#affidarsi

E il Verbo si fece carne,
e venne ad abitare in mezzo a noi...

Il Padre di tutti gli uomini si fa Figlio dell'Uomo, consegnandosi senza riserve.
Il Creatore si fa creatura, affidando definitivamente non solo Se stesso, ma tutto il creato all'umanità.

Annoto qui due aspetti, uno più evidente e l'altro appena meno.

Il primo é l'aspetto ecologista della vicenda: avendo ricevuto in custodia il prodotto di tutto lo sforzo creativo divino - e persino Dio stesso  - dovremmo moltiplicare in ogni tempo ed in ogni condizione gli sforzi per la tutela e la salvaguardia del creato.

L'altro é che Dio si mette completamente nelle mani dell'Uomo: ci affida tutto ciò che ha creato e persino il Suo Figlio unigenito.

Dio non tiene nulla da parte, non ha un piano B.
A chi, in tempi incerti come questi é capace di slanci altrettanto autentici, i miei auguri di buon Natale.

#risonanza

Nella prima di avvento ho scritto che non lascerai nessuno solo, fino alla fine dei tempi.

Nella seconda ho scritto che non solo non ci lasci soli, ma che la Tua é una presenza attiva, fertile e vivificante per chi la sperimenta.

Nella terza ho scritto che però, per trarre davvero vantaggio dalla Tua presenza, occorre cercare autenticamente il prossimo per camminare insieme.

Oggi mi annoto che quando si cammina insieme - e Tu in mezzo a noi - può succedere il miracolo della #risonanza.

Come la corda della chitarra che riproduce la stessa identica nota del diapason, o come i calici di un brindisi che si accordano per contatto alla stessa medesima vibrazione, così può succedere - per pura Grazia - anche ai cuori.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.

Beato chi sperimenta qui ed ora questa #risonanza celestiale.

#insieme

Tutta la predicazione del Battista ruota intorno ad un messaggio di parificazione:

Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto
(...)
Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato
(...)
Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe

La discesa della Parola di Dio ha un prologo, una sorta di presupposto per evitare che la Sua venuta sia vana: occorre avvertire che non esiste salvezza individuale, ma piuttosto ci si salva tutti insieme, qui ed ora.
Per la porta del Regno si passa solo tenendosi per mano.

Se non si parte da questo assioma, si fraintende l'Incarnazione, riconducendoLa ad esercizio in favore del singolo, mentre è un evento che riguarda chiaramente tutta l'Umanità passata, presente e futura.

Per questo motivo Giovanni ci invita ad occuparci dell'altro, a rimuovere ogni inciampo, a consentire a tutti di partire dalla stessa linea.

"Siamo angeli con un'ala soltanto: possiamo volare soltanto restando abbracciati" ( Don Tonino Bello)

#scende

Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare (...) la Parola di Dio scese su Giovanni.

Scese, Luca sceglie questo verbo in maniera non casuale.

La Parola, la potenza creatrice di Dio come ho scritto altrove, non scende con l'austerità di una modella che sfila lungo una scalinata o con l'alterigia di un re che scende dal trono verso i sudditi.

La Parola scende come la manna nel deserto: scende con la densità della rugiada.
O, come racconta Isaia

Come infatti la pioggia e la neve
scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
(...)così sarà della parola
uscita dalla mia bocca

La Parola non scende per giudicare né per farsi ammirare: piuttosto scende per sfamare e per fare germogliare.

Durante questo Avvento vorrei essere quel bambino col naso contro la finestra che vede - e percepisce - questo miracolo accadere: la Parola che scende torrenziale, battente come un acquazzone eppure lieve ed ovattata come la neve e la rugiada.