#cuoreUsuratoDiMaria

Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

"Cuore Immacolato" mi ha sempre suscitato l'immagine di un soprammobile, un gingillo tirato a lucido ed esposto in bella vista.

Altro che questo è il cuore di Tua madre: è una macchina termica, un motore di mille cilindri e pistoni che continuamente sbuffa, ribolle, gira ad una frequenza elevatissima.

Propongo di istituire la devozione al #CuoreUsuratoDiMaria.


Con poco sforzo si legge impressa in filigrana su di esso la domanda delle domande:

Sarò capace di educare il Dio Uomo?

Ovvero, sarò capace di fare emergere la divinità che è in Lui quiescente?

Ne va prima di tutto del suo ruolo di madre e del bene di Te, suo figlio; in subordine, poi, del destino dell'umanità.


La stessa domanda la rivolgo a me genitore, a tutti i genitori ed a tutti gli educatori di bimbi magari meno prodigiosi, ma che palesemente custodiscono la medesima scintilla divina:

Sarò capace di fare emergere la divinità che è in lui quiescente?

Che questo si realizzi nel 2023 e negli anni a venire.

Auguri.

#senzaIndugio

A Maria viene chiesto di scegliere la notizia più bella del mondo - la gravidanza - ma anche la più pericolosa, quella che la espone all'abbandono ed alla lapidazione.

A Giuseppe viene chiesto di accettare la sua promessa sposa, incinta non del suo seme, ed anche quel Bambino, facendogli da padre putativo.
(...essere padre del Dio uomo, che solo a pensarci da le vertigini...)

Ai pastori viene chiesto di adorare il Salvatore che é nato per loro, del quale probabilmente non avvertivano la necessità, esponendosi alle ritorsioni di Erode.

#SenzaIndugio
Così é scritto della risposta dei pastori, e così pure risposero Maria e Giuseppe, senza nemmeno il tempo di consultarsi tra loro .

La notizia dell'Incarnazione non ammette adesioni tiepide o titubanti.
A chi non ha paura di compromettersi, senza compromessi:
Auguri di Buon Natale!

#paternità

Nel mio cerchio di conoscenze mi pare che il percorso verso la paternità assuma sempre le traiettorie più improbabili: chi lo cerca come un nuovo stimolo in un momento quiescente, chi intende rilanciare un rapporto malmesso, chi accetta un figlio come una sorta di ragionevole compromesso e perfino chi, come il Tuo padre terreno, se lo vede piombare tra capo e collo all'improvviso.

Diversamente da quanto avviene all'altro sesso, rarissimamente ho visto manifestarsi una richiesta chiara e conclamata di paternità.
Noi maschi tendiamo più che altro a scivolare nella paternità, salvo poi scoprire che é l'esperienza più esaltante del mondo, oltre che di gran lunga la più complessa.

E siccome Tu conosci a fondo la natura umana, sono certo che non ce l'avrai con Giuseppe per aver pensato per un istante di mollare tutto e tutti.
Anzi, più forte gli vorrai bene per avere ascoltato l'angelo:

Giuseppe (...) non temere di prendere con te 

Non temiamo di prendere con noi.
Lo dico a me stesso, a tutti i padri e a tutti coloro che - per le strade più impervie - si accingono ad esserlo.
Non temiamo di farci casa, di caricarci qualcuno sulle spalle per un pezzo di strada.
Non temiamo di fare spazio nella nostra vita, anche a costo di dover mettere da parte o buttare cose a cui teniamo.
Non aggrappiamoci testardamente ad un'adolescenza che già non c'è più e che non tornerà.

Perderemo libertà personale, lo anticipo.
Perderemo tempo per noi stessi, lo ammetto.
Perderemo la leggerezza che può dare la mancanza di responsabilità.

Tutte queste cose lasciamole pure a Peter Pan.
C'è l'esperienza più bella del mondo da guadagnare.



(In risposta a podcast su bimbi paragonati ad animali da compagnia)

#evangelizzazione

(Giovanni) mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?».


Non mi torna questa domanda.

Che senso ha questa fretta -  dobbiamo attenderne un altro? - da parte di uno che è in attesa di essere giustiziato e che nemmeno sa se sarà ancora vivo quando torneranno i suoi con la risposta?

E ancora: a Giovanni, Tuo cugino e coetaneo, cresciuto con Te, viene in mente questa domanda cruciale solo adesso, un minuto prima della sua fine?

Non sarebbe stato preferibile che il Battista si fosse mostrato meno titubante davanti ai suoi discepoli?

Non gli ha detto sua madre che lui per primo tra gli esseri umani ha riconosciuto la Tua divinità, prima ancora che entrambi veniste alla luce?

Non ricorda più la Gloria manifestatasi al Giordano?

Ora delle due l'una: o Giovanni è terrorizzato dalla morte - e può ben essere il caso, anche se non mi pare si sposi con la figura di predicatore rude e risoluto che trasmettono i Vangeli - o ci deve essere sotto dell'altro.

E più precisamente Giovanni sta trasmettendo ai suoi discepoli l'Evangelizzazione.

Che non ha nulla a che fare con le televendite e non è una gara a far sembrare il prodotto - che poi saresti Tu - appetibile o indispensabile.

L'Evangelizzazione andrebbe fatta proprio così: io vi faccio vedere dov'è Cristo, vi dico come incontrarlo... il resto chiedetelo a Lui!

#catalizzatore

Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre.

É un bene avere radici grosse e profonde: permettono di pescare in profondità, di attingere più riccamente alla Grazia.

Ma il fine ultimo è quello di portare la Grazia ai rami è produrre frutti: diversamente si stanno solo sottraendo risorse a chi è più efficace di noi.

Non basta attingere alla Grazia, bisogna #catalizzarla: questo é il messaggio del Battista.