#GiocoDaRagazzi

Betlemme, periferia urbana di una provincia remota dell'Impero.
I pochi abitanti - qualche pastore, un locandiere e la sua famiglia, magari un fornaio (dopotutto Bet Lehem è la "casa del Pane") - presi dalle faccende di ogni giorno.
Chissà che peso avranno dato a quella creatura che gli annunciò:


Oggi è nato
per voi
un Salvatore...

UN Salvatore.
Come se ce ne fossero stati altri prima ed altri ancora ne sarebbero potuti arrivare dopo.
E allora perché precipitarsi?

Continuò, la creatura:
...che è l'Unto del Signore.
A Betlemme?
Tra i pastori e gli avventori mezzo avvinazzati della locanda?
Come se Tu oggi scegliessi di venire sulla Casilina o in qualche paese sull'asse mediano, a Baggio o a Monfalcone o a Novi Ligure: crederei forse a chi Ti annuncia?

E concluse:
Questo per voi il segno:
troverete un bambino avvolto in fasce
che giace in una mangiatoia.

Come: "In una mangiatoia"?
L'Unto del Signore non è in un palazzo o in un tempio ma è in una mangiatoia, tra la bava dei ruminanti ed i loro escrementi?
E allora venitemi anche a dire che non è di Gerusalemme, né giudeo... facciamo che è extracomunitario, galileo, che ne so, di Nazareth...

Io mi meraviglio che anche solo uno di quei pastori abbia accettato il profondo, radicale ribaltamento contenuto in questo annunzio.
Perché forse un cuore di bambino può essere pure disposto ad accogliere una sfida così alta, ma quello di un adulto dovrebbe classificarla immediatamente tra le perdite di tempo.

Allora ho scritto qualche nota "per soli adulti" - in realtà per me prima di tutto -  durante questo avvento: per non perdere la capacità di #misurare (I) ciò che attraversa la Vita, attribuendogli il giusto peso, in modo da poter #cercare (II) ciò di cui veramente si ha bisogno, ciò che è prioritario, provando a non farsi sfuggire qualcosa di davvero rilevante, tipo la nascita del Dio Bambino ad un metro da sé.

#Cercare e #chiedere (III) continuamente, ascoltando tutte le risposte, quelle giuste e quelle sbagliate, per poter costruire una propria strada verso la meta... e poi, una volta raggiunta, #custodire (IV), in maniera intima e riservata, ed assaporarne la Gioia.

A chi ha la capacità di seguire questo itinerario, ma anche a chi ha semplicemente avuto la pazienza di scoprirlo durante queste quattro settimane, i miei auguri sinceri di Buon Natale.

#AdultsOnly_part4

Esibire le emozioni è diventato uno sport agonistico: gran parte delle foto che vedo scorrere sui social nasconde la malcelata intenzione di innescare invidia anziché quella genuina di immortalare un istante indimenticabile.

Non è sempre stato così.
C'è stato un tempo - anche se lo abbiamo rimosso - in cui abbiamo goduto delle gioie in maniera intima e riservata.
C'è stato un tempo in cui la gioia era libera da ogni ansia di esibizione, da ogni corsa all'accaparramento di like.
C'è stato un tempo in cui eravamo così concentrati sulla gioia da non guardarci neppure intorno.

Guardo l'Annunziata, strepitosamente dipinta da Antonello da Messina.
Prima di quest'opera l'Annunciazione è un esercizio manieristico: l'Angelo da un lato che reca in mano un giglio, Maria allo scanno dall'altro, intenta nei testi sacri.
Qui invece l'Incarnazione è esercizio per uno: le mani di Maria, una impegnata a fermare il velo, l'altra aperta come a tenere a distanza l'angelo che lo spettatore può solo immaginare - ed in fin dei conti lo spettatore stesso - dicono di uno spazio da non violare, di un momento che Maria vive in maniera intima e privata.
Le mani di Maria in questo quadro raccontano di un Mistero al quale accostarsi con delicatezza, in adorazione, senza la brutale presunzione di comprendere completamente ciò che forse perfino a Lei non fu chiaro fino in fondo.

Qualcosa di analogo lo sperimenta la cugina, Elisabetta, miracolosamente incinta in tarda età, che tiene per se la sensazionale notizia, probabilmente per semplice pudore, tanto da non uscire di casa nemmeno per i sei mesi successivi al parto.
E in maniera solo apparentemente incomprensibile l'angelo che annuncia il prodigio al marito Zaccaria - Avrai gioia ed esultanza  e molti si rallegreranno della sua nascita - accompagna la notizia con la menomazione della parola, che sarà recuperata solo alla nascita del bambino.

C'è stato un tempo in cui gli uomini erano capaci di #custodire la Gioia nel loro cuore, sapendo che a sbandierarla in pubblico la Gioia si sciupa.

E - forse per quello - in quel tempo la Gioia era molto più intensa.

#AdultsOnly_part3

Nel percorso "per soli adulti" verso il Natale ho incontrato e messo da parte gli hashtag #misurare e #cercare.

Oggi inciampo invece in #chiedere.
Le folle vedono Giovanni e allora chiedono.
Tutto quello che gli passa per la testa, ciò che è legittimo ed illegittimo, ciò per cui Giovanni ha risposta e quello che lo spiazza.

Che dobbiamo fare?... Maestro, che cosa dobbiamo fare?... E noi, che dobbiamo fare?

#Chiedere è un esercizio spontaneo per i bambini: non lede alcuna sicurezza ed ai piccoli è concesso di prendere le risposte con leggerezza.

#Chiedere è infinitamente più complicato da adulti, quando una domanda può minare certezze sulle quali si poggia tutta l'esistenza e si è meno disposti a dar peso a risposte sgradite.

Giovanni stesso, il più grande tra i nati di donna, colui che per primo Ti addita come Agnello di Dio e dal quale ricevi il Battesimo, quando è in carcere e vede vicina la sua fine chiede:

Sei Tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettarne un altro?

Dalla risposta a questa domanda dipende il senso di tutta la sua esistenza, eppure Giovanni ha il coraggio di formularla e di fartela pervenire.

Non dovremmo pensare alla Fede come a un castello di certezze incrollabili, ma piuttosto come a un percorso di risposta a domande urticanti.

#Chiedere.

#AdultsOnly_part2

Se l'hashtag della prima domenica di avvento "per soli adulti" è stato #misurare, quello della seconda deve per forza essere #cercare.

C'è un saggio di bravura nel capitolo 3 di Luca, somiglia a quello che oggi gli analisti chiamano "drill-down": si parte da un quadro generale e si scende sempre più nel dettaglio.
Così Luca, per circoscrivere un momento della storia, parte dal più potente dei viventi, l'imperatore e poi passa in rassegna le autorità politiche e religiose della Giudea e delle terre vicine.
E mentre descrive queste cose, con urticante normalità, Luca butta lì:

la Parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Uno zoom come una cannonata su uno che non c'entra nulla, l'esatto opposto di un potente, un essere solitario e brusco di carattere, un frequentatore di deserti, uno vestito di pelli che si ciba di locuste e miele selvatico.
Neanche se lo compra al mercato il miele, lo preferisce selvatico.

"Il figlio di Zaccaria".
Luca parte da Tiberio, figlio adottivo di Augusto, poi passa per  Caifa, sommo sacerdote succeduto al suocero Anna e finisce per scorgere la Parola che scende sul figlio di Zaccaria, uno dei tanti sacerdoti.
Ecco, su questo personaggio improbabile, si compie il miracolo.

E allora #cercare, costantemente, senza sosta, per non rischiare che la Parola scenda senza trovare chi la ascolti.
#Cercare utilizzando tutti i sensi perché - come si sa - l'essenziale è "invisibile agli occhi".

#AdultsOnly_part1

Le luci, i dolci, i doni: il Natale é per antonomasia la festa dei bambini.

