#FattoDiCarne

Tra le cose che non tornano nel racconto della Tua Nascita, una delle più rilevanti è la fuga in Egitto riportata da Matteo con degli anacronismi piuttosto evidenti.

In più Giuseppe esce da una lettura sommaria come poco più che una marionetta:

Prendi

gli intima in sogno l'angelo in tre occasioni distinte.
E lui prende: Maria già gravida in sposa, la famiglia da Betlemme per fuggire in Egitto, e poi la riprende per trasferirla definitivamente a Nazareth.
Giuseppe prende a comando, senza dire una parola in nessuno dei 4 vangeli.

Sommessamente ipotizzo che le cose siano andate diversamente.
Immagino che se, alla vista di pastori, angeli e re esotici in adorazione

Maria conservava tutte queste cose nel suo cuore

intanto Giuseppe si scervellava pensando a come proteggere quell'embrione di nuova Famiglia, costituitosi in condizioni sfavorevolissime, praticamente all'addiaccio, in una terra straniera il cui re era minacciosamente interessato a Te neonato, secondo il racconto che avranno senz'altro fatto i magi al loro arrivo.

Ed arbitrariamente ipotizzo che la decisione di lasciare Betlemme per fuggire in Egitto l'abbia maturata più che a seguito della visita in sogno dell'angelo, come scritto, magari per la visita di qualche demone dell'ansia che lo ha assalito nelle ore antelucane mentre era alle prese con i Tuoi vagiti, come spesso accade ai padri di questo mondo.

Ecco cosa mi preme sottolineare: Giuseppe non é Tuo padre nella carne, ma é Il Tuo padre #fattodicarne, del quale hai parimenti bisogno rispetto al Padre Tuo nello Spirito.


#Gestazione

Tutti - ma proprio T U T T I - i futuri genitori che ho conosciuto parlano con il bebè in arrivo mentre è ancora nel pancione.
E gli raccontano quanto sia bello il mondo fuori, come sia accogliente la casa e con quanta trepidazione loro e tutti i loro cari attendano quella nascita.

Ma il feto come potrebbe mai credergli?

Per nove mesi, giorno dopo giorno, fa esperienza di quel solo ambiente caldo e buio: nessun volto, nessuna immagine, soltanto qualche voce che arriva deformata dal liquido amniotico.
Il bebè non può figurarsi il mondo che lo aspetta perché non ha nessun contatto con esso.
Nessuno, eccetto la voce dei genitori che glielo racconta.
Eppure il mondo esterno esiste e la #gestazione è solo una fase preparatoria ad esso, benché il feto non possa saperlo.

Allo stesso modo, come potrei mai io credere alla Vita Eterna?
Come potrei, se nessuna delle mie esperienze dirette La riguarda o La rivela?
Oppure, come quel feto, dovrei credere ciecamente a una Voce - o meglio una Parola - che mi arriva all'orecchio, tramandata da millenni?
Ecco, questo atto di Fede è un punto di partenza - ed anche di arrivo, per gli ebrei - fondamentale.

Eppure chi si dice cristiano ha addirittura un motivo in più.

Celebrando la Tua Incarnazione, professo il fatto che Tu abbia scelto di venirci a trovare nel nostro liquido amniotico ed abbia deciso non solo di parlarci attraverso i profeti ed patriarchi, ma proprio di venire di persona a sussurrare al nostro orecchio, a spiegarci "de visu", a lasciare - se non un'evidenza - almeno una traccia autentica della Vita Eterna che ci aspetta.

Questi, dunque, i miei auguri di Natale:
di stupirsi ancora della presenza di Dio in mezzo a noi, al nostro fianco;
di mettere da parte l'esperienza tangibile e credere alla Buona Novella che sei venuto a consegnarci.

D'altronde si sa che "l'essenziale è invisibile agli occhi".

Auguri di buona #gestazione.

#PieniDiSperanza

...che poi avranno pure sognato la loro vita insieme, gli sposi di Nazareth.

Avranno, come tutti, progettato le nozze; si saranno costruiti una storia, la loro storia, quella che volevano realizzare attraverso la loro unione, attraverso la loro famiglia e i loro figli.
Ma mai avrebbero potuto pensare che da loro sarebbe passata la Storia.

E quell'altra storia, quella con la "s" minuscola ma ugualmente attesa, sognata e desiderata, dove è andata a finire?
Non gli è mai venuta voglia di chiederla indietro?

