#abisso
#SuspiciousMind
#numerificazione
Da ingegnere, ancor prima da persona appassionata di scienza e tecnologia, dico che è terrificante il processo di #numerificazione al quale stiamo assistendo e che ci tocca individualmente.
Pensiamo di essere persone con un vissuto da condividere, con dei talenti più o meno spiccati, con esigenze specifiche ed invece su scala appena più larga - basta mettersi nel punto di vista di un quartiere di una grande città o di un comune di medie dimensioni - siamo piuttosto rappresentati da un tasso di crescita, da indici di consumo di beni e servizi e da altri indicatori demografici.
Perfino sui social, sui quali ci siamo rifugiati pensando ad essi come ad uno spazio in cui dare libero sfogo - talvolta eccessivo - ad ogni sfaccettatura della nostra personalità, siamo presto stati riassunti in metriche, numero di follows, numero di 'Mi piace' dati o ricevuti.
Il che non è un male in se FINO A CHE non si scambiano quei numeri per la realtà stessa, rinunciando al 'drill-down', ovvero all'esercizio di scendere dal numero aggregato al dettaglio per verificare se davvero, ad esempio, ad un aumento della spesa pro-capite corrisponde un maggior benessere dell'individuo e se ciò indichi davvero, in fin dei conti, una sua maggiore felicità.
Di fronte a tutto questo mi viene da creder più forte in Te, che suggerisci di lasciare le novantanove pecore e cercare quella fuggita.
Il che vuol dire, tra l'altro, che sai esattamente come è fatta, di che colore ha il manto ed in che modo bela... magari hai pure già un'idea del pasticcio nel quale si sarà cacciata stavolta.
Dona ancora questa capacità della quale abbiamo bisogno enorme: prima di guardare ai numeri ed alle statistiche, aiutaci a guardare le facce delle persone, una ad una.
Perché in fin dei conti è molto più semplice amare sommariamente una massa riassunta per sommi capi da qualche numero piuttosto che amare ciascun Prossimo, in persona.