Proverò invece in queste quattro settimane di avvento a raccogliere qualche frammento destinato a soli adulti, qualcosa oltre la retorica apologetica della spensierata fanciullezza.

E il primo di questi lo estraggo dal lungo discorso sulla fine del mondo riportato da Luca:

Badate di non appesantire il vostro cuore con gli affanni della vita.

Dona a noi adulti questa capacità: dare il giusto peso alle cose.

#Smarrimento

Ti hanno cambiato le parole in bocca.

Insigni biblisti hanno deciso che ci avresTi  insegnato a chiedere al Padre Nostro di "non abbandonarci nella tentazione", anziché di "non indurci" in essa.
La profonda ammirazione che nutro verso gli artefici di questa modifica non mi impedisce di essere profondamente titubante, al limite del fastidio fisico.

Una cosa però riconosco al nuovo testo, che prima non c'era: la percezione dello smarrimento.
"Non abbandonarci", perché la tentazione, la prova, la malattia, fanno tutte leva sullo smarrimento.

Il primo passo per trarsi d'impaccio é conservare un riferimento.
Anche se:
Il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore;
anche se:
Gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze del cielo saranno sconvolte,

"Non abbandonarci", e riusciremo in un modo o nell'altro a cavarcela.

#Numismatica

Ti fai portare una moneta, la mostri in modo che tutti riconoscano l'effigie impressa e poi esclami:

A Cesare quel che è di Cesare,
a Dio quel che è di Dio.

Seguono duemila anni di mortificazione teologica del vil denaro - lo "sterco del demonio" per i sostenitori più intransigenti - sulla base di una contrapposizione presunta tra i beni terreni, destinati ai Cesari di questo mondo (...quante volte, ed in quante realtà diverse, ho ascoltato questa stessa identica omelia...) ed i beni celesti, proprietà di Dio.

Oggi, inseguendo la misera offerta di una vedova al tempio, scopro che le sue monete non potevano essere romane né recare l'effigie dell'imperatore: l'offerta al Tempio doveva essere in valuta locale.

Allora riavvolgo il nastro e mi chiedo se non sia stato frainteso il messaggio della frase da cui sono partito: forse voleva semplicemente dire che ritieni che si debbano pagare tanto i tributi a Roma quanto le offerte al Tempio.
Forse non c'è nessun riferimento ai "beni celesti".

E questo in fin dei conti mi gratifica e mi fa sorridere, perché cambia radicalmente il punto di vista, lo porta su un piano pratico, più vicino all'uomo.
Come a dire che il denaro è nel mondo, bisogna accettarlo ed essere capaci di possederlo senza esserne posseduti, il che è ben diverso dal pauperismo estremo di alcuni ordini o delle critiche da bar di molti avversori della Chiesa.

Non si potrebbe comprendere, d'altronde, il fatto che, tra i Dodici a cui affidi il compito dell'evangelizzazione, Tu abbia voluto anche un esattore delle tasse, che si impegnerà a redigere poi uno dei quattro Vangeli...

#Sovranismo

All'intervistatore che gli chiedeva se riscontrasse tracce di fascismo in questi tempi, il premio Oscar Michael Moore ha risposto, che sì, lui ne scorge, sia pure di una matrice diversa e più subdola rispetto al secolo scorso.

In particolare, sostiene il regista, mentre in passato il fascismo si è scelto un nemico sulla base di un preciso credo religioso - l'ebraismo - e l'ha perseguitato sistematicamente fino all'orrore dell'olocausto, oggi invece si declina nella forma del sovranismo esasperato, della segregazione per stato, regione, città, individuo, fino a legittimare il disinteresse ed il disprezzo verso l'altro, in quanto "colpevole" di diversità.

Anche io mi accorgo di un "non detto", di un vento che tira dentro e fuori dai social che convince ciascuno, parafrasando il Marchese del Grillo, che: "Io so' io, e voi non siete un cazzo".

E allora perdonami se sarò riduttivo, ma oggi uso il Tuo comandamento per ricordarmi di fare un passo indietro - non sono il Padreterno, posso rilassarmi - ed uno in fuori, fuori dalla campana di vetro del mio sovranismo autoreferenziale, fino ad incontrare veramente l'altro, il prossimo.

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.

Ed il secondo è simile al primo:
Amerai il prossimo tuo come te stesso.

#SullaParola

Al cieco che viene a chiederti di riavere la vista rispondi:

Va, la tua fede Ti ha salvato!

Non è detto espressamente se il miracolo si compie con questa esclamazione o se si sia già compiuto un istante prima.
Bartimeo, questo il suo nome, viene a conoscenza della tua presenza tramite l'unico senso disponibile, l'udito.
Non può vederTi, non sa in che direzione andare per toccarTi.
Eppure:
...gettato il mantello, balzó in piedi...

Alla sola notizia della Tua presenza, il mendicante si priva del poco che ha e salta in piedi.

A lui é riferita la Parola rivolta a Tommaso:

Tommaso, perché mi hai veduto, hai creduto: 
beati coloro che, pur non avendo visto, hanno creduto.

#Preparerò

Io non sono d'accordo con chi dice che Giacomo e Giovanni siano stati avventati nel rispondere che sì, possono bere anche loro il calice che Tu hai bevuto e ricevere il battesimo che Tu hai ricevuto.
Anche perché, se così fosse, mi aspetterei una Tua strigliata, di quelle che si becca Pietro spesso e volentieri.
Invece no.

Magari loro due non avranno avuto piena cognizione di quello che affermavano, ma la domanda è legittima: sono disposti a seguirti fino in fondo, Giovanni addirittura fino ai piedi della Croce, e dunque... alla fine cosa c'è?
Cosa ci aspetta?
Cosa ci spetta?

Sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo:
è per coloro per i quali è stato preparato.

Ora tutta la discussione si sposta su chi abbia il compito di preparare: se è il Padre, allora tutto è già scritto ed ogni nostra azione è inutile.
Oppure tocca a ciascuno di noi preparare, e dunque anche a Giacomo e Giovanni.
Senza accampare diritti o rivendicare rendite di posizione.

Preparare, continuamente, come nel testo di Gibran:

"Tu sei il Precursore di te stesso,
e le torri che hai costruito
sono solo il fondamento del tuo io più grande".

#ForeverIsOurToday

Io non lo so se Brian May - mentre scriveva questo brano durante il tragitto in taxi dall'aeroporto di Heathrow agli studi di registrazione - si fosse reso conto che stava anche producendo l'esegesi esatta di un brano del Vangelo.
Eppure, visto che ci è riuscito in maniera così perfetta, mi sento legittimato ad approfittarne.

Comincia tutto dall'urgenza.
Uno che Ti rincorre per strada, e - una volta raggiunto - cade in ginocchio: si vede che ha una domanda per Te che gli leva il sonno.

There's no time for us...
There is no place for us..
What is this thing that builds our dreams and slips away from us?
Who wants to live forever?
Cosa devo fare per avere la vita eterna?

La risposta non gli deve essere piaciuta e allora fugge via.
Tocca a Te esclamare:
Com'è difficile entrare nel Regno di Dio

There's no chance for us (?)
It's all decided for us (?)
This world has only one sweet moment set aside for us (?)
Who wants to live forever?

I dubbi aggiunti al testo in forma di punti interrogativi sono miei.
E' davvero così? Non c'è davvero speranza?
Cosa gli avevi chiesto di così improbabile?

Nè osservenza di precetti, nè pie intenzioni, ma un imperativo presente.

Va,
vendi quelli che hai,
dallo ai poveri...

Va, vendi, dona.
Incontra il prossimo, soccorrilo.
Ama.

ORA.

Touch my tears,with your lips
Touch my world, with your fingertips
and we can have forever
and we can love forever
Forever is our today...


