#CheFineHaiFatto

Qualcuno si è preso la briga di calcolare che se fosse vera ogni reliquia di "Vera Croce" custodita nel mondo, la Croce sarebbe grande come un campo da calcio.
Esiste un bisogno strettamente umano di toccare, vedere, custodire.
A Napoli c'è perfino un bar in cui sono esposti dei capelli di Maradona in una teca.

Di Tuo, invece, non ci hai lasciato nulla.
Un capello, un osso, una Tua sineddoche da ostendere e venerare.
Sei asceso al cielo - secondo i Vangeli - completamente, anima e corpo.

C'ho pensato a lungo a questa cosa.
Sulle prime credevo che non avere nulla su cui piangere serve a spingere i nostri animi alla tensione dell'attesa della nuova venuta anziché alla nostalgia della commemorazione di quella passata.
E mi pare comunque un indicazione valida.

Ma poi mi sono chiesto: davvero non ci hai lasciato nulla di fisicamente Tuo?
Non è forse Tuo Corpo l'Eucarestia?
Non diventa forse Tuo Sangue il vino sull'altare durante la consacrazione?
Non è a noi, che comunichiamo con Te attraverso quel Sacramento, che chiedi di dare la vita per i propri amici, di amare il prossimo, e di fare questo in memoria di Te?

Ecco dove dovremmo cercare la tua Memoria: non in un cimelio da venerare, ma in ogni gesto di bene fatto o ricevuto dal Prossimo.

#Risintonizzare

La mia prima tv è stata un catorcio in bianco e nero grande come un trasportino per gatti.
Aveva solo sei canali e per ciascuno di essi c'era una rotella scomodissima da manipolare per sintonizzare il canale sulla frequenza preferita.
Ricordo perfettamente quello stupore, quella magia associata all'improvviso comporsi del formicolìo impazzito a tutto schermo in un'immagine intellegibile.
E poi, con la stessa velocità con cui si era composta, continuando a girare la manopola, l'immagine si frammentava di nuovo.

Com'è successo che Ti mostrerai a noi e non al mondo?

Una domanda come un fulmine a ciel sereno, apparentemente fuori contesto mentre, subito dopo l'Ultima Cena, Tu stai preparando gli Undici a quello che sta per succedere.
Eppure Giuda "l'altro" - non l'Iscariota che sta per tradirTi, ma Giuda Taddeo, uno degli Undici - ha capito già tutto, ha visto lontano secoli, millenni.

Com'è successo che Ti mostrerai a noi e non al mondo?

Quand'è che ci siamo persi di vista, qual è il punto esatto in cui siamo andati noi da una parte e il resto del mondo da un'altra?
Perché non ce ne siamo accorti, cosa stavamo guardando, a cosa stavamo pensando?
E perché, appena rientrati in noi, non ci siamo messi ad urlare agli altri, come se stessimo sull'altra riva di un fiume ancora guadabile, ma abbiamo preferito far finta di nulla trascurando la distanza che andava aumentando?

E poi, in fin dei conti, la domanda principale: possiamo recuperare adesso?
Come facciamo a #risintonizzarci, tutti , come facevo all'epoca con quella vecchia tv?

A Giuda rispondi così:

Se uno mi ama osserva la mia Parola (...)
chi non mi ama non osserva la mia Parola

La Parola è la bussola che ci hai lasciato proprio per ricomporre queste fratture, che Giuda aveva già visto prima di ogni scisma, di ogni accusa di eresia e di ogni opposizione interna al clero.

Se saremo capaci di tornare alla Parola NUDA, alleggerita da ogni sovrastruttura e speculazione inutile, saremo di nuovo UNO.

#Parete

Una #parete dalla quale spuntano degli appigli e non si capisce bene se possano essere utili per arrampicarcisi sopra.
Oppure un rebus, un problema di quelli da sussidiario.

Sempre così, sempre così si presenta la Parola.
Diffido profondamente dalle strade semplici, già percorse e battute, che finiscono generalmente in "Fate i bravi se potete".

Ad esempio, come fanno a stare insieme:

Se qualcuno vuole venire dietro di me,
rinneghi se stesso,
prenda la sua croce
e mi segua

Con

Dove vado io, voi non potere venire

Intuisco un percorso, tendo i muscoli, provo più volte tutti i passaggi.

Ma questa volta, questa strada la lascio qui, come una domanda aperta.

#Uno

"Io e te siamo una cosa sola".
 Anzi, ancora meglio di così.
"Io e te siamo UNO".

Basta una frase così, non importa se detta o ricevuta, a benedire un'intera esistenza.

Dire di un altro che insieme a lui si è UNO vuol dire riconoscergli un posto essenziale, indispensabile per la propria vita.
Vuol dire mettersi entrambi dalla stessa parte, in ogni condizione, senza curarsi di chi sta dall'altra.
Vuol dire stroncare sul nascere l'azione di ogni agente di separazione - "Diabolos" in greco, ovvero "il divisore".

Questo vale per i rapporti tra uomini ed anche per quello con Te, solitamente umorale ed altalenante, mutevole a seconda degli avvenimenti.
Vera Fede é trovare sempre, in ogni condizione, la forza di affermare:

Io ed il Padre siamo UNO.

#Friendzone

"Vaffanculo, Pietro".
Io al posto Tuo non ci avrei pensato su nemmeno un istante.

Pietro, il primo discepolo.
Pietro che: "Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte", e un minuto dopo ti rinnega.
Pietro che poi pianse amaramente.
Pietro che entra per primo nel sepolcro vuoto, che Ti vede apparire, Risorto, nel cenacolo a porte chiuse, e riceve con gli altri discepoli lo Spirito Santo.

Simone di Giovanni (ovvero Pietro) mi ami ("agapas", l'amore totale, completo, che mette l'uomo in contatto col divino) tu più di costoro?
Certo, Signore, tu sai che ti voglio bene ("philo", una sorta di affetto, di ammirazione decisamente più annacquata).

Boom, #friendzoned, come si dice adesso di un rapporto che si voleva esclusivo e invece scema in una forma di amicizia.
Eppure di nuovo:

Simone di Giovanni, mi ami? ("agapas", nuovamente)
Stavolta ometti il "più di costoro", ovvero il confronto con il sentimento degli altri discepoli.
D'altronde tra di essi c'è anche Giovanni, il prediletto, l'unico ai piedi della Croce: magari  è quello che ha messo in crisi Pietro, vediamo...

Certo Signore, tu sai che ti voglio bene ("philo", ancora)

Vaffanculo.
Vaffanculo.
Dopo tutto quello che ha vissuto, gli capita quest'ultima occasione per riscattarsi ed ancora tentenna, dice e non dice, misura le parole...
Ho visto relazioni affettive andare in frantumi per molto, molto, MOLTO meno.

E invece tu scendi ancora di un gradino, pur di andargli incontro:
Simone di Giovanni, mi vuoi bene? (phileis)

Davanti a questo Pietro è disarmato, ed io con lui.
Tra le tante suggestioni che suscita questo gesto ne annoto due.

La prima è che Pietro è sempre stato pronto a slanci di entusiasmo e voli pindarici, tutti puntualmente traditi; stavolta, invece, sceglie di dirti da subito ciò che realisticamente puoi aspettarTi da Lui e dalla sua natura umana e dunque mutevole.
E questo, incredibilmente, Ti basta.

La seconda è che è in questo preciso istante che scegli di affidare a Pietro la Chiesa.
E questa è una cosa che tutti i mangiapreti e denigratori del cattolicesimo - io tra di essi spesso e volentieri - dovrebbero tenere ben presente prima di aprire bocca.