#UnSoloGregge

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria (...) saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri

Fino ad allora, faremmo bene a rassegnarci al fatto che capri e pecore devono appartenere allo stesso gregge, come il grano e la zizzania allo stesso campo, senza alcuna pretesa da parte degli uni di sopraffare o estinguere gli altri.
D'altronde, non sarebbe possibile fare diversamente, essendo ciascuno di noi pecora e capra a giorni alterni, grano e zizzania a convenienza o secondo necessità.

Eppure non ci chiedi di rassegnarci a questo stato delle cose: piuttosto ci inviti a vederlo come un'opportunità.

Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me

Ancora una volta sottolinei che Ti incarni nel Prossimo, pecora o capra, grano o zizzania.
Ci sono capre vagabonde ed affamate, zizzania che richiede acqua e luce: guai a noi se non vedessimo in loro l'opportunità di incontrarTi!

In memoria di Papa Francesco e delle numerose lavande dei piedi offerte ai detenuti.

#capriccio

Detto di quanto sia difficile talvolta distinguere tra Fede e tornaconto, oggi mi imbatto in un tale che spaccia per Fede proprio una degenerazione del tornaconto, ovvero il capriccio. 

Ci sale apposta quel tale, il fariseo, fino al tempio, per stilare in quel luogo sacro l'elenco dei suoi presunti meriti:

O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.

Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.

Esiste pure questa aberrazione della Fede: la puerile richiesta di attenzione in assenza di qualsiasi necessità: il capriccio, appunto.

Padre nostro, aumenta la nostra Fede, perdona il nostro tornaconto, indulgi sui nostri capricci.

#LaVeraFede

Disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi.

Racconti poi della vedova che importuna il giudice in continuazione pur di avere giustizia finchè il poverino, sfinito, gliela concede: pure il Padre farà lo stesso con chi prega incessantemente, assicuri.

Sembra finita lì, ma poi aggiungi una domanda a bruciapelo:
Ma il Figlio dell'uomo quando verrà troverà la Fede sulla terra?
Cosa c'entra la Fede, adesso?

C'entra, perchè è pensiero comune che la Fede consista nella capacità di pregare sempre senza stancarsi.
Ma è davvero Fede quella?
Il pregare incessantemente per se, come nel caso della vedova, non è piuttosto tornaconto?
Sono esempi di Fede i maratoneti di queste preghiere?

In ogni caso anche quelle preghiere saranno esaudite, ci spieghi; ma questo non Ti risolve il dubbio sulla presenza della Fede, che dunque deve essere altro.

Riconosco Fede in quella vedova che, in credito con la giustizia, pur rivendicando il suo diritto continua ad agire quotidianamente senza operare iniquità.
Riconosco Fede in chi sperimenta la vessazione, ma sceglie di non praticarla quando ne ha la possibilità.
Riconosco Fede in chi, pur nell'indigenza, non recrimina priorità nell'accesso a beni e servizi.
Riconosco Fede, insomma, in chi non permette alle storture del mondo - che pure subisce - di contaminare le proprie azioni.

Preghiera e Fede devono procedere di pari passo: una presenta le proprie richieste, l'altra testimonia con i fatti che non si avanza nessun diritto di prelazione sul Prossimo.

Le nostre preghiere saranno esaudite dal Padre, possiamo esserne certi.
Ma il Figlio dell'uomo quando verrà troverà la Fede sulla terra?

#SulRitorno

Avevo già pronta un riflessione differente sul Vangelo di oggi; ma poi sono stato trafitto.


A farsi un giro nei Vangeli, si incontrano una gran quantità di persone "di ritorno".

Torna il lebbroso Samaritano che oggi viene a ringraziarTi della guarigione.

Torna il padrone dei talenti a riscuotere gli interessi.

Tornano gli apostoli dalla loro prima missione, entusiasti dei prodigi operati.

Torna lo sposo dalle dieci vergini, o almeno dalle cinque che lo attendono.


Ogni ritorno porta con se una speranza, una festa.

Perfino il figliol prodigo, che torna per prostrarsi, finisce banchettando.


Guardo le immagini dei palestinesi che tornano a Gaza.

Davanti ai nostri occhi si aggiungono pagine al libro dell'Esodo, in appendice.

Tornano verso case da ricostruire e verso morti da seppellire, una volta estratti dalle macerie.

Tornano senza speranza, per inerzia.


Allora mi ricordo di quello che succede sulla strada per Emmaus.

Di quei discepoli stravolti dalla notizia della Tua Crocifissione.

Del cammino che, in incognito, percorri insieme a loro.

Della rivelazione che avvenne quando spezzasTi il pane, a cena.

Nessuno ha saputo dire finora dove si trovasse esattamente Emmaus: io stasera prego che possa essere a Gaza.



#ApologiaDellInutilità

Inutile è il bene. 
Inutile la grazia quando comanda la prevaricazione. 
Inutile la solidarietà dove vige l'individualismo.
Inutile la misericordia , scambiata per debolezza. 
Inutile perfino qualche rara, sparuta goccia di bellezza dispersa in oceani di deturpazione. 

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite:
Siamo servi inutili. 
Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.

A fare le cose inutili, a "praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza senza senso" occorre una Fede - perché é di quello che stiamo parlando - incrollabile: quanta meno, forse un granello, ne basterebbe per

Dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.

Allora, come i discepoli, ti supplico:

Aumenta la nostra Fede 

Aiutaci a resistere, a continuare a sognare che gesti spontanei e privi di tornaconto salveranno il mondo.