#Extrasistole

Avvicinatisi dei farisei, per metterLo alla prova, Gli domandarono:
«È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». 
Rispose: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».

Pulito, lineare.
La domanda è in malafede: a nessuno interessa la Tua risposta, ma soltanto che tu prenda parte nelle dispute religiose dell'epoca.
Tu invece ti  metti nelle condizioni migliori: fai in modo che si rispondano da soli.
Hai una comoda via di fuga spalancata davanti.


Poi c'è un sussulto, come un'extrasistole del Tuo cuore: non è scritta ma si vede, chiarissima.
Ed io so da dove viene: è congenita.

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo:
sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,
prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva accusarla pubblicamente,
decise di ripudiarla in segreto.

Per fortuna però Giuseppe è un gigante, e poi cambia idea.
E con essa, probabilmente, il corso della Storia.

La battaglia verbale in cui ti vai ad infilare con i farisei, sulla quale ritorni anche in privato con i discepoli, è la più alta e commovente testimonianza di amore filiale che io conosca.

...I due saranno una carne sola.
Non sono più due, ma una sola carne. 

#Difendere

Un altro amico mi racconta che il suo matrimonio è agli sgoccioli, che sta per lasciare moglie e figli per andare a vivere con una ragazza conosciuta da poco.
Dice che si era stancato della routine e ora cerca finalmente la sua felicità.
(...in verità non ricordo se questo me l'abbia detto lui o uno degli altri prima di lui...)
(...che poi sta storia che la felicità si cerca come i funghi nel bosco non l'ho mai capita davvero, pure se annuisco con la testa...)

Viviamo un tempo in cui siamo fenomenali a costruire castelli di carta sul nulla, su uno sguardo incrociato, su una parola scambiata.
Siamo scarsissimi però a difendere quello che abbiamo costruito.
Perché in fin dei conti quasi ci diverte questo esercizio continuo di fare e disfare.

A quell'amico, ed agli altri prima di lui, ho posto la stessa domanda:
"Hai fatto davvero tutto il possibile per difendere la tua famiglia?"
Ad oggi nessuno di loro mi ha risposto.

Tu, su questo, non ammetti ragioni.
Se qualcosa mi turba, se vedo la remota possibilità di tentazione: ta-glia-re.

Se la tua mano, se il tuo piede, se il tuo occhio ti scandalizza: taglialo!


#Procura

Tu dove sei?
Da che parte dovrei guardare?
Da dove comincia fisicamente il Tuo Regno?
C'è una mappa, come quelle del tesoro per i pirati?

Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; 
Chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato.


La porta del Regno é ad un metro.
Quando non riesco a vederTi, posso ancora raggiungerTi per procura.

#Scarto

Era necessario che il Figlio dell'Uomo (...) fosse scartato dagli anziani e dai sacerdoti

"Fosse scartato" / apodokimasthenai.
Più comunemente tradotto in "respinto", "rifiutato" o "riprovato", ma così facendo si perde il legame viscerale con la profezia di Isaia:

La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d'angolo

riportata anche da Matteo, utilizzando proprio lo stesso verbo - apodokimazo.

E' necessario.
Non è una scelta né un vezzo.
La Salvezza passa sempre attraverso lo Scarto: così fu per Israele in terra d'Egitto, così sarà per Te.
La Resurrezione può germogliare solo da quella radice.

Tu non chiedi di farmi scarto: probabilmente non ci riuscirei, specie in un tempo di corsa all'accaparramento di follower e "Mi Piace".
Però,  una volta in più, mi chiedi - quasi mi obblighi - a stare dalla parte degli scartati, degli ultimi, degli emarginati.
Oppure - allora sì - il Vangelo diventerebbe una favoletta per bambini senza alcun nesso con la vita reale.

Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.



#Effatà

Il sordomuto non viene per sua volontà, come il cieco di Gerico, né mostra  traccia dell'insistenza della donna cananea.
Piuttosto Te lo portano come si consegna un pacco, come si rende della merce difettosa.

E' l'esempio preciso del discorso interrotto una settimana fa: lui non può contaminare il mondo con le sue idee essendo muto, né rischia di esserne contaminato, in quanto sordo.
Un perfetto sepolcro imbiancato.

Tu lo prendi e lo porti in disparte, ancora una volta uno contro uno.

...e disse: "Effatà", cioè "Apriti".

Marco non registra il tono di quell'esclamazione, ma io nella dura sillaba finale accentata intravedo la perentorietà di un comando più che la delicatezza di un invito.

Non deve essere l'ascesi né la fuga dal mondo la strada che Tu indichi per la Santità.

#Tradizione

Agli osservatori pedissequi di liturgie di cui talvolta nemmeno colgono il senso.
A coloro che si ritengono depositari dell'ortodossia.
Ai difensori della famiglia "tradizionale".
Ai castigatori degli omosessuali, ai moralizzatori dei divorziati, ai condannatori dell'eutanasia.
Agli adoratori di statue di ogni ordine e grado di divinità.




A coloro, ed alle volte io tra di essi, che si sentono in diritto di sindacare sulla modalità con cui gli altri Ti cercano, quasi che l'unica possibile sia quella che si ritiene di conoscere.
A quelli che pretendono di insegnare l'arte di vivere.

A tutti loro Ti sei rivolto quando hai detto:

Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio,
per osservare la vostra tradizione.

#InFuga

Una selezione durissima, una serie di strappi violenti come il ciclista che vuole fare il vuoto in salita.
Lo dici a chiare lettere: non c'è gloria terrena per chi Ti seguirà, ma piuttosto il martirio.
Delle migliaia che avevano partecipato alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, ne restano Dodici, quelli della prima ora.

Potrebbe bastare.
Che senso avrebbe forzare ancora la mano, rischiando di rimanere solo?
Chi tramanderebbe poi il Vangelo, se Ti perdi tutti per strada? 
Vuoi davvero mettere a rischio in questo modo il disegno divino?

Ma Tu non dovevi essere uno da mezze misure.
Ti alzi sui pedali e scatti ancora.

Disse allora Gesù ai Dodici:
"Volete andarvene anche voi?".

#AperiMessa

Pane bianco, di grano duro, integrale, sciapo.
Pane a lievitazione naturale, al lievito madre, ai cereali, alle farine antiche.
Nei forni ormai si fa ricerca, al punto che scopro esistere ostie eucaristiche per celiaci: perfino nella produzione di quel minuscolo disco si presta attenzione ad estrarre tutto il glutine.
Una cosa però non può e non deve mancare: il Sangue.
La Carne ed il Sangue.
Quel sapore amaro, ferroso, perfino spiacevole in bocca ogni volta che si riceve l'Eucarestia.
Il memoriale del Sacrificio di 2000 anni fa e di quell'invito a noi rivolto: "Fate questo in memoria di me".
Se abbiamo assuefatto le nostre papille gustative, se non distinguiamo più il sapore sapido nell'ostia consacrata... non é più Eucarestia ma aperitivo.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna

#PaneEParola

Quanto dista Emmaus da Tiberiade?
Quanta differenza passa tra quei due ai quali Ti affianchi, nascondendo la Tua natura, lungo il loro cammino e questi cinquemila che accorrono ed acclamano in attesa del prodigio.

Quale differenza di attenzione nell'ascolto tra i due ai quali, strada facendo, sveli il senso delle Scritture, e questa folla impaziente che non si accontenta della Parola ma ha urgenza del miracolo, fino a cingerti fisicamente d'assedio.

In entrambe le occasioni spezzi il pane.
Ma ai due discepoli quel solo gesto è sufficiente a riconoscerti, Figlio di Dio.
Questa folla, che riceve il supplemento miracoloso della moltiplicazione, saziata dalla fame e accontentata nella morbosa sete di paranormale, fraintende e ti acclama Re.
E quando Ti sottrai si disperde, delusa.

