#Quarant'esima - #Sostieni

Quarto:

Sostieni (kab-bed) tuo padre e tua madre, in modo da prolungare i tuoi giorni nella Terra che il Signore ti da.

Sostieni, fatti carico, tradotto comunemente in "onora": è lo sforzo che Mosè ha già affrontato ancor prima di ricevere il decalogo, avendo seguito la battaglia contro gli Amaleciti a braccia levate verso il cielo e avendo chiesto al fratello Aronne di sostenergliele quando le aveva sentite pesanti (kebedim).

Sostieni è lo sforzo di Enea, in fuga da Troia in fiamme con il padre Anchise sulle spalle.

Sostieni è imperativo presente, valido da subito, mentre Israele è ancora nel deserto: serve da caparra per la Terra Promessa, ne anticipa il conseguimento.
Sostenendo, dice il comandamento, si accorcia l'esilio.

Vivo in un tempo che ragiona al contrario: i padri sono costretti a sostenere lungamente i figli, anche durante la vecchiaia; talvolta tocca perfino ai nonni accollarsi due generazioni.

Il rovesciamento è completato durante questa epidemia, in cui è prescritto di tenersi a debita distanza dagli anziani per paura di infettarli, loro che sono, secondo le statistiche, i più vulnerabili ed esposti.

Eppure sostenendo, dice il comandamento, si accorcia l'esilio.

#Quarant'esima - #Babele

Mi sono accorto che, essendo nato il sabato prima della Settimana Santa, questa è la mia quarantesima quaresima.
E la quarantesima sarà anche di quarantena, vista l'epidemia che incombe sull'Italia e sul mondo.

Quaranta giorni di quaresima, quaranta giorni per proteggersi dal virus, quarant'anni di quaresima.
Insieme a questi numeri che rimbalzavano per il cervello, mi sono venute pure alcune considerazioni che mi annoto in questa domenica e nelle seguenti.

La prima: é una nuova #Babele.

Quella di Babele è una storia strana, raccontata in Genesi 11.
C'è l'Umanità concorde, che parla una sola lingua e che mette in cantiere la costruzione della famosa Torre che arrivi al cielo.

Il SIGNORE disse:
"Ecco, essi sono un solo popolo e hanno una lingua sola; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla li distoglierà da ciò che hanno intrapreso."

Ne segue le confusione delle lingue e la dispersione delle genti, ribadita così ed in questo ordine due volte in pochi versetti.

A una prima lettura pare quasi che Tu non gradisca un'umanità così coesa.
In realtà il punto cruciale é nella capacità dell'umanità di distogliersi.
O, il che é la stessa cosa, di accettare i propri limiti.

Questo é un tempo in cui pretendiamo di non averne, in ogni campo: ambiente, bioetica, senescenza, produzione di massa... Pare che tutte le cose debbano piegarsi allo nostro volere brandendo il macete del progresso scientifico.

E invece non siamo capaci nemmeno di sapere quanti capelli abbiamo sul capo.

Non - sappiamo - nemmeno - quanti - capelli - abbiamo - sul - capo.

E allora #Babele sia, dispersi più che in Genesi, a un metro di distanza l'uno dall'altro o - meglio - asserragliati ciascuno in casa propria come in trincea.

Ma questa non sarà la fine della storia...

#rifugi

È bello per noi stare qui.

Anche io ho avuto la fortuna di ascoltare e di dire la stessa frase dei discepoli.
La si usa quando si è in un #rifugio.

Non uso il termine a caso, visto che quando i discepoli ne parlano li hai condotti ad alta quota.

È bello per noi stare dove ci si sente accolti e protetti.
È bello per noi stare in posti e circostanze dove abbiamo a che fare soltanto con la parte migliore del prossimo.
È bello per noi stare in situazioni di completo relax, lontano dagli affanni quotidiani.

È bello - ed è anche sano per certi versi -che ciascuno di noi abbia un #rifugio.

Purché si sappia - in ogni preciso istante di permanenza - che nel rifugio non può essere posta dimora.
In ogni preciso istante di permanenza.

D'altronde anche i proprietari dei rifugi di montagna aprono secondo stagionalità, e non disdegnano la vita a fondovalle.

"Facciamo tre tende..."
Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: "Alzatevi..."




#coerenza

Il tentatore, il divisore, l'avversario.
Questi gli appellativi, nel loro ordine esatto, del demonio - o forse è meglio dire dei dèmoni - che incontri nel deserto.

Non mi pare un elenco casuale, anzi mi sembra un pattern, una sorta di archetipo della lotta quotidiana di ogni uomo.

Il tentatore si aggrappa ai bisogni fisici, la fame dopo lungo digiuno nello Tuo caso.

Il divisore gioca con la Parola, ne confonde il significato per poi chiederne conto.

Così avviene anche nella vita di coppia: il tentatore fa leva sulla frustrazione per innescare la rabbia, sul desiderio sessuale per innescare il tradimento.
Il divisore suggerisce di chiedere conto di ciò che si é detto ed anche di ciò che si é soltanto capito, in buona o cattiva fede.

Che ci sarà poi di male a trasformare delle pietre in pane per sfamare un affamato?
E davvero quella Parola per cui Dio manderà angeli a sostenerTi qualora Tu Ti lanciassi nel vuoto rimarrà incompiuta?

Tu tiri dritto, non cadi nel tranello di cercare di convincere il démone: semplicemente dichiari i Tuoi principi e li segui fedelmente.

É questa #coerenza che fa cadere la maschera e costringe l'avversario a svelarsi: una volta riconosciuto come tale, il démone é innocuo, 2000 anni fa come oggi.