La nascita di un figlio scuote dalle fondamenta qualunque unione.
Figurarsi la Tua nascita.
Che libro si legge nell'attesa di diventare genitori dell'Unigenito?
Che corso preparto si frequenta, con quale coppia di genitori in attesa ci si confronta?
Da chi si può mai cercare comprensione?

Guardo a quella coppia, alle mani grandi e callose del falegname, alle nausee ed alla pancia che cresce della sua promessa sposa, e mi pare di vedere Noè che costruisce l'Arca in attesa del Diluvio.

Tutti loro sanno che dovranno passare attraverso intemperie inimmaginabili, e che - se tutto andrà bene - se tutto andrà bene, dico - gli toccherà essere un avamposto di umanità nuova.

Ma sanno che oltre quel Travaglio Enorme aspetta una nuova Creazione.

Allora Maria si fa avanti:
Eccomi!
Avvenga di me ciò che tu hai detto

e Giuseppe, con tutta la tenerezza del mondo, con tutta la mia più profonda ammirazione, la segue, un passo indietro, in silenzio.

 Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo.

#PienaDiAnsia

Da piccoli, più di tutto, ci piaceva fare il bagno nel mare in tempesta.

Le prime volte, per un buon lasso di tempo, venivamo risputati a terra, frullati come da una centrifuga, privi del senso dell'orientamento e pieni di acqua nei polmoni.
Poi, piano piano, capimmo come e quando conveniva tuffarsi, a che distanza porsi dal bagnasciuga, qual era il momento buono per tornare a terra.
Imparammo a nuotare tra i flutti e alla fine qualcuno riusciva anche a tornare a terra surfando sulle onde.

A distanza di anni, rivivo quelle identiche sensazioni da novello genitore.

All'udire queste parole, ella rimase molto turbata.

L'Annunciazione non è per Tua Madre la pillola della felicità.
Rappresenta invece una sfida dalle dimensioni difficili da realizzare in secoli di teologia, figurarsi così su due piedi.

Come è possibile?

oppone All'Angelo, quasi a sincerarsi che si tratti di un errore, che non stia capitando davvero a lei.
Ave Maria, #PienaDiAnsia.

Eppure, con un guizzo Provvidenziale, Maria intuisce una meravigliosa possibilità di galleggiamento tra quei flutti sovrumani, meritandosi il titolo di Madre di tutti noi genitori in affanno.

Eccomi,
 avvenga di me quello che hai detto.


#PienaQuanto?

Su pochi termini si sono scontrate nei secoli fazioni opposte di studiosi e filologi come su "kecharitōmenē", tradotto in latino in "gratia plena" ed ereditato in questa forma nell'Ave Maria.

Da una parte c'è chi lo enfatizza, talvolta suggerendo perfino di tradurlo più correttamente in "prediletta": Tua Madre è per loro la prescelta da Dio fin dalla notte dei tempi, frutto del disegno divino di salvezza partorito alla Creazione.
Ne consegue il dogma dell'Immacolata Concezione, ovvero l'assunzione che - per singolare privilegio - Dio l'abbia risparmiata dalla macchia del peccato originale, in vista del fatto che fisicamente Tu saresti stato concepito dal suo grembo.
"Deiparae Virgo", vergine divina, suggeriscono.

Dall'altra una schiera di minimizzatori: kecharitōmenē sarebbe stata una parola di uso comune troppo enfatizzata: la frase doveva suonare poco più di un "ciao, bella!" arriva a sentenziare qualcuno.
E allora il dogma crolla, minato dalle fondamenta.

E Tu, come ti rivolgi a Lei?
Senza troppa Grazia, oserei dire.
Quando a 12 anni Ti ritrova in sinagoga, dopo averTi perso tra la folla:

Sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così?
Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 
Ed egli rispose: «Perché mi cercavate?
 Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

A Canaa, quando Ti chiede di intervenire in soccorso degli sposi rimasti senza vino:

"Che ho da fare con te, donna?"

E perfino ai piedi della Croce, nel momento più straziante, non hai un pensiero di commiato o un cedimento affettivo, ma, rivolto verso Giovanni, dispensi un algido:
"Donna, ecco tuo figlio"

Eppure tutto questo non mi sconvolge.

Perché faccio sinceramente grande difficoltà a mandare giù l'idea di un Dio impegnato come il dottor Frankenstein a fabbricare esseri perfetti per compiere i Suoi piani.
Perché mi pare estremamente riduttivo rispetto ai meriti di Maria stessa.

Perché in fin dei conti credo in un Dio che si china sull'Umanità umile, sdrucita, claudicante e la eleva a partire dallo stato in cui si trova, senza richiederne propedeuticamente la perfezione.

A partire da Maria, riempita di Grazia.