Pietà di me per le volte in cui prendo solo una parte, ho bisogno del Pane e dimentico la Parola oppure mi arrovello sulla Parola dimenticandomi della quotidianità e dell'urgenza del Pane.
Pietà di quando dimentico che Parola e Pane sono un gesto unico.

#AllIn

Da una parte una marea di persone da sfamare.
Dall'altra un solo ragazzo e la sua bisaccia.
Cinque pani e due pesci, sette vivande in tutto: assomiglia a chi è andato a fare la spesa in riva al mare su commissione e poi sì è trovato a passare di lì per caso.

Affrontando la moltiplicazione dei pani e dei pesci raccontata da Giovanni, mi chiedo: qual è stata la razione distribuita a ciascuno?
FacesTi parti uguali, per spirito di giustizia, o desTi a ciascuno secondo il proprio bisogno, come per la manna nel deserto?
A quel ragazzo, restituisTi l'intera offerta o si dovette accontentare di una porzione minore?
In fin dei conti, dovendo moltiplicare esponenzialmente, non c'era bisogno di sottrargli tutte le vivande: bastava uno solo dei cinque pani, una sola parte dei due pesci... o forse neanche quelle...

Se sei figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane.

Ecco, sono finito fuori strada, sulla scia del Tentatore.

Nessuna risposta è data nelle Scritture a queste domande, forse perché il vero miracolo qui non è ricevere il pasto dal nulla, ma piuttosto dare tutto ciò di cui si dispone senza certezza di averne restituito alcunché.
Se qualcosa è nascosto o conservato per scorta, il miracolo non accade.
"All in", tutto nel piatto, come al poker.

Non è un caso che Marco sigilli questo stesso evento con quella strepitosa e profetica glossa:

Date loro voi stessi da mangiare.

#POP

Eccoli di ritorno i Dodici, due alla volta, come li avevi inviati.
Sono l'immagine stessa dell'adrenalina: un fiume in piena di racconti, esperienze, emozioni.
Mentre Ti descrivono quello che hanno fatto, continuamente sono interrotti da gente che si avvicina per chiedergli di imporre le mani, di dedicargli una parola di conforto, di operare qualche prodigio.
A tutti prestano attenzione, ed in qualche misura ciascuno viene soddisfatto.
Non hanno nemmeno più il tempo di mangiare.

Oggi diremmo che quei Dodici erano diventati #trendtopic, avevano fatto incetta di #like e di #follower, senza dubbio li metteremmo in cima all'elenco degli #influencer.
Avevano tutto il successo e la visibilità che oggi così ardentemente ricerchiamo sui #social.
Loro sì che erano #social.

Allora disse loro: "Venite in disparte, in un luogo isolato; riposatevi un po'".

Che rapporto strano hai sempre avuto con il successo.
Non direi che Tu lo temessi, ma semplicemente che Tu non gli abbia mai dato peso.
Credo che in quei quaranta giorni nel deserto tu abbia capito di avere una missione da compiere, che non poteva essere compromessa dall'umore altalenante della folla che ti circondava.
Questo dimostri in moltissime occasioni, fino a quell'ultimo ingresso trionfale a Gerusalemme, seguito dalla richiesta di crocifissione.

Perciò mi spingo a dire che il messaggio evangelico - pur rivolgendosi alle persone di ogni condizione ed estrazione sociale, mettendo al primo posto quelle più umili - non abbia nulla a che fare con il populismo, che guarda invece con sospetto.

Il Vangelo è popolare anziché populista.
Il Vangelo è POP.

#StarterPack

Periodo di vacanze, per cui facciamo insieme la valigia: cos'è che non può mancare?

Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due (...)
E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche.

Questo almeno dovrei mettere, e questo dici che non deve mancare: sandali, tunica e bastone.
Come a dire che solo la volontà di camminare è essenziale, il resto non serve.

Ma, a ben vedere, c'è dell'altro.
Ne prendi dodici e li mandi, a due a due.
Contro ogni logica, perché mandandoli singolarmente avresTi raggiunto il doppio dei villaggi ed evangelizzato a velocità doppia.

E allora sì, deve esserci dell'altro, anzi c'è L'ALTRO.
Non c'è posto per evangelizzatori solitari, non sono previste fughe in avanti.
Non ci si salva uno alla volta.

"Siamo angeli con un'ala sola: possiamo volare solo restando abbracciati".

#NonMiBasta

Non mi basta.

Non mi basta la Parola, all'atto pratico non me ne faccio nulla degli insegnamenti.
Non mi accontento di miracoli "per sentito dire" e voglio di più di qualche occasione fugace di Grazia.

Non mi basta.

Voglio il salto mortale qui, davanti ai miei occhi.
Voglio vederlo e toccarlo con mano.
Voglio qualcosa di cui poter dire che è stata fatta solo per me e per nessun altro, perché - per mille non chiarissime ragioni - ritengo di meritarla.

E pure quando l'avrò avuta, non basterà ancora.

"Non c'è profeta in patria"(...)

E non potè operare nessun prodigio,
ma impose le mani ad alcuni ammalati e li guarì.

E si meravigliava della loro incredulità.


#RicordatiDiMe

"Ricordati di me / questa sera che non hai da fare / e tutta la città / é allegata da questo temporale...".
Basta questo a Venditti: che il suo ricordo riaffiori nella mente dell'amata, sia pure a tempo perso.

E Tu, quando Ti ricorderai di me?
Te ne ricorderai quando avrai chi Ti reclama legittimamente in maniera più urgente, cioè sempre?
Mi riconoscerai quando verrò da Te in mezzo alla folla? Quando, in colpevole ritardo, finirò per incrociarTi quando sei già di spalle?
Percepirai nel trambusto scomposto di chi Ti invoca e di chi Ti acclama la mia richiesta leggera come una mano che Ti sfiora?
E, se questo accadesse, deciderai di esaudirla comunque, anche se dettata più dallo scoramento che dalla ferma e risoluta fiducia?

Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia 
e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, 
udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello.
(...)
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». 
I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». 
Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo...

#Supernova

Giovanni è uno scienziato, un inventore come Galileo, un avvistatore di supernove.
Non credo che sia un caso che con lui si aprono due vangeli che quasi lo sostituiscono alla figura dei Magi.

Giovanni ha una missione da compiere in un lasso di tempo brevissimo: pur essendoTi coetaneo, deve farTi trovare la strada spianata all'inizio della Tua predicazione.

Io sono voce di uno che grida nel deserto:
preparate la via del Signore.

Il sistema che trova è geniale.

La remissione dei peccati per gli israeliti era diventato un affare formale, meccanico: in un determinato giorno dell'anno, lo Yom Kippur, il popolo riunito con i sacerdoti recitava collettivamente una preghiera di perdono; poi un agnello era immolato in sacrificio ed un altro - il "capro espiatorio" - era caricato dei problemi della collettività e liberato fuori città: chiunque ne fosse venuto in contatto sarebbe diventato impuro.

Giovanni scuote i farisei, richiamandoli ad un'assunzione di responsabilità personale anziché collettiva e li invita ad un battesimo di conversione, attirandosi le antipatie dei sacerdoti.
Questa è la rivoluzione che propone Giovanni: passare dal lamento sulle colpe del popolo d'Israele all'esame delle proprie colpe personali.
Ancora una volta si richiama ad un rapporto con Te vis-a-vis.

Ma se ciascuno riconosce le proprie colpe, del capro espiatorio cosa rimane?

Giovanni, vedendo venire Gesù verso di Lui, esclamò:
Ecco l'agnello di Dio!
Ecco colui che porta i peccati del mondo!

Eccola, la supernova.
Giovanni ha esaurito il suo compito: ora può farsi da parte.

#Copernicano

Come se fossi io a scavare nei bassifondi, a scarattare in ogni angolo a leggere e rileggere Testi Sacri e commentari per mettere insieme un pensiero di senso compiuto da annotare in queste righe.
Come se fossi io ad aggrapparmi alla Tua Parola, come l'arrampicatore alla parete.

