battevo palmo a palmo.

Preparate grida a squarciagola Isaia, e riecheggia il Battista secoli dopo.
Preparare per altri, senza tornaconto, é un esercizio in disuso, etichettato come perdita di tempo o perfino come segnale di mancanza di scaltrezza.

E cosa dovremmo preparare? 
Una strada nel deserto?
Da dove si comincia? 
Come si sceglie un percorso piuttosto che un altro proprio lí dove, per definizione, si é più liberi di muoversi? 
Da dove si comincia a scavare e con che spirito, consapevoli che le dune ed il vento cancelleranno di notte tutto il lavoro del giorno?

Eppure, preparare. 
Eppure, non rinunciare all'attesa, pure quando l'età avanza e le occasioni di aprire la stanza degli ospiti scarseggiano. 
Eppure, non lesinare nemmeno uno sforzo affinché, quando succederà l'incontro (...se succederà, certo ma, preparando, quel momento mi pare già più vicino, già quasi tangibile...), beh, quando succederà allora tutto sarà in ordine, tutto sarà splendente.