Avvento 1 - #figlioDelFalegname

Figlio del falegname, figlio di Maria, figlio di Davide, figlio di Dio, figlio dell'uomo.

I Tuoi contemporanei per descriverTi hanno usato frequentissimamente la strada dell'estrazione familiare: di qui a Natale provo a seguire questa traccia per vedere se riesco a capirne di più sul Tuo conto.

Non é costui il figlio del falegname?

si chiedono i presenti nella Sinagoga in cui Tu prendi la Parola di sabato.

Tu sei figlio del falegname, lo riconoscono tutti: il fatto che non ne abbia il DNA é un accidente del tutto marginale.

Devi manifestare in modo evidente l'operosità e la cocciutaggine del falegname, la fisicità, la propensione alla concretezza.
"Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore é lontano da me" rinfacci, citando Isaia,  ai cultori dei precetti.

Come Giuseppe, devi avere spalle larghe e propensione a farti carico di situazioni complesse, al limite dell'impossibile.
Forte anche del suo esempio, non Ti tirerai indietro prima dell'arresto nel Getsemani.

Ma più di tutto sei #figlioDelFalegname proprio quando Ti alzi in Sinagoga e inizi a spiegare le Scritture, infischiandotene delle prassi consolidate e delle classi sociali di rispettiva appartenenza: l'urgenza del compito che hai da svolgere non ammette indugi o equilibrismi.
Giuseppe é stato certamente orgoglioso di Te.

#IusNonSoli

Il commento più ricorrente alla notizia dello sbarco di 16 (S E D I C I) migranti sulle coste della penisola sorrentina é stato: "...e se ne arrivano altri???".
Oltre questo, una lunga serie di non riferibili.

Non ci chiederai nell'ultimo giorno se avremo salvato il mondo - già ci hai pensato Tu - né se avremo realizzato scoperte fantascientifiche, né se ci saremo spesi per favorire le relazioni internazionali tra paesi ricchi e poveri.

Ci chiederai se ci siamo interessati ai bisogni primari del nostro Prossimo.

Avevo fame... avevo sete... 
ero forestiero... ero nudo... 
ero malato... ero carcerato...

"E se ne arriveranno altri?"
Gli chiederemo se hanno fame e se hanno sete; li cureremo se saranno malati e li vestiremo se saranno nudi.
Li ospiteremo, come già facciamo con persone più o meno facoltose, più o meno rispettabili, di ogni parte del mondo.

Soprattutto non sfuggiremo alla loro ricerca di prossimità: la solitudine sarebbe la sconfitta peggiore per tutti.

Prima di schierarci pro o contro la cittadinanza per diritto non di sangue ma di residenza - il cosiddetto "Ius Soli" - dovremmo riconoscere il diritto universale a non essere lasciati soli, che propongo di chiamare #iusNonSoli.

#GenerazioneTalent

Confesso la mia predilezione totale per la parabola dei talenti, un'autentica esortazione all'azione piuttosto che alla vita contemplativa o alla sola remissione all'aiuto divino.

Stavolta però la risvolto come un calzino e mi metto dalla parte di quel servo che vede il padrone distribuire quelle misure d'argento in base alla stima che ha nei suoi servitori.
E vede, quello sciagurato, assegnare cinque talenti ad uno e due ad un altro.

Allora si reca dal padrone carico di aspettative, ma ritorna con un solo talento tra le mani.

Cosa avrei fatto al posto suo?
Come reagisco quando mi sembra di essere sottovalutato o quando non vedo traccia di meritocrazia?
Non sotterro anche io, con lo stesso disincanto, il mio talento allo stesso modo?

Prego per me, per la generazione alla quale appartengo ed ancora di più per le generazioni seguenti, che valgono ben più del solo talento che gli viene oggi assegnato.

Prego che sempre, anche di fronte all'ingiustizia più palese, rifuggiamo dalla tentazione di sotterrare il talento, perché in questo modo la nostra condanna ce la scriviamo da soli.

#AttenderePrego

Quanto tempo si è disposti ad attendere la persona amata?

Quanto tempo si sceglie di dedicare a un figlio che richiede attenzioni?

Quanto tempo occorre per completare qualcosa che ci sta veramente a cuore?


La risposta è la medesima: tutto quello che sarà necessario.

Se la risposta fosse diversa toccherebbe interrogarsi sulla profondità di quegli interessi.


Delle dieci donne chiamate ad attendere lo sposo che arriva, cinque non si preoccupano dell'olio per le lampade.

La loro è un'attesa con un termine prefissato, l'oscurità: "Se non arriva entro quell'ora vado via", avranno pensato.


Anche io, come loro, inciampo di continuo in questo inganno: nel porre un limite temporale alla Tua attesa, nel circoscrivere il tempo che sono disposto a dedicarTi.

Eppure sono solo due i comandamenti, ed il primo dice:

Amerai il Signore Dio Tuo, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente.

Se amassi così, attenderei in eterno.

Di #AttenderePrego.