E' vero piuttosto il contrario.
E' Lei che incessantemente, SEMPRE, ogni istante, chiama, abbonda, inonda fino ad infiltrarsi nelle crepe più recondite.

dorma o vegli,
di notte o di giorno,
il seme germoglia e cresce

Fino a che pure un terreno arido come il mio, capace di accogliere non più di un granello di senape, può ambire ad ospitare un albero possente.


#Imperdonabile

"Quante volte dovrò perdonare mio fratello, se pecca contro di me?
Fino a sette volte?"
Rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette"

E Tu, quante volte sei disposto a perdonare, se fissi a noi una misura così alta?
E poi: perdoni su tutto o distingui in base alle colpe?
Voglio dire: ci sarà qualche cosa che proprio non tolleri, quello che Ti fa venire la gastrite...

Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini;
ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

Proprio quella, solo quella.
Bestemmiare il Padre e il Figlio si, ma lo Spirito no.
Qual è il senso?

Questo passo è presente nei sinottici in maniera quasi identica testualmente , inserito in una discussione in cui i farisei ti accusano di scacciare i demòni non per volontà divina ma ipotizzando che Tu stesso sia al servizio di Satana.
Marco è chiarissimo sul punto, chiosando la frase precedente con:

Disse questo poiché asserivano:
"È posseduto da uno spirito immondo"

Questo proprio non tolleri: la mistificazione dell'azione divina, spacciandola per diabolica.
La calunnia gratuita ed infondata, volta a sminuire il prossimo... oggi diremmo le "fake news".

Questo è imperdonabile agli occhi di Dio:
DENIGRARE, Dio ed il prossimo.

#InMemoriaDiTe

Questo è il mio corpo...
Questo è il mio sangue...

Che c'entri Tu con un pezzo di pane ed un bicchiere di vino?
Perché mescolare la Tua persona con questi alimenti?
Che senso ha?

A tentoni, annoto qualche indizio.

Essenzialità: pane e vino sono pasto minimo, senza di essi non si imbandisce nemmeno la tavola.

Quotidianità: proprio perché essenziali, pane e vino sono anche una presenza quotidiana, un appuntamento silenzioso, un'abitudine del corpo e dello spirito (proprio Tu ci inviti a chiedere il nostro pane quotidiano).

Prendete e mangiatene, tutti...
Condivisione: tutti gli astanti ne mangiano e ne bevono, a tutti è offerto, compreso Giuda che sta per tradirTi.


A questi tre termini ne aggiungo un altro, che mi salta in testa leggendo del corpo e del sangue, ovvero della Tua intera persona: Totalità.

Se l'Eucarestia è Sacramento, e dunque segno tangibile della Tua presenza, deve necessariamente essere anche sforzo Quotidiano di Condivisione di ciò che è Essenziale per l'altro, offerto con la Totalità della propria persona, seguendo l'insegnamento di tutta la Tua vita, sublimato sul Golgota.

Sono certo che questo, e non la ripetizione meccanica di un rituale, Tu abbia voluto intendere dicendo:

Fate questo in memoria di me.

#OgniGiorno

Quando sono al settimo cielo.
Quando sono euforico.
Quando sono contento
Quando sono sereno.
Quando sono ansioso.
Quando sono inquieto.
Quando sono triste.
Quando sono avvilito.
Quando sono disperato.
Quando sono a terra.

Quando ho bisogno di sapere che ci sei ed anche quando proprio non Ti vorrei tra i piedi.

Ecco, Io sono con voi ogni giorno,
fino alla fine del mondo.

#AcquaESpirito

La Tua vita pubblica è incorniciata da due eventi: il battesimo nel Giordano e la Pentecoste.

Il primo è il battesimo dell'Acqua, il segno della purificazione, l'espressione tangibile di una volontà di conversione, di cambiare vita.
Fate frutti degni di conversione, predica Giovanni ai battezzandi.

Il battesimo riguarda la sfera personale del credente.
Per questo Giovanni si scandalizza quando gli chiedi di battezzarTi, non capendo in che modo Tu potessi convertirTi o da cosa Tu Ti debba redimere.

La seconda è il battesimo dello Spirito, la Sapienza che permette di parlare una lingua comune con tutte le persone della terra, il vento impetuoso che spalanca nuovamente le porte serrate del Cenacolo.
Il giorno di Pentecoste chiami a rimettere i peccati altrui, senza guardare i propri.

Ricevete lo Spirito Santo
A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi.
A chi non li rimetterete, resteranno non rimessi.

La Pentecoste, ed il sacramento della Cresima che da essa deriva, è una chiamata all'azione verso il prossimo.

In mezzo tra i due eventi c'è tutta la Tua evangelizzazione, come in mezzo ai due sacramenti scorre tutta la vita di fede, sterile se ferma al battesimo, e dunque avviluppata su stessa, completa se spinta dallo Spirito all'andare incontro al prossimo.

Se uno non rinasce dall'Acqua e dallo Spirito,
non può vedere il Regno dei Cieli.

#Indizi

Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la Sua Passione,
con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni...

L'Ascensione mi ha sempre lasciato perplesso, mi è sempre parsa una "diminutio" della Resurrezione.
Dopo aver sopportato la Passione ed aver sconfitto la Morte, scegli di dedicarti ai discepoli per un po' di tempo, saltuariamente per di più, prima di sparire per sempre.

Poi mi è saltato agli occhi quel numero, quaranta giorni.
Sono quelli che passi nel Deserto, la preparazione che intraprendi prima di iniziare la predicazione.
Alla fine di questi altri quaranta giorni, anche i discepoli sono chiamati ad evangelizzare:

Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura.

Dunque questo periodo è per loro, è il loro Deserto.
Li alleni alla Tua assenza, con incontri occasionali, durante i quali molto spesso non Ti riconoscono neppure: chi ti crede un fantasma, chi un viandante...

Guardate le mie mani ed i miei piedi: sono proprio io!

Lo riconobbero allo spezzare del pane.

A questo più di tutto li alleni, a questo più di tutto dovremmo essere attenti: a riconoscere la Tua presenza dagli indizi che ci dai.

#Libertà

Voi siete miei amici se farete ciò che io vi comando.

Prego?
Io faccio quello che voglio, non devo dar conto a nessuno.

Forse questa Parola è rimasta ferma a qualche secolo fa: questo invece è il tempo del Diritto universale alla Libertà, dell'esaltazione dell'Autodeterminazione fino alla fiera e risoluta rivendicazione dell'Irresponsabilità, ovvero della mancanza del dover rispondere delle proprie azioni ed atteggiamenti a chicchessia.

Questo è il tempo in cui i bambini devono essere lasciati liberi di crescere, chiudendo un occhio e mezzo sull'educazione, gli adolescenti di esprimere la propria personalità, a costo di trasformare il legame genitoriale in una forma scialba di amicizia, gli adulti di "inseguire la propria Felicità" (...che frase sanguinosa e mistificatrice!!) a scapito delle proprie responsabilità coniugali e familiari.


Che poi, pur volendo, in cosa consiste ciò che Tu ci comandi?


Questo è il mio comandamento,
che vi amiate gli uni gli altri.


Ops.

#TralciEdIntralci

Ogni tralcio che in Me non da frutto, lo estirpa;
e quello che da frutto lo pota, affinché ne dia di più.

Ogni tralcio fa esperienza delle cesoie: mentre le lame stringono la loro morsa, ciascuno di essi si interroga sull'intenzione che le muove, se sia di potatura o di recisione.

...dai loro frutti li riconoscerete...

