#abisso

.. oltretutto tra noi e voi è stabilito un grande #abisso...

Come si è stabilita la separazione che nell'aldilà divide il ricco signore da Lazzaro, il mendicante che - in vita -aspettava invano alla sua porta un gesto di carità?
Si è generata post mortem in una sorta di contrappasso dantesco?
O non si é piuttosto generata in vita, per effetto del disinteresse del ricco verso il povero?
E davvero le pene che subisce il ricco sono confinate nell'aldilà o anche l'aldiqua è stato - non voglio dire infelice ma almeno - mancante, incompleto?

Ho scritto altrove che probabilmente il ricco non si sarà nemmeno accorto in vita di Lazzaro alla sua porta.
A volte così si produce una frattura: alimentando una piccola crepa con disinteresse ed incuria.

Mi fermo a contemplare i fossati che mi circondano, il prossimo delle cui necessità non mi accorgo o mi disinteresso, e provo pena per entrambi.

Scenda su di me la parola di Isaia:

Appianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in pianura.

#SuspiciousMind

C'era un uomo ricco...

Quel tale, sulla base di alcune illazioni, affidandosi al solo "sentito dire", sceglie di convocare l'amministratore dei suoi beni e licenziarlo.

Ragiona, quel padrone, con la mentalità del sospetto.
Lo stesso fa chi nella coppia - senza particolari motivi - inizia a controllare, magari di nascosto, il cellulare del partner.
Ugualmente si comporta il datore di lavoro che preferisce avere i dipendenti in ufficio, dove può ben vederli, anziché a lavorare da remoto, dove i suoi occhi e le sue telecamere non possono arrivare.
O come quello che si ritiene più vessato tra i fratelli a cui spetta un'eredità, che briga per accaparrarsene la parte che ritiene migliore.

Purtroppo la mentalità del sospetto porta inevitabilmente a fregarsi con le mani proprie.
Ride amaro quel padrone quando scopre che l'amministratore, appreso del suo licenziamento, ha chiamato i debitori condonandogli parte del debito: non tanto - direi - per la perdita economica ma per aver capito troppo tardi il valore di quel suo dipendente.

Il padrone lodò quell'amministratore disonesto perchè aveva agito con scaltrezza.

Succede sempre così, in continuazione.
Forse perchè le energie spese a sospettare avrebbero potuto essere spese più costruttivamente.
O forse perchè il sospetto, anche se occultato, produce una puzza chiaramente percepibile dallàaltro sotto forma di mancanza di fiducia.

"We can't go on together / with #SuspiciousMind" cantava Elvis, non proprio uno stinco di santo...
A me pare esattamente così: non si va avanti con la mentalità del sospetto, nè insieme nè singolarmente.



#numerificazione

Da ingegnere, ancor prima da persona appassionata di scienza e tecnologia, dico che è terrificante il processo di #numerificazione al quale stiamo assistendo e che ci tocca individualmente.

Pensiamo di essere persone con un vissuto da condividere, con dei talenti più o meno spiccati, con esigenze specifiche ed invece su scala appena più larga - basta mettersi nel punto di vista di un quartiere di una grande città o di un comune di medie dimensioni - siamo piuttosto rappresentati da un tasso di crescita, da indici di consumo di beni e servizi e da altri indicatori demografici.

Perfino sui social, sui quali ci siamo rifugiati pensando ad essi come ad uno spazio in cui dare libero sfogo - talvolta eccessivo - ad ogni sfaccettatura della nostra personalità, siamo presto stati riassunti in metriche, numero di follows, numero di 'Mi piace' dati o ricevuti.

Il che non è un male in se FINO A CHE non si scambiano quei numeri per la realtà stessa, rinunciando al 'drill-down', ovvero all'esercizio di scendere dal numero aggregato al dettaglio per verificare se davvero, ad esempio, ad un aumento della spesa pro-capite corrisponde un maggior benessere dell'individuo e se ciò indichi davvero, in fin dei conti, una sua maggiore felicità.

Di fronte a tutto questo mi viene da creder più forte in Te, che suggerisci di lasciare le novantanove pecore e cercare quella fuggita.

Il che vuol dire, tra l'altro, che sai esattamente come è fatta, di che colore ha il manto ed in che modo bela... magari hai pure già un'idea del pasticcio nel quale si sarà cacciata stavolta.

Dona ancora questa capacità della quale abbiamo bisogno enorme: prima di guardare ai numeri ed alle statistiche, aiutaci a guardare le facce delle persone, una ad una.

Perché in fin dei conti è molto più semplice amare sommariamente una massa riassunta per sommi capi da qualche numero piuttosto che amare ciascun Prossimo, in persona.