#giovanilismo


"Hai più di sessant'anni e hai ancora voglia di innamorarti?" recita un volantino sgargiante che occhieggia dalla bacheca della piscina che frequento; seguono i contatti della redazione di una trasmissione televisiva. 

Siamo ormai sotto scacco del #giovanilismo.
Sedicenti talenti incompresi rivendicano il diritto di affermarsi in tarda età in cucina, nel canto, nel ballo o in chissà quale altro settore (non "di cimentarsi", si badi bene, ma proprio "di affermarsi", ovvero di riscuotere successo).
Le pubblicità dei prodotti più comuni fanno leva facilmente su un senso di vergogna per il tempo che passa che ormai é sdoganato, come se debba essere prassi comune sforzarsi di nascondere la vecchiaia sotto il tappeto. 
La "nonnitudine", poi, é radicalmente stravolta: tocca rincorrere i "nonni sprint" tra le loro mille attività e schedulare con ampio anticipo qualche ora da condividere con i nipoti.
E c'è perfino qualcuno che rivendica tutto questo come segno di progresso.

Contro tutto questo disordine emotivo, contro queste forme di malcelata disperazione, si erge gigante l'esempio di Simeone: 

Ora lascia, o Signore, che il Tuo servo vada in pace secondo la tua Parola;
perché i miei occhi han visto la Tua salvezza.

Sto dicendo forse che la vecchiaia dovrebbe essere un tempo di rassegnazione passiva? 
Certamente no.
Ma a tutti i disperati moderni auguro di attingere alla serenità composta di Simeone che, davanti a Te in fasce, legge chiaramente il senso della sua vita.

Dacci la forza di dire, a tempo debito:
Tutto é compiuto,
senza arrampicarci sugli specchi.

#MammaDiTutteLeMamme

Fate quello che vi dirà

dice tua Madre rivolta a chi serviva a tavola durante quelle nozze.

Con quel gesto inconsueto - quale cameriere durante un servizio di nozze prometterebbe obbedienza cieca non dico agli sposi, ma addirittura ad uno degli invitati ? - Ti costringe ad esporTi.

Con quelle poche parole sta avviando un percorso che lei concluderà ai piedi della Tua Croce, come le aveva predetto Simeone quando eri ancora in fasce.


E lo fa per di più con apparente naturalezza, come se prima, avendoTi messo a conoscenza del fatto che era finito il vino, Tu avessi risposto:

"D'accordo, ci penso io!"

E invece:

Cosa c'è tra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta!

Però Maria sa che quell'occasione è propizia ed allora sceglie di forzare la mano.


Avrebbe potuto sottrarsi, Maria?

Avrebbe potuto lasciare che la festa proseguisse, pur senza vino?

Avrebbe potuto scegliere di tenerTi ancora un po' al sicuro?

Certamente.


Invece, ancora per un'ultima volta, sceglie di insegnarTi come stare al mondo.


Prega per noi genitori, #MammaDiTutteLeMamme.

#inAltreParole

Le parole non dette. 
Quelle che sono rimaste appese in gola senza avere il coraggio o la voglia di proferirle. 
I dialoghi abortiti, le scuse non porte, le correzioni non apportate.

Le parole dette male. 
Quelle che distorcono la realtà a proprio tornaconto.
Quelle dette per offendere, per sminuire, per mortificare il prossimo. 

Le parole non ascoltate, per superficialità, per supponenza, per noncuranza. 

In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio.

All'inizio dei tempi, come all'inizio di ogni intenzione di dialogo, c'è Dio.
Poi però le mie parole, Verbo in potenza, si perdono per strada, deragliano.

Ed il Verbo si fece carne, 
e venne ad abitare in mezzo a noi.

Possano nel 2025 che comincia - e sempre di più negli anni seguenti - le mie parole essere sacramento del mistero dell'Incarnazione.

Buon 2025.