I miei frutti sono tardivi, brutti d'aspetto, scialbi al palato.
Provo a far scorrer il torrente di linfa che mi attraversa fino alle foglie, ma spesso mi accorgo di essere - volontariamente o involontariamente - piuttosto d'ostacolo ad esso.
Sono tralcio o sono d'intralcio?
Nel dubbio mi stringo forte alla radice, anzi mi "avvito".

Io sono la vera vite, ed il Padre mio è il vignaiolo.

Mi conforta che la mano che stringe le cesoie non è quella dell'operaio, che esegue il gesto meccanicamente, ma quella del padrone della vigna: se un tralcio ha possibilità anche solo recondite di portare frutto, sono certo che vi dedicherà ogni cura.

#CredoInTeCheCrediInMe

Un Buon Pastore conosce le sue pecore, una ad una.
Le conduce, le accudisce e se una di esse si perde, lascia le altre per andare alla sua ricerca.
Un Buon Pastore arriva perfino a dare la vita per le proprie pecore.

Ma le pecore conoscono il Pastore?
Su questo la Tua esperienza terrena non ci aiuta: quelli che per primi hanno manifestato il desiderio di conoscerTi e seguirTi sono proprio quelli che Ti hanno abbandonato e rinnegato nell'ultima sera.

Allora Pietro cominciò a maledire e gridare:
"Non conosco quell'uomo!"

Eppure Tu, nonostante tutto, non hai dubbi a riguardo:

Io sono il Buon Pastore:
conosco le mie pecore
e le mie pecore conoscono me.

In fin dei conti, Tu credi in ciascuno di noi più di quanto ognuno di noi creda in Te.

#Cicatrici

Guardate le mie mani e i miei piedi,
perché sono proprio Io! 
(Lc 24,39)

Da chi è capace di risorgere, mi sarei aspettato - non dico un lifting - ma almeno manicure e pedicure.
Invece Tu ti presenti con addosso tutti i segni del Calvario.
Anzi, li usi come carta d'identità.

C'è una certa ortodossia ben radicata che ritiene che dobbiamo soffrire in questo mondo per splendere nell'altro.
E più soffriamo e più in fin dei conti dovremmo gioirne, perché sarà maggiore la gloria che ci aspetta.

Io invece credo che la Resurrezione indichi la strada diametralmente opposta: guardare alle proprie piaghe, alle proprie ferite, alle proprie sconfitte, riconoscerle come identitarie e riuscire a pacificarsi con esse.
D'altronde deve esserci un motivo per cui, dopo la tua Pasqua, non smetti di augurare la Pace, quella del cuore, a tutti quelli che incontri.

Chi sceglie di credere nelle Resurrezione, deve provare a vivere da Risorto qui ed ora.

E mentre penso queste cose, in testa canticchio quella canzone di Dalla e Morandi, che qui annoto.


Vita in te ci credo,
le nebbie si diradano
e ormai ti vedo
non è stato facile
uscire da un passato che mi ha lavato l’anima
fino quasi a renderla un po’ sdrucita.

Vita io ti vedo
tu così purissima
da non sapere il modo
l’arte di difendermi
e così ho vissuto quasi rotolandomi
per non dover ammettere d’aver perduto

Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite
e così cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci
sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore
che raggiunge chi lo vuole respirare

Vita io ti credo,
dopo aver guardato a lungo
adesso io mi siedo, non ci sono rivincite
né dubbi né incertezze
ora il fondo è limpido
ora ascolto immobile le tue carezze

Anche gli angeli capita a volte sai
si sporcano ma la sofferenza tocca il limite
e così cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci
sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore
che raggiunge chi lo vuole respirare


#Disinnesco

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato,
mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli
per timore dei Giudei...

(Gv 20,19)


Abbiamo lasciato Pietro e Giovanni all'interno del sepolcro vuoto, convinti della Resurrezione.
Li troviamo una settimana dopo, barricati con gli altri discepoli, per paura dei Giudei.

Pietro, che dopo averti rinnegato, aveva pianto amaramente.
Giovanni, il discepolo amato, quello più capace di leggere il Tuo Cuore.

Gli altri discepoli non gli hanno creduto: Tommaso è solo l'ambasciatore di un dissenso diffuso, alimentato dal timore della persecuzione.
La notizia esplosiva della Resurrezione è stata immediatamente disinnescata: se qualcuno di loro c'ha creduto, deve pensare che sia un affare che riguardi solo Te.

Neanche questo ci basta, o Signore.

Fortuna che tu, nonostante abbiamo chiuso le porte, non smetti di cercarci...

...venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
(Gv 20,19)

#BackToBasics

L'aborto, l'eutanasia, l'omosessualità, l'inscindibilità del matrimonio ed il rapporto con i divorziati, la sessualità dei laici e quella del clero, la pedofilia, il rapporto della Chiesa con il denaro...

Reset.

Entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,
e il sudario, che gli era stato posto sul capo,
non per terra con le bende,
ma piegato in un luogo a parte.
(Gv 20,6-7)

Ripartiamo da capo, dalla notizia originaria.
Riaffacciamoci nel sepolcro vuoto.

La Notizia della Resurrezione non è sensazionalistica, non è incontrovertibile.
E' un'opportunità offerta, una chiave di lettura dei fatti e della Storia, una mano tesa.

Chi sceglie di crederle, deve fare i conti con Gesù di Nazareth, morto nella carne e poi tornato in vita.
Quel Tale la cui natura deve essere altro che umana, e dunque divina.
Alla luce di questa Notizia, e delle sue conseguenze, interessarsi al Suo insegnamento, il Vangelo, diventa non più un esercizio di speculazione filosofica, ma un'attività ESSENZIALE.

Tutto il resto sono ammennicoli.

A noi la scelta.
...e vide, e credette.
(Gv 20,8)

#PiùDiCosì

L'Olocausto é la forma di sacrificio perfetta, quella più alta, in cui tutta la vittima é bruciata.
Quella strada scegli per Te.

Questo é il mio corpo...
Questo é il mio sangue...

Non tieni nulla da parte, decidi di offrire tutto, fino all'ultima delle membra, fino all'ultima stilla rimasta.

Non c'è Amore più grande di questo.

#LaDecimaParte

Allora Giuda Iscariota, uno dei dodici, si recò dai sacerdoti con lo scopo di consegnarglieLo.
(Mc 14,10)

Qui comincia la Passione: questo è il momento esatto in cui Giuda decide di venderTi.

Si è appena consumata l'apologia dello Spreco.
Viene una donna e Ti cosparge di olio profumato e preziosissimo: un trattamento riservato a defunti di un certo rango, fuori luogo per Te, vivo e di modesta estrazione.
Non contenta di ciò, come a sancire l'unicità del gesto, rompe pure il vasetto di alabastro che lo contiene.
Alcuni presenti, proprio Giuda secondo il racconto di Giovanni, si indignano, chiedendone conto.

"Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?"
Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro
(Gv 12,6)

Giuda è quello dei dodici che tiene la borsa.
Giovanni ė durissimo nei suoi confronti, ma, per certi versi, la tredicesima parte (Te compreso) di quello che amministra gli spetta.
A volergli riconoscere un'indennità per il servizio di cui si fa carico si può arrivare alla decima parte, é quello il limite con il furto.
La decima parte è tutto sommato equa, è il massimo ammissibile.

Un denaro viene corrisposto quotidianamente a chi lavora nei campi: trecento sono lo stipendio di un anno.
Giuda rivendica per se non l'intera somma derivante dalla vendita del vasetto, ma la decima parte, quella che gli spetta: trenta denari, appunto.

Giuda non è Satana, o forse sì.
Non lo è nel senso che non è la Cattiveria fatta persona.
Lo è nel senso che è la quintessenza della Tentazione, la prova esatta di come una serie di comportamenti al limite del lecito e di richieste al limite dell'ammissibile portino a conseguenze catastrofiche.
Lui richiede ciò che in fondo gli spetta, e in fin dei conti non cattura nessuno, ma semplicemente indica un luogo ed un'ora in cui bacerà il Maestro.

Ed egli, buttati i denari nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi.
 (Mt 27,5)

Guardo adesso quelle monete ballare sul pavimento del tempio: una sola di essa cade e nemmeno si sente, addirittura si rischia di perderla.
Ma ne bastano trenta per fare un rumore assordante, capace di attraversare i secoli...

#NelSegnoDellaCroce

Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me
(Gv 12,32)

La Croce è una calamita, un vortice.
Espande il suo campo di azione nello spazio e nel tempo.
Ha la capacità di attrarre i passanti, risvegliare le coscienze, correggere le intenzioni, far vacillare le certezze.

Noi predichiamo Cristo crocifisso,
scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani.
(1Cor 1,23)

La Croce è un anello, attira fino a congiungere i Cieli e la Terra.
Ai piedi l'Umanità in fila, dietro la Mater Dolorosa.
In testa le schiere degli angeli intorno al Padre, invocato per custodire lo Spirito.
Un centurione lì sotto esclama:

Davvero costui era Figlio di Dio!
(Mt 27,54)

E magari nei Cieli gli fa eco un arcangelo: "Davvero il Figlio di Dio è morto come un Uomo!"

La Croce è l'Arca.
In Genesi la prima attività di Dio è quella di separare:

Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre.
Dio fece il firmamento e separò le acque di sotto dalle acque di sopra.
(Ge 1,4.7)

Dio stesso poi ricongiunge, quando annuncia a Noè:

Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra.
(...)
Ma con te io stabilisco la mia alleanza. 
Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli.
(Ge 6,17-18)

La nuova creazione comincia da quell'equipaggio minimo.

Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me
(Gv 12,32)

Dunque, se anche la Croce attira e congiunge Cieli e Terra, allora anche la Croce è Arca.
La nuova creazione che ne segue, comincia nel segno dell'Uomo-Dio, nel segno della Croce.

#Condanna

Il capitolo 3 di Giovanni è una lotta corpo a corpo estenuante: lo completo con la sensazione di nausea di chi scende dall'ottovolante.

Nicodemo, scriba fariseo, viene di notte, in segreto: pessima premessa.
La conversazione che ne segue è schizofrenica, a tratti paradossale.

Lui è lì perché ha riconosciuto nel Tuo operato la mano di Dio, ma sembra quasi che voglia essere rassicurato, vuole sentirsi dire da Te che non sei il Messia, che sei un guaritore, magari un profeta, un accidente minore, insomma, lungo il suo percorso.

Se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio
(Gv 3,3)

Per tutta la durata dell'incontro non indietreggi di un centimetro.
Incessantemente lo chiami ad una misura più alta, alla conversione dello spirito, a rinascere dall'alto.

Nicodemo, però, non è disposto a prendere la sua Croce e seguirTi.
Tiepidamente e genericamente prenderà la parola la notte del tuo arresto; ed anche dopo la morte manderà altri a chiedere il Tuo Corpo a Pilato, per poi unirsi di nascosto ai riti funebri.

E la condanna è questa: la luce è venuta nel mondo,
ma gli uomini hanno preferito le tenebre
(Gv 3,19)

La condanna di Nicodemo non viene da Dio: se la scrive da solo.
Nicodemo si condanna volontariamente alla mediocrità, all'ignavia.
Nicodemo accetta di rinnegare la Verità in cambio del quieto vivere.

Come quelle persone che, per indolenza, desistono da ogni sforzo di elevazione spirituale.

O, peggio ancora, come certe persone che conosco, ed io tra loro per un lungo periodo, che preferiscono la strada tortuosa a quella dritta per nessun altro motivo che per il subdolo gusto della fatica.

#Rovesciamenti

Gettò a terra il denaro dei cambiavalute
e ne rovesciò i banchi.
(Gv 2,15)

Tutti e quattro i Vangeli riportano l'episodio della purificazione del Tempio e tre di essi riferiscono anche il particolare del gesto di rovesciamento dei banchi, solo apparentemente dovuto ad un impeto d'ira.

Di questi tre, Giovanni presenta l'episodio all'inizio del suo Vangelo ed indica il gesto di rovesciamento con il verbo greco anastrephon, composto da ana - indietro, al contrario, daccapo - e strophon - girare, che potremmo anche tradurre con ripristinare.
Giovanni sembra suggerire che il rovesciamento sia anche il ripristino dell'ordine e del decoro nel Tempio, e che - figuratamente - tutta l'azione di evangelizzazione che segue questo episodio contribuisca al ripristino dell'ordine del creato e dell'armonia tra Dio e l'uomo.

Marco e Matteo, che pure riferiscono del rovesciamento dei banchi, pongono invece l'episodio immediatamente prima dell'inizio della Passione scegliendo entrambi di indicare il gesto di rovesciamento con il verbo katastrephon.
Dal rovesciamento di quei banchi scaturisce la catastrofe: l'arresto, il processo, la tortura, la Croce.

Eppure la catastrofe è il viatico per l'anastrofe, per il ripristino operato attraverso la Resurrezione.
Come due facce di una di quelle monete che Tu qui fai cadere, tintinnando ai piedi dell'altare.

#Intimità

Nel racconto di Marco viene il momento di cambiare passo, di alzare la voce.
Il tempo stringe e non si può continuare in punta di fioretto, a dire e non dire, a fare miracoli ed a chiedere di farli passare sotto silenzio.
Bisogna mettere tutto nel piatto - "all in", come si dice giocando a poker -  per sperare che chi adesso Ti segue non si disperda nell'ora dell tenebre, che è già alle porte.

 Allora ne prendi tre da parte, quei tre che Ti hanno seguito dall'inizio, e li porti in vetta.

... e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli.
(Mc 9,2)

In tre battute si compie questo processo di isolamento; non so perché mi ricordano le tre battute del salto triplo: in alto, a parte, soli.
In questo versetto è concentrato un superlativo di Intimità.
C'è tutto lo sforzo che l'uomo è chiamato a compiere per separarsi dalle interferenze del mondo per accostarsi a Te, e tutto il pudore di un Dio ritroso a manifestarsi al primo di passaggio.

Beato l'uomo che gode di questa Intimità con Dio, perché ne contempla la Gloria.

Sali su un alto monte,
tu che rechi liete notizie in Sion;
alza la voce con forza,
tu che rechi liete notizie in Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annunzia alle città di Giuda: "Ecco il vostro Dio!"
(Is 40,9)

#Deserto

Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.

Come è scritto nel profeta Isaia: "Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.
Voce di uno che grida nel Deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri".
Si presentò Giovanni a battezzare nel Deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati
(...)
In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.
Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel Deserto e vi rimase quaranta giorni.
(Mc 1, 1-5.9.12 )

Marco comincia così il suo racconto.
Non c'è traccia di angeli e pastori, né di alberi genealogici né di discorsi teologici o filosofici.
Marco ha l'urgenza di dire che tutto comincia nel, col e dal Deserto.
Lo ripete tre volte nei primi dodici versetti, quasi a sottolineare che se non si parte da lì non si può andare avanti.

Il Deserto è uno strumento funzionale all'annunciazione della Parola: nel Deserto Essa risuona, sedimenta, decanta.
Senza quest'opera di raffinazione si rischia una predicazione confusa, perfino controproducente.
Questo, in fin dei conti, racconta Matteo quando entra nel dettaglio dei fatti accaduti in quei quaranta giorni.
E questo deve essere anche il segreto del successo di Giovanni, predicatore attraverso lande desolate, che vede invece la sua fama estendersi a dismisura.
La predicazione comincia solo dopo aver attraversato il Deserto.

Qui, su queste pagine chiuse ai commenti e scomode a like e follower, ritaglio la mia fetta di sabbia ed installo la mia camera di decantazione.

#Compimento

Allora venne a lui un lebbroso.
(Mc 1,40)

Cosa stai facendo, scusa?
Scappa, urla che quello ha la lebbra.

Fai come ti è stato insegnato fin da bambino, emarginalo.
E' quello che si fa di solito con chi è diverso: il malato tra quelli che ostentano in salute, il povero dove si adora la ricchezza, l'anziano tra chi venera la gioventù, il migrante tra quelli che ritengono il luogo di nascita proprio per diritto.

Non c'è possibilità di errore: è una questione elementare di igiene.
E poi sta scritto:

E' immondo:
 se ne starà solo,
abiterà fuori dell'accampamento.
(Lv 13,44)

E' opera Tua questa Parola, no?
Se proprio vuoi essere fedele alla Legge, denuncialo ai sacerdoti, visto che è loro il compito di esaminarlo.

Ed invece:
Mosso a compassione,
stese la mano,
 lo toccò
 e gli disse: «Lo voglio, guarisci!».
(Mc 1,41)

Non capisco, allora.
Non vale più la Legge, se Tu per primo non la rispetti?
Sei venuto a cancellare i vecchi precetti ed a darne di nuovi?

Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti;
non son venuto per abolire, ma per dare compimento.

"Compimento".
Compimento della Legge deve essere, dunque, interpretarla con compassione.

#Leva

Cosa sei, Parola?
Un racconto millenario?
Una favola per bambini?
Un libro di profezie da consultare?
Un lascito da custodire?
La spiegazione di un progetto utopico ed irrealizzabile?

Tu sei una Leva.
A tutti offri un'opportunità di soLLEVAmento, o almeno di sollievo.
Chi si lascia prendere per mano, é sanato.

Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano.
La febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
(Mc 1,31)

#Approccio

Che è mai questo?
Una dottrina nuova insegnata con autorità.
(Mc 1,27)

Pietà di noi ascoltatori distratti, perfettamente permeabili alla Parola al punto da esserne attraversati senza impronta.
Pietà di noi lettori svogliati, che per pigrizia o timore galleggiamo sulla superficie del Vangelo senza mai azzardare l'immersione.
Pietà di noi che ritagliamo qua e là a piacimento, secondo il gusto personale, ignorando che il Vangelo non si presta al bricolage.
Pietà di noi cercatori di una dottrina comoda, che non desti le coscienze dal torpore.
Pietà di noi, viscerale e profonda, tutte le volte che proclamiamo le Scritture senza che le labbra ne siano arse.

Pietà di preti svogliati e di omelie sciatte, repellente ideale del Vangelo.
Pietà di catechesi per sentito dire, come se la Fede si trasmettesse imparando a memoria, a cantilena.
Pietà di luoghi comuni, di buone maniere e di tutto ciò che professiamo, anche in buona fede, ma che non è strettamente legato alla Parola: essere brave persone non c'entra nulla con l'essere cristiani.

Pietà di noi quando pensiamo che le Scritture siano superate, e invece - da millenni - sono "una dottrina nuova", perché mostrano un strada diversa, un punto di vista differente.
Beati noi, a cui quella dottrina è stata "insegnata con autorità", ovvero direttamente dall'Autore.

#PescatoriDiUomini

Vi farò pescatori di uomini.
(Mt 4,19)

Che locuzione particolare, "pescatori di uomini".
Non compare altrove nelle Bibbia, per cui deve essere uscita così, di getto.

(Esiste però un caso in cui Ti sei fatto fisicamente pescatore di uomini, quella volta in cui estraesti Giona, il profeta che voleva scappare dalla missione che gli era stata affidata, dal ventre del grande pesce che l'aveva inghiottito).

Conosco pescatori di nassa, di rete e di lenza: fattor comune tra di loro è la sterminata dote di pazienza e di resilienza, come se fossero strumenti del mestiere.
Se occorre pazienza con i pesci, quanta di più ne occorre con gli uomini!

Predica la Parola di Dio,
insisti in ogni occasione opportuna e inopportuna.

Correggi e sgrida, quando ce nʼè bisogno,
e incoraggia tutti con grande pazienza a fare il bene, 
senza smettere mai dʼinsegnare la parola di Dio.
(2Tim 4,2)

Questo è richiesto ai nuovi pescatori: parole d'ordine "pazienza" ed "insistere".

Rivolgo questo pensiero a me, che nell'avere a che fare con gli uomini desisto alle prime difficoltà.
Lo rivolgo agli operatori pastorali di ogni ordine e grado, invitandoli ad essere al contempo operatori "ittici".
Infine lo rivolgo come preghiera, perché Tu non abbia mai a stancarti dell'umanità incostante ed ondivaga, ma possa conservare verso di essa la pazienza e la resilienza del pescatore.
Proprio come facesti con Giona.

#Maestri

Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli;
e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!»
I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.
(Gv 1,35-37)

Così, in un colpo solo, Giovanni perde i suoi discepoli e si lascia sfuggire l'occasione di mettersi alla sequela di Gesù.
Perché?
Perché scegliere  di restare solo anzicché seguire quello che aveva riconosciuto come il Cristo?

Ed Eli disse a Samuele:
«Va' a coricarti; e, se sarai chiamato ancora, dirai:
"Parla, Signore, poiché il tuo servo ascolta"»
(1Sam 3,9)

Il rapporto con Dio è personale, uno contro uno.
Un Maestro sa questo e porta i discepoli fino alla soglia del Mistero.
Dopodicché deve eclissarsi: è il suo compito, è necessario, benché doloroso.

Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta.
(Lc 22,39)

In quel calice stasera non vedo paura della sofferenza fisica o della morte, ma molto di più la pena del Maestro che sta per esaurire il suo compito.

#ReDeiGiudei

Breve storia del Re dei Giudei, titolo al quale non credo che Tu tenessi molto.

Dov'è il re dei Giudei che è nato?
Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo.
(Mt 2,2)

Da subito Te l'hanno affibbiato, fin dalla mangiatoia.
Sono venuti da terre lontane, carichi di doni pregiati, adducendo a motivo il sorgere di una stella.
Vedi, così è fatto il cuore dell'uomo: appena individua - con i criteri più inverosimili - qualcuno a cui poter chiedere conto della propria mediocrità si precipita, incurante delle distanze; appena qualche calcolo astruso indica qualcuno a cui addossare le proprie speranze di riscatto, subito si corre ad adorarlo, carichi di ogni bene.

Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, 
si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo
(Gv 6,15)

Occasioni di rivoluzione ne hai avute.
Dopo aver sfamato cinquemila persone con 5 pani e 2 pesci; oppure durante l'ultimo ingresso in Gerusalemme, osannato dalla folla: si vede che non ti interessava.
Eppure fino alla fine abbiamo continuato a rivolgerci a Te con lo stesso titolo, per sfida più che per scherno.

Poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano:
«Salve, re dei Giudei!».
(Mt 27,29)

Ed, in quattro lingue, Te l'abbiamo scritto pure sul patibolo, in alto, dove tutti potessero leggere.

E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva:
Il re dei Giudei.
(Mc 15,26)

In fin dei conti, che tu fossi Re dei giudei interessava più a noi che a Te.

Pilato lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». 
Ed Egli rispose: «Tu lo dici».
(Lc 23,3)

#Benedizione

"L'Eterno ti benedica e ti custodisca!
L'Eterno faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!
L'Eterno rivolga il suo volto su di te e ti dia la pace!". 
(Nm 6, 24-26)

Ecco la più potente delle benedizioni della Bibbia.

Che, a ben vedere, non è augurio di sdraiarsi con la trifacciale a godersi la tintarella - o almeno non solo quello.
E' soprattutto invito a mettere in moto tutti i muscoli facciali, ad allenarli per fare trapelare da essi la luce divina.
Far risplendere su ciascuno di noi il Tuo volto, appunto.

A noi, novelli Marcel Marceau, auguri di buon 2018.